sabato 1 giugno 2013

OGGI - La processione del Corpus Domini

Mons. Bruno Forte presiederà la Concelebrazione Eucaristica per la solennità del Corpus Domini, prevista per domani sera, alle ore 18, presso la chiesa di S. Giovanni Bosco.
Alla S. Messa parteciperanno tutti i sacerdoti vastesi, le associazioni cattoliche e di volontariato e tanti bambini che nelle settimane scorse hanno fatto la prima comunione.
Al termine della celebrazione verrà portata in processione, racchiusa in un ostensorio, l’ostia consacrata che rappresenta Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento, fino alla Concattedrale di S. Giuseppe, dove seguirà la cerimonia conclusiva.
Se da qualche
anno la festa del Corpus Domini riesce a coinvolgere tutte componenti cattoliche della città, nel passato non è stato sempre così. Come si legge dalle colonne de Il Vastese d’Oltre Oceano, la processione del 30 maggio 1929 rappresentò quasi un avvenimento per l’epoca, in quanto venne ripresa l’antica tradizione interrotta quarantatré anni prima. All’appello dell’Arcivescovo Monterisi, risposero le autorità civili e militari, le associazioni cittadine con i loro vessilli e un’imponente massa di fedeli. Lungo il percorso, affisso sui muri si leggeva la seguente epigrafe: A / CRISTO / DIO VIVO E VERO / PRINCIPE DELLA PACE / CHE / NEL SACRAMENTO DEL SUO NOME / PASSA TRIONFALMENTE / PER LE NOSTRE VIE / ONORE E GLORIA. Dai balconi delle case, dove erano esposte le coperte più belle, al passaggio della processione scendeva una pioggia di fiori.
Unica nota stonata della giornata, la mancata partecipazione delle congreghe, in quanto la tanto attesa conciliazione tra le confraternite del SS.mo di S. Maria e quella di S. Pietro, auspicata dalle autorità civili ed ecclesiastiche, era ancora una volta fallita. “E dopo tale mancato accordo”, si leggeva sul periodico vastese, “che è in aperto contrasto con lo spirito dei nuovi tempi e con l’esempio ora datoci dalla Chiesa e dallo Stato, non rimane che attendere che nella coscienza di certi dirigenti maturi la persuasione che la buona o cattiva accoglienza che la conciliazione fra le due confraternite potrà trovare presso le femminette, è elemento trascurabile dinanzi ad ogni opera che ha il nobile scopo di comporre le cittadine discordie per restituire la tranquillità e la pace al proprio paese”.
Le antiche ruggini tra Mariani e Petroni, andate avanti per secoli, oggi, per fortuna, rimangono soltanto un lontano ricordo.

Lino Spadaccini




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