giovedì 10 gennaio 2013

I versi con i quali Cesare De Titta "dipinge" Vasto

foto archivio Ida Candeloro

Tonino Pollutri, ex conosciutissimo parrucchiere di via Cavour, ricorda dei bellissimi versi dedicati a Vasto dal poeta Cesare De Titta nativo di S. Eusanio del Sangro, (1862-1933), autore anche di bellissime canzoni abruzzesi. Non so se questi versi sono stati mai pubblicati. Tonino li ricorda avendoli ascoltandoli dal suo mitico maestro  “Maštre Narducce” (Leonardo D’Adamo), rinomato barbiere e
profondo conoscitore delle opere di autori vastesi e abruzzesi. Sembra che il poeta si sia ispirato mentre, in carrozza, risaliva la strada dalla stazione a Vasto Città...
Ho piacere di farvi conoscere, così come li ho raccolti dalla voce di Tonino, i sei deliziosi ottonari con i quali il De Titta “dipinge” Vasto:

Avetùre de Lu Uašte
Paradise che se ‘ngaštre
Tra lu ciele e la marìne
Purtihàlle e mandarìne
Rise vive a ogne ppizze
E culùre de Palizze.

Traduzione:
Altura di Vasto
Paradiso incastonato
Tra cielo e mare
Aranci e mandarini
Sorrisi vivi in ogni dove
e colori del Palizzi. 

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