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| Cardinale Vincenzo Fagiolo |
Questa importante ricorrenza è anche l’occasione per
ricordare coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i
perseguitati. Tra questi, sicuramente è da annoverare S. E. mons. Vincenzo
Fagiolo, mai dimenticato vescovo della nostra diocesi, in quanto nel 1985 ha ricevuto un importante riconoscimento
per aver collaborato a salvare la vita di un giovane ebreo.
I
fatti risalgono al
1943, quando mons. Fagiolo (allora venticinquenne) operava
come vice parroco a Roma, presso la parrocchia dei Santi Venanzio e Fabiano al
Tuscolano, e collaborò alla salvezza del ventiduenne ebreo romano Michael
Tagliacozzo, scappato di casa dalla finestra, ancora in pigiama, durante il
rastrellamento del ghetto il 16 ottobre. Il giovane ebreo venne nascosto prima
nel Pontificio Seminario Romano Maggiore presso il Laterano, e successivamente
in un convento francescano.
Così
ricordò l’episodio mons. Fagiolo:
Il rettore mi chiamò e
mi disse: “Lei dopo pranzo vada a S. Giovanni davanti alla statua di San
Francesco d’Assisi”. Io ero a conoscenza che dentro il Seminario c’erano
ricoverate delle persone perseguitate dal fascismo e dal nazismo […] “non ti
muovere di lì, scenderà dal tram un signore, ti dirà una parola d’ordine e
allora tu dovrai dire soltanto: vieni con me”. Io feci così, ma non sapevo che
quello fosse ebreo, il rettore me lo tenne nascosto. Appena lui scese dal tram
si accostò a me che ero vestito da sacerdote, mi disse questa parola d’ordine e
io gli dissi “vieni con me”.
Il
giovane ebreo rimase nascosto fino al febbraio del 1944, in una catena di solidarietà
che coinvolse anche la prof.ssa Maria Amendola, il card. Pietro Palazzini e il
pastore avventista Daniele Cupertino.
Per
questo, mons. Fagiolo e gli altri, ricevettero con lettera del 18 aprile 1985
la medaglia d’oro di “Giusto tra le
nazioni”, con questa motivazione: “per
l’opera di soccorso da loro svolta a favore degli ebrei perseguitati dai
nazifascisti durante l’occupazione tedesca a Roma”.
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| Prof. Michael Tagliacozzo |
Michael
Tagliacozzo, grazie al coraggio e alla solidarietà di alcune persone riuscì a
salvarsi, ma ad Auschwitz perse 15 familiari, tra i suoi e quelli della moglie;
è stato professore di Storia e si è
adoperato per una maggiore comprensione tra cattolici ed ebrei. È morto il 15
aprile 2011, all’età di 90 anni, dopo aver passato gli ultimi anni di vita nel
kibbutz di Nir Etsiyon presso Haifa.
Chi
viene riconosciuto “Giusto tra le nazioni”,
viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve un
certificato d’onore ed il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli
altri presenti nel Giardino dei Giusti presso il museo di Yad Vashem di
Gerusalemme.
Inoltre,
ad ogni “Giusto tra le nazioni” viene
dedicata la piantumazione di un albero, poiché tale pratica nella tradizione
ebraica, indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. Dagli anni
novanta, tuttavia, poiché il Monte della Rimembranza è completamente ricoperto
di alberi, il nome dei giusti è inciso sul Muro d'Onore eretto a tale scopo nel
perimetro del Memoriale.
Ad
oggi, sono stati riconosciuti “Giusti tra
le nazioni” oltre ventitremila persone, di questi 524 sono italiani, tra
cui anche mons. Vincenzo Fagiolo.
Lino
Spadaccini
| Sala del memoriale in Israele |
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