giovedì 20 dicembre 2012

L'antico fascino del Presepio

In anteprima il presepio della Parrocchia San Paolo Apostolo 
Parrocchia San Paolo 2012
di Lino Spadaccini
Uno dei simboli del Natale è rappresentato dal tradizionale presepio, che ogni anno viene allestito nelle varie chiese vastesi, ma anche, per la gioia dei bambini e non solo, nelle tante case dove è ancora vivo il significato cristiano della festa.
La tradizione del presepio, prevalentemente italiana, risale 
all'interno Foto del  presepio della Parrocchia San Paolo

all’epoca di San Francesco, che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività. Oggi la mente corre soprattutto
al centro storico di Napoli, a Via San Gregorio Armeno, famosa in tutto il mondo per la produzione artigianale di presepi. Ma anche la nostra città, in passato e fino ai giorni nostri, ha avuto dei veri appassionati di quest’arte: a cominciare dall’illustre Filippo Palizzi, che prima di trasferirsi a Napoli, fu iniziato all’arte da un modellatore di statuette per presepi, passando per Munzù, di cui abbiamo parlato ieri, per arrivare ai giorni nostri, con alcuni bravi artigiani, che ogni anno si dilettano a creare presepi sempre nuovi e ricchi di particolari.
In attesa di visitare i presepi realizzati all’interno delle varie chiese vastesi, e di assistere all’atteso “Presepio vivente”, tra i vicoli di S. Maria Maggiore e la Loggia Amblingh, oggi vogliamo presentarvi alcune foto di quello allestito e visitabile già da qualche giorno nella chiesa di San Paolo Apostolo. Sempre molto originale e curato nei minimi dettagli, il presepio di quest’anno è estremamente essenziale e realistico, e ci riporta idealmente indietro di duemila anni, in uno scenario tipicamente mediorientale.   
Al presepio, qualche anno fa il poeta Fernando D’Annunzio ha dedicato una bella poesia, che merita di essere letta perché, oltre a descrivere la scena tradizionale, che viene realizzata intorno alla capanna, ci ricorda che nel presepio, “le stelle che luccicano di più / sono gli occhi belli di un bambino / che sta incantato a contemplare Gesù”.

A Lu pressèpie

Mo ve’ Natale e m’haja da’ da fa’
‘ca lu pressèpie l’haja fa’ cchiù bbèlle.
Déndr’ a la cocce già štingh’ a ppenzà
ca ci’haja métte pure lu ruscèlle.

Se chiude l’ucchie ji li véde ggià:
...mundagne, pizzarille e casarèlle;
sènde lu scupunàre ggià a sunà;
sènde lu ‘ddore di la jirvitèlle...

...La vijarèlle nghi la vriccilélle,
lu ciéle fatte nghi la carta bblù,
a’ ddo’ ci šta pittàte tanta štélle.

Però li štélle ch’ arlùce’ di cchiù
è l’ucchie bbille di ‘nu citilélle
che šta ‘ngandàte a cuntimplà Ggesù.










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