domenica 2 giugno 2013

Anche il "salvanese" ha parole della lingua osca

da Michele Molino fine cultore di storia sansalvese riceviamo e pubblichiamo:
Parole della lingua osca (25 secoli fa) ancora presenti nel dialetto salvanese. Ritrovati nuovi vocaboli
Nonostante siano passati circa 25 secoli, il dialetto sansalvese conserva ancora molti vocaboli della lingua Osca (lingua dei Sanniti).
Le cause che hanno concorso a questa sua conservazione sono molte: l’indole
particolarmente conservatrice della stirpe Frentana, la configurazione della nostra zona arroccata su una collina, circondata da boschi impenetrabili e da acquitrini.
La lingua osca cominciò a declinare quando il dominio di Roma si estese sull’ intera penisola. Nel tardo medioevo, la parlata sansalvese ha subito qualche lieve modificazione.
Ecco alcune espressioni della lingua osca che resistono al logorio del tempo:
Tàte                     padre
Sciòsce                sorella
Zà                        zia
Mahàre               fattucchiere
Zzèrre                 caprone
Vàrre                  spranga
Trabbàccule       carro sgangherato
Ciarciàvai          ramo basso d’ulivo   
Virdàsche           qualità di fico
Pàttile     sottile sfoglia di pasta
Trùffile              contenitore di terracotta per vino
Tràgne               secchio
Zòca                  fune
Tròcchìle           mangiatoia per il maiale
Mandéle             tovaglia


La scrittura osca partiva da destra verso sinistra, non aveva lettere maiuscole e l’alfabeto era composto da 21 lettere.

1 commento:

Lellocast ha detto...

Dove hai trovato le parole osche di cui parli? Vorrei sapere, grazie.