mercoledì 30 gennaio 2013

Shoah: al compianto Mons. Fagiolo il riconoscimento "Giusto tra le Nazioni" (1985)

In ricordo del “Giorno della Memoria”, domani mattina giovedì, alle ore 11, l’Amministrazione comunale commemorerà le vittime dell’Olocausto con la deposizione di una corona d’alloro, presso la stele situata in Viale Dalmazia a Vasto Marina, che ricorda il campo di internamento per gli esiliati politici di “Istonio Marina”.

Cardinale Vincenzo Fagiolo
Questa importante ricorrenza è anche l’occasione per ricordare coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Tra questi, sicuramente è da annoverare S. E. mons. Vincenzo Fagiolo, mai dimenticato vescovo della nostra diocesi, in quanto nel 1985 ha ricevuto un importante riconoscimento per aver collaborato a salvare la vita di un giovane ebreo.
I fatti risalgono al
1943, quando mons. Fagiolo (allora venticinquenne) operava come vice parroco a Roma, presso la parrocchia dei Santi Venanzio e Fabiano al Tuscolano, e collaborò alla salvezza del ventiduenne ebreo romano Michael Tagliacozzo, scappato di casa dalla finestra, ancora in pigiama, durante il rastrellamento del ghetto il 16 ottobre. Il giovane ebreo venne nascosto prima nel Pontificio Seminario Romano Maggiore presso il Laterano, e successivamente in un convento francescano.  
Così ricordò l’episodio mons. Fagiolo:
Il rettore mi chiamò e mi disse: “Lei dopo pranzo vada a S. Giovanni davanti alla statua di San Francesco d’Assisi”. Io ero a conoscenza che dentro il Seminario c’erano ricoverate delle persone perseguitate dal fascismo e dal nazismo […] “non ti muovere di lì, scenderà dal tram un signore, ti dirà una parola d’ordine e allora tu dovrai dire soltanto: vieni con me”. Io feci così, ma non sapevo che quello fosse ebreo, il rettore me lo tenne nascosto. Appena lui scese dal tram si accostò a me che ero vestito da sacerdote, mi disse questa parola d’ordine e io gli dissi “vieni con me”.
Il giovane ebreo rimase nascosto fino al febbraio del 1944, in una catena di solidarietà che coinvolse anche la prof.ssa Maria Amendola, il card. Pietro Palazzini e il pastore avventista Daniele Cupertino.
Per questo, mons. Fagiolo e gli altri, ricevettero con lettera del 18 aprile 1985 la medaglia d’oro di “Giusto tra le nazioni”, con questa motivazione: “per l’opera di soccorso da loro svolta a favore degli ebrei perseguitati dai nazifascisti durante l’occupazione tedesca a Roma”.
Prof. Michael Tagliacozzo
Michael Tagliacozzo, grazie al coraggio e alla solidarietà di alcune persone riuscì a salvarsi, ma ad Auschwitz perse 15 familiari, tra i suoi e quelli della moglie; è stato professore di Storia  e si è adoperato per una maggiore comprensione tra cattolici ed ebrei. È morto il 15 aprile 2011, all’età di 90 anni, dopo aver passato gli ultimi anni di vita nel kibbutz di Nir Etsiyon presso Haifa.
Chi viene riconosciuto “Giusto tra le nazioni”, viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve un certificato d’onore ed il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti nel Giardino dei Giusti presso il museo di Yad Vashem di Gerusalemme.
Inoltre, ad ogni “Giusto tra le nazioni” viene dedicata la piantumazione di un albero, poiché tale pratica nella tradizione ebraica, indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. Dagli anni novanta, tuttavia, poiché il Monte della Rimembranza è completamente ricoperto di alberi, il nome dei giusti è inciso sul Muro d'Onore eretto a tale scopo nel perimetro del Memoriale.
Ad oggi, sono stati riconosciuti “Giusti tra le nazioni” oltre ventitremila persone, di questi 524 sono italiani, tra cui anche mons. Vincenzo Fagiolo.

Lino Spadaccini
Sala del memoriale in Israele

Aggiungi didascalia



Nessun commento: