Nel percorso della vecchia Diritta c'è un piccolo tratto di meno di 50 metri ripido e soffocato dai rovi. "Chiediamo troppo all’Amministrazione comunale se sollecitiamo l’invio di un decespugliatore per facilitare il passaggio? Stiamo arrivando alla stagione estiva e quella strada sicuramente sarà utilizzata dai Vastesi e dai turisti per scendere a piedi al mare: sarebbe un bel regalo farla trovare pulita e praticabile".
I VECCHI SENTIERI: “LA DIRITTA”
Percorro sempre con un po’ di
emozione la vecchia strada della “Diritta”, che si raggiunge o dalla
Madonna
della Catena o da Piazza del Popolo, che collega Vasto città alla Marina, o
meglio al vecchio accesso al mare, oggi ostruito, di “Scaramurze”, proprio di
fronte alla “Bagnante”.
La “Diritta” anticamente era il
principale sentiero di collegamento tra Vasto e la Marina. Gli altri
sentieri erano Fonte Joanna, la Costa Contina , Trave, Casarza e
Torricella.
Per la verità la prima parte del
percorso, da “Fontenuova” alla strada provinciale di collegamento tra Vasto e
Vasto Marina, un tempo era una comoda gradinata, difatti si chiamava anche “Le
Scalelle”, oggi invece è asfaltata ed è percorribile, a senso unico, anche con
i motorini e le automobili.
Attraversata la trafficata “provinciale”
ci si inoltra in una comoda e larga strada interpoderale, che un tempo si
chiamava, alla francese, la “Ruelle”, tra quel che resta degli orti di quella
zona, per arrivare al grande costone con un muro costruito al tempo della
realizzazione della SS 16. Qui purtroppo la stradina, in forte pendenza, si fa
stretta ed è soffocata dai rovi: neppure 50 metri , ma molto
pericolosi.
Chiediamo troppo all’
Amministrazione comunale se sollecitiamo l’invio di un decespugliatore per facilitare il passaggio? Stiamo arrivando
alla stagione estiva e quella strada sicuramente sarà utilizzata dai vastesi e
dai turisti per scendere a piedi al mare: sarebbe un bel regalo farla trovare pulita
e praticabile.
Superata questa discesa, si
arriva poi sulla statale 16 attraverso una comoda e moderna gradinata. Qui,
invece di arrivare al mare attraverso il vecchio accesso di Scaramurze” di fronte alla Bagnante,
inspiegabilmente privatizzato, bisogna proseguire per un centinaio di metri
sulla “Statale” ed utilizzare la comoda “bretella” che passa sotto il vecchio
tracciato ferroviario e ci si trova davanti alla spiaggia.
Buona passeggiata!
Nicolangelo D’Adamo

3 commenti:
FERNANDO D'ANNUNZIO su facebook ha scritto il seguente commento:
Molti degli antichi accessi al mare sono impraticabili e ostruiti perchè alcuni tratti sono diventati (non si sa come) proprietà privata. Ma come mai a Vasto i privati riescono ad esercitare la proprietà su terreni e strade pubbliche e il comune, al contrario, non riesce ad utilizare un solo metro quadro di terreno privato per opere di pubblica utilità???
Me lo chiedo anch'io. E penso soprattutto che noi cittadini dovremmo iniziare a farci sentire, perché l'accesso alle spiagge è un diritto sacrosanto.
Carissimo prof. mi hai riportato ai miei 15 anni quando con gli amici gli ultimi giorni di scuola(facevo filone, poche volte in verità)anzichè ritrovarci a Shangay per fare l'autostop e trovare un passaggio per l'Industriale ce ne andavamo a "li Scaramuzz" o a "Li tre Pin" (Lu Truev"). Ci divertivamo a mangiare cozze e lampadine prese a "Lu Puel d la morte" e cacche "Paparozz e Cannill" a la seconda sottil.
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