INTERVISTA
DI LINO SPADACCINI
DI LINO SPADACCINI
Reduce
dall’avventura televisiva a “Ti lascio una canzone”, il talent condotto da
Antonella Clerici trasmesso il sabato sera su RAI 1, abbiamo avvicinato Michael
Zappitelli, giovane cantante vastese, per farci
raccontare la propria esperienza e le emozioni vissute in questi ultimi tre
mesi.
Quando la produzione ti
ha chiamato per avvisarti che entravi a far parte del cast di T.l.u.c. qual è
stata la tua reazione?
Mi
trovavo con degli amici alle Isole Tremiti per passare una giornata di relax e
mentre pranzavamo papà con gli occhi lucidi mi ha detto “E’ arrivata la mail”.
Io incredulo, l’ho voluta vedere con i miei occhi. Quasi non riuscivo a leggere
per l’emozione indescrivibile.
Ti abbiamo visto
duettare con grandi artisti della musica italiana quali i Pooh, Gigi D’Alessio,
Raf, Vallesi, Pupo e Riccardo Fogli. Chi ti ha impressionato di più e che
emozioni hai provato?
La
mia fortuna è stata quella di trovarmi accanto ad
ognuno di questi artisti.
Tutti mi hanno trasmesso qualcosa, in particolare i Pooh, che ascoltavo poco,
vista la mia giovane età, ma mi sono ricreduto e mi hanno impressionato per la
grinta che hanno nonostante l’età.
Il Maestro De Amicis,
una grande orchestra e degli ottimi coristi, quanto ti hanno aiutato in questi
mesi di partecipazione alla trasmissione?
Tantissimo,
ho trovato dei professionisti che io neanche immaginavo. Mi hanno fatto crescere
sia vocalmente che mentalmente.
Della Clerici cosa ci
racconti?
Una
mamma a tutti gli effetti. È simpaticissima, ci faceva sentire sempre a nostro
agio e ci coccolava. Tutti mi facevano la stessa domanda “È magra la Clerici ?”. Vi posso dire
che oltre che brava e anche una
bellissima donna.
Hai condiviso T.l.u.c.
con Francesco, Alessio e Edoardo. Dalle foto inserite su facebook è sembrato
che avete molto legato tra di voi, ed anche tra famiglie…
Si,
molto! Mi dispiace molto stare lontano da loro dopo tanti mesi di gioia e
impegno.
Che effetto fa esibirsi
su un palcoscenico così importante, sapendo che davanti ai teleschermi ci sono
milioni di persone che in quel momento ti stanno guardando e stanno facendo il
tifo per te?
Come
già detto in un’altra intervista, riesco ad essere concentrato solo ed
esclusivamente sulla canzone, sia prima che dopo l’esibizione c’è un po’ di
tensione, ma è la cosa che mi entusiasma di più e lo faccio con amore.
Dai teleschermi ti
abbiamo sempre visto sorridente tranne quando siete stati esclusi dalla finale.
Ti è dispiaciuto molto non cantare per la vittoria finale?
Anche
se era un gioco, c’era comunque un po’ di competizione, quindi non arrivare in
finale per me è stata una piccola perdita, ma è durato poco… poi ho iniziato di
nuovo a sorridere.
Raccontaci qualche
aneddoto accaduto dietro le quinte, che non abbiamo visto sui teleschermi.
Ce
ne sono tanti! Ma uno che adesso mi fa sorridere è quando Francesco dei F.a.m.e
prima di entrare in scena è inciampato.
Hai avuto difficoltà a
conciliare la partecipazione a T.l.u.c. con la scuola?
Non
molto, perché ho trovato una mia compagna di classe che con molta pazienza,
ogni giorno, mi aggiornava dei vari compiti da svolgere e colgo l’occasione per
ringraziarla di nuovo.
A Napoli, in occasione
di Telethon, c’è stata la prima apparizione in pubblico dei F.A.M.E. Come è
stato? Il pubblico come vi ha accolto?
È
stato magnifico perché cantare per le persone meno fortunate di noi è un onore
e ci riempie il cuore. Il pubblico ci ha accolti con tanta gioia.
L’avventura a T.l.u.c.
ormai è finita. Quali sono le tue ambizioni per il futuro?
Sicuramente
quest’esperienza è un bel trampolino di lancio per il futuro, ma sono
consapevole che bisogna continuare a studiare sempre di più.
Grazie a T.l.u.c. la tua
notorietà è cresciuta. In giro ormai ti riconoscono tutti e ti chiedono un
autografo o di fare una foto. Ti fa piacere o ti imbarazza?
Mi
fa un enorme piacere, vorrei poter avere più tempo per stare insieme a loro, ma
la scuola e altri impegni me lo impediscono.
Un tuo saluto a tutti i
tuoi fans che in questi mesi ti hanno seguito e sostenuto.
Grazie
mille a tutti di cuore, vorrei ringraziarvi uno ad uno con l’augurio che questa
mia esperienza possiate provarla anche voi tutti. Un bacione e a presto.
Ringraziamo
Michael per la sua disponibilità e cortesia. A lui va il nostro augurio più
sincero di riuscire a coronare e soddisfare a pieno tutti i suoi sogni
artistici e non.
Per
chi volesse avvicinarsi o approfondire l’attività di Michael Zappitelli, può
farlo attraverso la fanpage su facebook, oppure attraverso il sito web,
all’indirizzo https://michaelzappitelli.jux.com/ dove è possibile
visionare foto, articoli dalla stampa locale e curiosità.
Lino Spadaccini


1 commento:
Michael. Se fosse nato trent'anni fa si sarebbe chiamato Michele. Il suo nome pare un compromesso tra la tradizione e la modernità che avanza. "Michele" sarebbe stato troppo "popolano", comune. Meglio Michael, più televisivo, esterofilo.
L'intervista potrebbe essere pubblicata benissimo su TV Sorrisi e Canzoni o altre riviste del genere. E' perfetta: il successo all'improvviso, il mondo scintillante della televisione, gli artisti tutti simpatici e belli, ecc.
Ormai la cultura televisiva ha così impregnato la nostra mentalità e la nostra vita che perfino un ragazzino di 12 anni riesce benissimo ad essere a suo agio in una intervista, rispettando i suoi codici, dosando sapientemente le parole; un adulto non avrebbe fatto meglio.
Nella vita c'è un tempo per tutto. Tempo per i giochi, tempo per la scuola, tempo per i primi amori, tempo per sbagliare e per crescere, tempo anche per avere successo e realizzare il proprio talento. Spero che anche questo ragazzino riesca ad avere il giusto tempo per tutte queste esperienze senza accelerazioni e forzature.
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