E adesso pedala
I politici che si auto elogiano sulla carta stampata o su blog sono ormai una
costante. Sono costretti a farlo per autodifesa per compensare i “non elogi” che
ricevono dai cittadini.Nell’ambito locale c’è da domandarsi, come si fa ad annunciare in pompa magna e con la massima soddisfazione l’approvazione del progetto dell'intero tracciato di Realizzazione Via Verde della Costa dei trabocchi nel territorio del Comune di Vasto? Questo dovrebbe collegare tutta la costa partendo da Casalbordino arrivando a San Salvo. Infatti, dichiarano di aver coniugato lo sviluppo facendo in modo che residenti e turisti possano apprezzare le bellezze naturali del nostro mare e della nostra costa.
Dimenticando che l’arenile principale di Vasto, luogo che dovrebbe essere frequentato dalla maggioranza dei vastesi e dai turisti, non è stata assegnata la bandiera Blu per
il problema degli scarichi a mare, che sembra non definitivamente risolto. Ma viene sbandierato il premio di consolazione, che in base all'elenco ufficiale, assegna la BB solo a tre tratti del nostro litorale: la spiaggia di Punta Penna, la costa di Vignola e la baia di San Nicola. I nostri sbandieratori, forse non sono stati informati, di un piccolo problema: sono tratti di costa non facilmente raggiungibili, perché distanti e con inadeguati spazi per il parcheggio ma sopratutto per gli ultimi due l’accesso al mare è a dir poco disagevole. Certo non è in grado di accogliere l’enorme massa dei turisti attesi anche perché non ci sono le attrezzature idonee. Oggi è una meta solo per degli irriducibili vastesi che si avventurano per raggiungere queste spiagge con una strada pedonale d’accesso ad alto rischio di cadute Già l’anno scorso segnalai il rischio di incidenti a cui si assoggettava chi voleva raggiungere la baia di S. Nicola, un percorso non utilizzabile con le usuali ciabatte da mare. Il Partito Democratico di Vasto crede veramente crede di risolvere i problemi turistici con la pista ciclabile e con la Bandiera Blu su questi limitatissimi tratti di litorale con un accesso da temerari?
Enzo La Verghetta
3 commenti:
Hai ragione. Raggiungere la spiaggia della scogliera è un'impresa per temerari. Ma il punto non è l'asperità del terreno, quanto la privatizzazione degli accessi. Lungo la scogliera c'è uno stato di anarchia, ognuno fa quello che vuole con cancelli improvvisati, strisce gialle fai da te, recinzioni e quant'altro.
Faccio un esempio che vale per tutti: la scogliera sotto la Grotta del Saraceno. In teoria il camping dovrebbe assicurare l'accesso alla scogliera, invece quel tratto di costa è riservato esclusivamente ai clienti del campeggio. Tutto è ben sigillato da recinzioni. Poi mi chiedo, ma la grotta è proprietà del camping o è ancora un luogo pubblico?
Spero che questo mio commento apra un dibattito e che in questa sede possiamo approfondire l'argomento.
la grotta non lo so se è dentro il perimetro privato, so di certo però che alla scogliera si accedeva tramite un viottolo pubblico che non poteva essere eliminato. All'inizio la Grotta del Saraceno si era preso l'impegno di far attraversare il camping per scendere giù. L'ho fatto io stesso. Poi con il tempo....
E' evidente che in mancanza di controlli regni l'anarchia. Comunque la Grotta del Saraceno è solo un caso fra i tanti; purtroppo la chiusura degli accessi da parte di privati ha reso impraticabili molte parti di scogliera che così restano appannaggio di pochi privilegiati.
In questo momento mi vengono in mente le villette a schiera costruite vicino alla località "Canale". Quella parte della scogliera è bellissima, ma l'accesso è impedito dalle recinzioni delle villette.
E' veramente una situazione intollerabile.
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