sabato 16 febbraio 2013

SI RIAPRE IL DIBATTITO SUL "MUSEO DEL RISORGIMENTO" NEL PALAZZO CICCARONE

DOPO L'ARTICOLO SUL FAI CHE HA RIMESSO AL CENTRO DELL'ATTENZIONE IL RICCO PATRIMONIO DI CASA CICCARONE, ECCO UN INTERVENTO DEL PRESIDE IN PENSIONE NICOLANGELO D'ADAMO

UN MUSEO DEL RISORGIMENTO
Il 21 ottobre del 1860, a Vasto, si svolse il plebiscito per l’annessione al Regno Sabaudo: il risultato era scontato, infatti stravinsero i “si” (su 2804 “allistati” – iscritti alle liste elettorali – votarono 1952, solo due i “no”).  Il successo dei “si”, fortemente voluto dal Partito
Liberale, guidato a Vasto da Silvio Ciccarone senior, fu festeggiato nei giorni  seguenti davanti al Palazzo Ciccarone, lungo quella strada che in seguito si chiamerà “Corso Plebiscito”.
Ricordo questo episodio della storia vastese perché già da un anno il FAI ha mostrato un insperato interesse per quel “Palazzo” del notabilato locale, chiedendone la salvaguardia insieme alla messa in sicurezza della biblioteca e archivio di famiglia che, forse non tutti sanno, contiene documenti di grande valore storico come il carteggio tra Ciccarone e Spaventa.
In più occasioni mi sono permesso di avanzare una proposta, per la verità già illustrata in Consiglio Comunale, non solo per salvare il patrimonio storico dei Ciccarone, ma anche per aprirlo ai cittadini, consentirne le visite e le consultazioni bibliografiche.  Ho parlato, allora, della possibile creazione di una “Fondazione Ciccarone” e la trasformazione del Palazzo di Corso Plebiscito in un MUSEO del RISORGIMENTO.
Dai giorni della prima proposta  e dal successivo tentativo di raccolta di firme tramite un blog locale e la collaborazione di un amico, non si sono registrati altri interventi. A rompere il silenzio  è intervenuta, però, la proposta del FAI lo scorso anno, ed oggi la notizia che la messa in sicurezza del Palazzo Ciccarone occupa il terzo posto in Regione tra le opere da salvare.
Non riesco ancora a rassegnarmi che a Vasto ci sia così poco interesse per una grande pagina di storia locale, densa di avvenimenti fortemente intrecciati con il convulso periodo preunitario che ha tanto coinvolto questo lembo dell’ex Regno delle due Sicilie.
Oggi qualcosa si muove: mi auguro che l’occasione non cada nel vuoto.

NICOLANGELO D’ADAMO

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