venerdì 8 febbraio 2013

Verso Carnevale (6): a colloquio con Fernando D'Annunzio autore de "La Storie", il tradizionale canto satirico vastese



L'autore de La Storie Fernando D'Annunzio con  Carmine D'Ermilio
coordinatore del gruppo I Cantori di S. Antonio Abate, che ogni anno
canta il componimento satirico per le strade di Vasto
Ultimo interprete de “La Štorie” è il poeta Fernando D’Annunzio, che ormai dal 1995, spinto dall’amico Carmine D’Ermilio, ha raccolto il testimone di questa bella tradizione carnascialesca vastese.
Il testo, a differenza di altri canti tradizionali che vengono cantati in giro per le strade, come “la Pasquetta”, il “Sand’Andunie” o il “San Sebastiano”, viene riscritto ogni anno, proponendo una sintesi dei principali avvenimenti dell’anno appena trascorso, partendo da quelli a livello nazionale, fino a giungere a quelli prettamente locali, attingendo soprattutto dalla classe politica, che non manca mai di fornire spunti interessanti.
Trattandosi di un canto dal sapore carnascialesco, gli argomenti vengono trattati soprattutto con tono scherzoso e ironico. Il dialetto usato è volutamente scritto in modo da essere comprensibile anche ai lettori che non conoscono il vastese, pur mantenendo la possibilità di leggere le strofe con pronuncia e accenti tipici del dialetto prettamente vastese.
Abbiamo avvicinato l’amico Fernando D’Annunzio per cercare di capire qualcosa in più di questa bella tradizione, da lui curata ormai da 19 anni.

Come nasce “La Štorie”:
«Ogni anno mi riprometto di prendere man mano appunti sui principali argomenti degni di essere menzionati nelle venti strofe che solitamente compongono la “Storie”, ma il più delle volte non lo faccio; poi quando i tempi stringono, cioè una quarantina di giorni prima di carnevale, comincio a ripassarmi nella mente le cose che hanno, più delle altre, interessato l'opinione pubblica, servendomi anche dei mezzi di informazione, che alla fine di ogni anno riassumono avvenimenti e accadimenti. Creo, ultimamente sul computer, un elenco degli argomenti che vorrei trattare, che sono sempre in numero superiore  a quelli che poi tratto, e nella mia testa, comincio a macinarli e a creare delle rime, cercando spesso, quando l'argomento si presta, di esprimermi in tono scherzoso. A circa venti giorni da carnevale, in vista dell’imminente inizio delle prove di canto, accelero la conclusione: rileggo il tutto e comincio a dare un ordine alle strofe pronte, poi, se le strofe sono più di venti comincio a scartare quelle meno brillanti o di argomenti meno sentiti; se sono meno di venti cerco di accelerare la conclusione, ma non sempre, in questi casi, sono soddisfatto del risultato finale».
Che fine fa il materiale tagliato?
«L'eventuale materiale tagliato lo elimino, perché spesso sono strofe incomplete o che non mi soddisfano. In alcune occasioni, quando abbiamo portato la “Štorie” all'interno di alcune Associazioni o all'interno di eventi, ho scritto delle strofe dedicate a parte, da me denominate “la 'jjònde”, ovvero “l'aggiunta” che i fornai una volta usavano dare quando il pane non arrivava al giusto peso».
Nelle “Štorie”, spesso vengono presi di mira i politici. Nel passato qualcuno se l’è presa per qualche strofa che hai scritto?
«Direttamente nessuno mi ha mai manifestato risentimento o si è lamentato per ciò che vado scrivendo, anche perché quasi sempre premetto che gli argomenti sono trattati in tono scherzoso. Inoltre, cerco di usare, nei limiti del possibile, la “par condicio”. Sicuramente ci sono dei personaggi che più si prestano ad essere presi di mira. Infine, cerco di non evidenziare mai opinioni strettamente personali, ma mi baso sempre su quella che è l'opinione pubblica, la “vox populi”. Solo in qualche occasione, indirettamente, da chi forse ha ascoltato il componimento sporadicamente, è arrivata una critica che mi collocava contro “qualcuno”. Pubblicamente, più volte ho spiegato che “La Štorie” nasce nel medioevo dal popolo suddito, proprio per approfittare della licenza accordata a carnevale, di lamentarsi, prendere in giro e prendere a bersaglio (a parole) i padroni e i governanti».
Che difficoltà ci sono nel portare avanti questa tradizione?
«Portare avanti tutte le tradizioni comporta svariate difficoltà, per questo motivo molte tendono ad essere abbandonate e, purtroppo, dimenticate. Stiamo perdendo soprattutto quelle che abbisognano di supporti economici. Resistono quelle che costano poco in termine monetario, che sono però portate avanti da persone veramente appassionate, direi innamorate di ciò che vale la pena conservare e disposte a lavorare senza fini di lucro. La bella e riscoperta tradizione de “La Štorie”, che conoscevo e seguivo già quando ero bambino, resisterà, per quanto mi riguarda, finché avrò forza e intelletto per continuare, sperando, quando sarà il momento, che altri dopo di me la continueranno. 
Carmine D'Ermilio
Devo ringraziare di cuore tutti coloro che si mettono a disposizione per la buona riuscita di questa tradizione tutta vastese, in primis l'amico Carmine D'Ermilio, che è il leader dell'organizzazione e che circa vent’anni fa mi ha invogliato a riscoprirla e a ridonarla a Vasto e ai vastesi, che meritano di tornare in possesso di tante altrettanto belle tradizioni e manifestazioni dimenticate o volutamente abbandonate».

Con l’edizione 2013 sono diciannove le “Štorie” scritte dall’amico Fernando D’Annunzio. I testi delle prime dieci edizioni sono già stati raccolte in un unico volume dal titolo “Ogne anne ‘na Štorie”, pubblicato nel 2004 dalla Tipografia Histonium. Al raggiungimento delle venti edizioni, è intenzione dell’autore dare alle stampe l’intera raccolta, arricchita da notizie storiche, testimonianze ed eventuali immagini e frammenti di Štorie antiche.
Da domani inizieremo la pubblicazione de “La Štorie” 2013, divisa in quattro puntate, per meglio gustare gli argomenti trattati nelle venti strofe.
Buona… Štorie a tutti!

Lino Spadaccini


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