Sabato
1 giugno, la S. Messa sarà anticipata alle ore 17, per permettere la
partecipazione dei fedeli alla processione del Corpus Domini, in partenza del
piazzale antistante la chiesa di S. Giovanni Bosco. In serata balli in piazza
con un gruppo musicale.
Domenica 2 giugno, alle ore 9
è prevista l’apertura dei festeggiamenti con il consueto sparo di mortaretti.
Nel pomeriggio alle 15,30 si svolgeranno
giochi e animazione per bambini e ragazzi, mentre alle 16,30 il Complesso Bandistico “San Martino” di Vasto farà il giro del quartiere intonando brani famosi della tradizione bandistica.
giochi e animazione per bambini e ragazzi, mentre alle 16,30 il Complesso Bandistico “San Martino” di Vasto farà il giro del quartiere intonando brani famosi della tradizione bandistica.
Alle ore 18,30 don Massimo
D’Angelo, parroco della parrocchia di Santa Maria del Sabato Santo, presiederà
la celebrazione eucaristica, al termine della quale seguirà la processione con
la statua del Santo per le vie del quartiere. In serata musica e
intrattenimento con l’Orchestra “Angel Fisa”.
Il popolo vastese ha sempre
avuto una grande devozione per il santo protettore degli animali, basti pensare
che negli annali vastesi si ricordano ben tre cappelle a lui dedicate.
La chiesa di S. Antonio Abate
è situata lungo il tratturo L’Aquila-Foggia, sulla strada che conduce a
Cupello. Sulle sue origini non sappiamo molte notizie, ma è certo che esisteva
già nel 1569.
Essendo una cappella rurale,
la custodia ed il mantenimento era affidata alla volontà e alla dedizione di
pochi fedeli devoti al santo, pertanto a causa della mancanza di fondi, spesso
cadeva in rovina.
Come riferisce l’iscrizione
murata sopra la porta d’ingresso, la chiesa venne riedificata nel 1876, mentre
altri sostanziosi lavori di restauro vennero realizzati nel 1994. All’interno
dell’edificio l’Altare, il Leggio ed il Tabernacolo in pietra sono stati
lavorati dallo scultore vastese Domenico Zambianchi.
Una seconda cappella dedicata a Sant’Antonio Abate si
trovava nelle vicinanze della chiesa della Madonna delle Grazie e le sue
notizie più antiche, raccolte dallo storico Luigi Marchesani, risalgono al
1644; mentre una terza cappella, menzionata nel 1742, si trovava in contrada
Pietra, dirimpetto la chiesa della Madonna dei Sette Dolori. Queste ultime due
cappelle già alla fine del Settecento erano cadute in rovina.
Possiamo qui ricordare anche la cappella domestica
rurale presente a casa di Pietro Muzii e la cappella all’interno della chiesa
di S. Maria Maggiore, restaurata nel 1567 da Tullio Caprioli per destinarla a
tomba di famiglia.
Sant’Antonio Abate viene venerato e festeggiato anche
in contrada Pagliarelli, dove all’interno della chiesa è presente un bel quadro
del pittore vastese Filandro Lattanzio.
Lino Spadaccini

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