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| foto archivio Ida Candeloro |
Tonino Pollutri, ex
conosciutissimo parrucchiere di via Cavour, ricorda dei bellissimi versi
dedicati a Vasto dal poeta Cesare De Titta nativo di S. Eusanio del Sangro,
(1862-1933), autore anche di bellissime canzoni abruzzesi. Non so se questi versi sono
stati mai pubblicati. Tonino li ricorda avendoli ascoltandoli dal suo mitico
maestro “Maštre Narducce” (Leonardo D’Adamo), rinomato barbiere e
profondo
conoscitore delle opere di autori vastesi e abruzzesi. Sembra che il poeta si
sia ispirato mentre, in carrozza, risaliva la strada dalla stazione a Vasto
Città...
Ho piacere di farvi
conoscere, così come li ho raccolti dalla voce di Tonino, i sei deliziosi
ottonari con i quali il De Titta “dipinge” Vasto:
Avetùre de Lu Uašte
Paradise che se ‘ngaštre
Tra lu ciele e la marìne
Purtihàlle e mandarìne
Rise vive a ogne ppizze
E culùre de Palizze.
Traduzione:
Altura di
Vasto
Paradiso
incastonato
Tra cielo e
mare
Aranci e
mandarini
Sorrisi vivi
in ogni dove
e colori
del Palizzi.

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