riceviamo e pubblichiamo
La forma buona del sentimento, ad arte e per sana civiltà
di Giuseppe F.Pollutri
Dalle notizie date dai Media: oggi ancora, la violenza domestica registra altri indicibili episodi... Sarà un caso, o perchè è come “nell’aria” malsana di questi nostri tempi per più versi angosciati e disperanti, sotto diversi profili della vita comunitaria, solo ieri sera scrivevo quel che segue, a commento di certe opere d’arte del mio amico vastese-siracusano Gianfranco Bevilacqua.“In un tempo in cui il "femminicidio" (questa violenza spaventosa e crescente verso le donne, per ..."passione", o piuttosto perchè le si considera un qual-cosa da possedere a tutti i costi, da sopprimere nel caso) è una triste connotazione della nostra società: il carezzevole e dire affettuoso modellamento plastico con cui Bevilacqua dà figurazione alle sue ‘opere di genere è veramente straordinario.
Sembra dire: - Con arte - cara la mia donna, compagna di vita": bella, accattivante, amorevole o seducente, vergine nubenda, sposa e madre - rendo omaggio alla vita che è in te e che tu susciti e conservi.Una rara e ammirevole capacità demiurgica, per quanto umana, che non attiene soltanto alla sfera estetica, quanto all'interiorità spirituale che un essere umano, persona, sa esprimere e magnificare anche solo con le connaturate movenze del corpo o il gesto leggero di una mano.
Ripeto: ammirevole per capace arte, confortevole per il suscitato sentimento di sana cultura e irrinunciabile, doverosa, speranza!”
Giuseppe F. Pollutri
Per più immagini vai e guarda su: gianfrancobevilacqua.blogspot.it
1 commento:
Penso che il femminicidio, variazione sempre esistita del senso di possesso che si ha verso la donna che in qualche modo si sceglie di "avere" parta anche da quel "vergine nubenda"...
Personalmente nelle opere che vedo, oltre a vederne la bellezza, la spiritualità se vogliamo, o anche la sensualità, da donna, faccio fatica a comprenderne la "verginità" e l'essere "nubenda"... E questo, non per mancanza di rispetto verso la donna o la sopraffazione di un genere di donna verso un altro, ma semplicemente perchè sarebbe ora che la donna in generale, lasci i panni della "Vergine Maria" o della Maddalena forzatamente pentita a meno che non è una sua, della donna, espressa decisione di esserlo... La donna, "travestita" e non vestita da passione o vocazione da Vergine, indipendentemente se nubenda riesce, in talune circostanze, ad offrire, oltre che tutti i benefici della vita, anche la più aspra ipocrisia dell'esser non semplicemente donna ma dell'esser persona.
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