venerdì 11 gennaio 2013

Oggi la Chiesa festeggia S. Liberata: a Vasto una sua importante reliquia

In cattedrale, oltre la statua, anche l'osso del braccio, conservato all’interno di un bel reliquiario d’argento a forma di arto, con la mano che regge la palma del martirio. Un'altra statua nella chiesa di S. Antonio.
Nel santino d'epoca c'è scritto: Braccio di S. Liberata. Sacra reliquia che si venera nella chiesa di San Giuseppe, cattedrale di Vasto.
di LINO SPADACCINI
L’11 gennaio la chiesa cattolica festeggia S.Liberata Vergine e Martire.
A molti questo nome potrebbe non dire nulla, ma in realtà la nostra città è legata a Santa Liberata da antica devozione, come testimoniato dalla presenza nelle chiese vastesi di alcune statue e di una preziosa reliquia.
S. Liberata era figlia di
Lucio Catelio Severo, già console di Roma e governatore del nord-est della penisola Iberica nell'anno 122. La madre Calsia, mentre il marito era assente, partorì nove gemelle. Spaventata dal parto così numeroso, decise di annegarle in mare, dando incarico di ciò alla levatrice che, in quanto cristiana non le obbedì. Salvate le neonate, le battezzò con i nomi di Ginevra, Vittoria, Eufemia, Germana, Marina, Marciana, Basilisa, Quiteria e Liberata. Più tardi, dopo numerose peripezie, morirono tutte martiri sotto le persecuzioni dell'imperatore Adriano.
S. Liberata, chiesa di San Giuseppe
Il corpo di S. Liberata si conserva nella cattedrale di Siguenza in Spagna. Fu don Giovanni Sanmillàn, Vescovo di Tuy, che diffuse il culto delle nove sante a partire dell'anno 1564. Oggi è venerata in molte località della Francia, della Spagna, in America Latina e in Italia, soprattutto in Liguria, Calabria, Molise e Abruzzo.
In molte località dove è venerata, la Santa viene raffigurata sulla croce, ma in realtà, si tratta di un falso storico, in quanto la giovane fu martirizzata “capitis abscissione”, cioè con un colpo di spada che le tagliò la testa, oppure fu pugnalata.
Santa Liberata è venerata come colei che ha il potere di togliere i tristi pensieri; da ciò si deve dedurre che la sua protezione si estende a tutti i mali che si desiderano evitare, soprattutto infermità e afflizioni.
A Vasto attualmente esistono due statue dedicate a Santa Liberata, una presente all’interno della chiesa di Sant’Antonio di Padova ed una nella chiesa di S. Giuseppe. 
S. Liberata chiesa di S. Antonio di Padova
La prima, ottocentesca, realizzata in terracotta, è attribuita all’artista vastese Florindo Naglieri, mentre quella presente in Cattedrale, si trova in una nicchia all’interno della cappella della Madonna di Lourdes. La statua è di scuola settecentesca napoletana ed è stata restaurata nel 2007. Qui si conserva e venera anche una reliquia della Martire: si tratta di un osso del braccio, conservato all’interno di un bel reliquiario d’argento a forma di braccio, con la mano che regge la palma del martirio.
Fino al diciottesimo secolo, era presente una statua dedicata alla Santa anche nella Chiesa dell’Annunziata a Portanuova, mentre lo storico Luigi Marchesani, nella sua Storia di Vasto, riferisce la presenza di una cappella dedicata a Santa Liberata, presente in una contrada a lei intitolata, probabilmente situata poco fuori le mura della città.

Lino Spadaccini


1 commento:

T88 ha detto...

Articolo molto interessante. Grazie per averlo postato.