sabato 9 febbraio 2013

Carnevale (7c): ecco come si fa la "Ciciricchiate"

A Carnevale si può fare anche a meno di una sfilata di carri allegorici, ma di certo non si può rinunciare a mangiare una buona cicerchiata, o come la chiamiamo dalle nostre parti “ciciricchiata”.
Vera prelibatezza per il palato, ancora oggi questo dolce è molto diffuso nelle case dei vastesi, tramandato di generazione in generazione. La ricetta base può presentare alcune varianti, così come il
procedimento di realizzazione e la forma, in alternativa a quella tradizionale circolare.
Per la preparazione della pasta si dispongono 240 g di farina tipo “00” sul tavolo, al centro si mettono due uova, due cucchiai di olio extravergine d’oliva e 20 g. di zucchero. Dopo aver impastato fino ad ottenere una pasta omogenea, se ne prendono in piccole dosi, si allungano e vengono tagliati a pezzettini piccoli, che vengono arrotolati per formare della palline. 


Quindi vengono fritti in abbondante olio d’oliva fino a quando diventano dorati.

A parte, in un’ampia padella, si fanno caramellare 100 g di miele con 100 g di zucchero con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva e mandorle a pezzetti, o interi, tostati. Appena l’amalgama diventa di un bel colore dorato, si uniscono le palline già pronte e si mescola con un cucchiaio di legno in modo da legare per bene il tutto.



A questo punto, il composto si versa su un piatto e si modella nella forma che le si vuole dare, solitamente a cerchio, tipo ciambella, a forma di cuore o anche porzioni singole in pirottini. Al termine si possono aggiungere dei confettini colorati che ricordano i colori e l’allegria della tradizione carnascialesca.
Lino Spadaccini






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