mercoledì 9 gennaio 2013

Si sono celebrati oggi i funerali di Michele D'Adamo uno degli ultimi "ortolani" di Vasto

Si sono celebrati oggi presso la parrocchia di San Pietro in S. Antonio i funerali di Michele D'Adamo, uno degli ultimi ortolani di Vasto, custode della bandiera della gloriosa Società degli Ortolani sorta nel 1914.Tanti i parenti e gli amici che hanno partecipato alle esequie. Padre Vincenzo D'Adamo, parente dello scomparso, non potendo essere presente ha inviato questo ricordo a Don Stellerino, che volentieri pubblichiamo anche sul nostro blog.

PER LE ESEQUIE DI MICHELE D’ADAMO
Roma, 9 gennaio 2013
Caro don Stellerino,
un altro Michele della nostra Comunità, e della mia famiglia, ritorna al Signore! Dopo


don Michele e Michele De Felice, ora è il cugino di papà. Mentre con te lo affido alla pace della Casa del Padre, permettimi qualche notazione personale, con l’affetto e la gratitudine che ho verso questo parente a me caro.
Ho vissuto la mia infanzia e la prima adolescenza nell’abitazione attigua a quella di Michele e della sua famiglia, in via Istonia. Per questa vicinanza ambientale ma anche per l’età e per lo spirito, Michele è stato per me una sorta di fratello maggiore, con il quale ho condiviso le cose semplici che da ragazzo ho vissuto: le partite a pallone sul terrazzo, le corse con la lambretta Ape, le goliardate durante le partite di calcio della Pro Vasto…le giornate con la neve, i vecchi racconti di famiglia, i momenti religiosi come le processioni della Madonna delle Grazie e di san Nicola…
Michele è l’ultimo coltivatore “professionale” dei terreni tra Casarsa ed Anghella, l’ultimo depositario in quei fondi, insieme a papà, di un’antica sapienza contadina tramandata in famiglia, fatta di competenza agricola, organizzazione del podere, prodotti, lavoro, fatica, sudore, soddisfazioni, pene, intraprendenza, arguzia, piccola autoimprenditorialità, durezza, incomprensioni, fierezza, dignità …una sapienza che porto, con gratitudine, nell’anima e nel corpo.
Tuttora, infatti, quando posso, in quella stessa campagna ‐ che conosco palmo a palmo, tra Casarsa ed Anghella, prospiciente alla scogliera ‐ amo rimettere le mani nella terra e risentire il profumo ed i sapori genuini delle nostre coltivazioni.
Il lavoro contadino ha qualcosa di “sacerdotale”. Interpreta la creazione, agisce, opera su di essa e giunge alla comunione, alla condivisione “dei frutti della terra e del lavoro dell’uomo”: così diciamo, infatti, al momento dell’offertorio, all’Altare del Signore. Ebbene, proprio in riferimento alla Comunione Eucaristica ho impresso in me l’immagine più cara e più sacra di Michele. E’ stata in occasione della mia Prima Messa celebrata nella nostra chiesa parrocchiale, dove ora lo congediamo e lo affidiamo all’Altissimo: quando venne per ricevere il Corpo del Signore era commosso, con le lacrime agli occhi…ed io lo ero con lui. Rivedevo attraverso di lui il cammino personale e familiare che mi ha condotto a compiere il servizio sacerdotale che inauguravo.
Caro Michele, grazie per la tua compagnia e per il tuo affetto. La vita non è stata sempre facile, ma alla fine hai saputo ritrovare il filo dell’essenziale familiarità e delle cose importanti da esprimere e da non perdere. Nei giorni immediatamente successivi all’improvvisa malattia ti sei affidato al Signore: ”lasciamo fare a Dio”, mi hai detto, quando ci siamo salutati in clinica, a san Francesco. Lasciamo fare a Dio, Egli sa di che cosa abbiamo bisogno, siamo creature sue e certamente non ci abbandonerà.
P. Vincenzo D’Adamo



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