di LINO SPADACCINI
Con i problemi degli ultimi anni legati a Fosso Marino, che ha causato l’allontanamento di molti bagnanti dalla Marina, la spiaggia di Punta Penna ha avuto un costante incremento di presenze, soprattutto giovanile.
Due i punti di accesso alla spiaggia: dalla zona industriale, attraverso la comoda scalinata in legno che scende fino a riva, oppure seguendo la strada per il Porto, voltando sulla sinistra fino ad arrivare al piccolo parcheggio.
Ad accompagnare i visitatori, sono stati collocati, lungo il percorso, una serie di simpatici cartelli di benvenuto scritti in dialetto, in inglese e in italiano: “Grazia a’ signurè ca si minüte a Punta Aderci”, ed ancora “Nandr’cchane e arréve a la râne di Punta Penna”, ed infine “Mée ti truve, e ti pù rifé l’ucchie, a la spiaggia chiù belle di stu mêre”.
La splendida spiaggia di sabbia dorata, si estende dal braccio nord del Porto di Punta Penna fino alla spiaggia dei Libertini, mentre alle spalle sono presenti le formazioni dunali che, insieme a
quelle della spiaggia di Vasto Marina, fino al Torrente Buonanotte, rappresentano uno degli habitat naturali meglio conservati di tutta la costa abruzzese.
quelle della spiaggia di Vasto Marina, fino al Torrente Buonanotte, rappresentano uno degli habitat naturali meglio conservati di tutta la costa abruzzese.
Le dune sono costituite da sedimenti fini formati dal moto ondoso, che trasporta e deposita i sedimenti secondo le correnti principali, dando luogo a formazioni variabili, di forma e consistenza, a seconda della direzione e dalla forza del vento.
Questa è la zona della riserva di Punta Aderci di maggior interesse naturalistico, oltre per la presenza delle dune, anche per la ricca vegetazione, e per la presenza di volatili come il gabbiano reale, il gabbianello, la beccaccia di mare, il piviere dorato, il piovanello pancianera, il piovanello tridattilo, la rondine ed il fratino. Nello stagno, visibile lungo la passerella che collega il box informazioni alla scalinata di accesso dalla zona industriale, non è difficile imbattersi in qualche piccolo anfibio.
Quando il mare è calmo, si può apprezzare la trasparenza delle acque, con i fondali digradanti e sabbiosi, che rappresentano un invito irrinunciabile ad un bagno refrigerante. Nei fondali, ricca è la presenza di molluschi come mitili, vongole, telline, cannolicchi e pettini. Sulla battigia si può trovare il granchio corridore e tra le cavità formate dalle alghe coralline vivono diverse spugne incrostanti, madreporari e celenterati.
Nei pressi del box informazioni è presente una piccola area attrezzata con panchine. Da lì si può salire, attraverso una comoda scala in legno, verso la sommità di Colle Martino. Lungo il percorso è presente anche un punto di avvistamento, grazie alla quale è possibile osservare e fotografare i volatili.
Giunti alla sommità, la vista sul porto, sui trabocchi, sulla spiaggia fino a Punta d’Erce, vi ripagherà della piccola fatica fatta per la salita. Nei pressi sono visibili anche alcuni resti di interesse archeologico, infatti, bisogna ricordare che in questo luogo si trovava l’antica città frentana di Buca.
Lino Spadaccini


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