sabato 6 aprile 2013

Confusione sul destino della costa teatina: "Parco" o solo "Pista Ciclopedonale" della Via Verde ?

E poi: dove sono i soldi per acquistare dalle Ferrovie le aree dell'ex tracciato ferroviario?
I cittadini fanno sempre più fatica a seguire gli equilibrismi dei politici sul destino della costa teatina.
La prima domanda che si pongono è la seguente: dove sono i soldi per acquistare dalle Ferrovie le aree dell'ex tracciato ferroviario? Non si sa.
Seconda domanda: può un ente, come la Provincia o la Regione, spendere soldi per incarichi di progettazione su un bene che non è di sua proprietà? Perchè se si contano i diversi incarichi la spesa ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro.
Terza domanda: il centrosinistra parla sempre di "Parco Nazionale della Costa Teatina", il centrodestra invece parla sempre di "Via Verde della Costa dei Trabocchi". Che differenza c'è? Si chiedono in molti.
Diciamo che la differenza è abissale, perchè il "Parco" fa riferimento alla legislazione specifica dei parchi per il rispetto in toto della natura in tutta l'area interessata. La "Via Verde" è una pista ciclopedonale da realizzare sull'ex  tracciato ferroviaro e basta. Lungo la costa ogni comune decide quello che vuole fare, nel rispetto dei vincoli previsti dalle diverse legislazioni. 
Il timore del centrodestra è che con il Parco si ingessano tutte le attività della zona perchè la legislazione in tal senso è molto rigida.  E la battaglia continua. 
Intanto in questi giorni apprendiamo che "Il progetto della Via Verde della Costa dei Trabocchi (curato dalla Provincia di Chieti, ndr) ha ottenuto un importante riconoscimento nell'ambito dell'annuale Premio del paesaggio del Consiglio d'Europa 2013, indetto dalla Convenzione Europea del Paesaggio per contribuire ad affermare e divulgare i contenuti presenti in essa". "Il progetto, attualmente in itinere e in piena fase di progettazione esecutiva, com'è noto prevede la riconversione dell'ex tracciato ferroviario da Ortona a San Salvo in percorso ciclopedonale, un'opera importante che trasformerà radicalmente il paesaggio".
Nicola D'Adamo
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