lunedì 13 maggio 2013

SCIAGURA AEREA, LINO SPADACCINI AL SINDACO: "PERCHE' NON INTESTARE UNA STRADA ALLE 7 VITTIME DELL'11 MAGGIO 1951?"


Sta suscitando grande interesse a Vasto il volume “La morte che viene dal cielo” dello storico Pasquale (Lino) Spadaccini  - edito da Il Torcoliere  - che ricostruisce fedelmente la sciagura aerea avvenuta a Vasto nella zona di San Michele  l’11maggio 1951, provocando la morte di 7 inermi cittadini.  Il caccia militare Lightning P-38 era pilotato dal vastese Francesco Della Guardia.
Spadaccini  cerca di rispondere al fondamentale quesito molto dibattuto in questi 60 anni: fu avaria o errore umano?
E  nell’illustrare le due tesi si avvale di testimonianze dirette, di resoconti giornalistici, di documenti ufficiali dell’Aeronautica Militare e della Procura. Utilizza anche una ricca documentazione fotografica, proveniente da archivi locali e nazionali con molte immagini inedite dall’Archivio Storico dell’Aeronautica Militare.
L’autore spiega anche le ragioni della scelta di un argomento così triste: “Quando ero bambino, ogni anno nella ricorrenza della commemorazione dei defunti, insieme a mia madre, facevo il giro del cimitero  - dice - giunti presso la tomba di Francesco Della Guardia, mia madre mi raccontava di quella tragica giornata con l’aereo caduto a non più di cinquanta metri da casa nostra. Rimasi sempre molto colpito da quel racconto così triste”.
Spadaccini sente questa storia come un fatto “suo” vissuto lì a due passi da casa sua,  dalla sua famiglia (lui è nato molti anni dopo) e dalla piccola comunità di vicini nell’operoso rione di San Michele. Tragedia che ha portato questa tranquilla comunità alla ribalta, sulle prime pagine di tutti i giornali nazionali.
Ma lo storico Lino Spadaccini va oltre: “Il mio principale obiettivo, oltre a quello di non far cadere nel dimenticatoio un evento che ha segnato la nostra città – scrive - è quello di riuscire ad ottenere l’intitolazione di una strada alle “vittime dell’11 maggio 1951”, o almeno l’apposizione di una lapide che ricordi i nomi delle vittime”.
Una richiesta legittima  a cui si può benissimo dare seguito,  per esempio (e questo lo diciamo noi) collocando una lapide sul luogo dell’incidente ( innesto via del Giglio- via S. Michele) e intitolando, nella zona, un nuova strada che potrebbe essere quella che da viale Perth porta alla chiesa di S. Maria del Sabato Santo.
Ricordiamo sempre che “un popolo senza memoria è un popolo che non ha futuro!”
NICOLA D’ADAMO

1 commento:

Michele Crisci ha detto...

Non conoscevo l'episodio, ma ricordarlo non sarebbe male, visto l'abitudine di intitolare strade... stadi o altro ad eventi che poco hanno a che fare con la vita reale...
Questa è una cosa vissuta dalla Nostra città e farla conoscere ai Nostri figli sarebbe una cosa lodevole e aiuterebbe a non dimenticare.