di NICOLANGELO D'ADAMO
Fu così che Gianfranco Smargiassi, segretario del PLI, Nicola Di Laudo, segretario del PDS e Nicolangelo D’Adamo, segretario del PSI si incontrarono a casa del comune amico Alberto Piccolotti per discutere una prima ipotesi d’intesa. A quella riunione parteciparono anche tre esponenti del MSI, ovvero Giuseppe Tagliente, Massimo Desiati e Filippo Pietrocola, anche loro interessati ad una grande lista civica per tentare di sconfiggere la Democrazia Cristiana allora retta da Antonio Prospero e Pino Molino.Il clima dell’incontro fu subito molto cordiale, né poteva essere altrimenti tra
persone che si conoscevano a memoria, alcuni già presenti in Consiglio Comunale e nella veste di Consiglieri avevano già condiviso battaglie comuni e sostenuto una netta opposizione alla maggioranza democristiana.
Da tutti fu segnalata l’irripetibilità di una occasione del genere, ovvero la possibilità di dare alla città un’ amministrazione nuova non solo negli uomini, ma anche al riparo dalle tradizionali ipoteche partitiche, in tutto in linea con quanto l’opinione pubblica nazionale chiedeva per il governo del Paese. Insomma si ipotizzava una sorta di grande coalizione: dal Movimento Sociale al Partito Democratico della Sinistra con finalità e compiti meramente amministrativi, al netto di ogni inevitabile e storica divisione ideologica.
Il primo problema che si incontrò, insormontabile e causa del successivo fallimento del tentativo, fu l’individuazione del candidato sindaco che avrebbe dovuto guidare la coalizione. Giuseppe Tagliente si mostrò disponibile a coinvolgere il MSI e partecipare alla coalizione, ma precisò: “il candidato sindaco dovrò essere io! Altrimenti il nostro elettorato non capirebbe”.
Questa la “condicio sine qua non” , avallata da Desiati e Pietrocola. La risposta degli altri partiti non si fece attendere, chiara e definitiva: “il candidato sindaco dovrà essere un esponente della “società civile”,altrimenti anche il nostro elettorato non capirebbe e la stessa lista civica non sarebbe credibile”, risposero i segretari degli altri partiti.
E su questo punto il progetto si arenò, senza neppure riprendere la discussione sui temi programmatici più qualificanti che già erano stati individuati con unanime condivisione.
La riunione finì con un reciproco augurio, una stretta di mano e con l’esplicita ammissione che il MSI avrebbe seguito un’altra strada.
continua domani

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