giovedì 18 ottobre 2012

Dialetto vastese: ..mbuà Pì’, mbuà Pà', mbuà Pè’ !!!

Dal poeta Fernando D'Annunzio riceviamo e pubblichiamo
Saranno loro?
Curiosità del dialetto vastese
Nicola D’Annunzio (Perth) racconta al fratello Fernando

Di tanto in tanto, ma sempre più spesso, la mattina di buonora, squilla il telefono e dall’altra parte del cavo, anzi, del mondo, dall’Australia, mi chiama mio fratello Nicola, anni 82, emigrato nel 1951....

...Fernando!?... gna štì?... ecc. ecc.... Jinnotte ... (ma parliamo in italiano)... questa notte m’è tornato alla mente un ricordo dei tempi di guerra... C’era stato
da poco l’armistizio e a Vasto erano già arrivati gli inglesi, mentre in buona parte dell’Italia, i tedeschi in ritirata rendevano la vita difficile. Tre soldati settentrionali,  forse veneti, con i quali io e mio cugino Cesare Baccalà avevamo fatto amicizia e dei quali ricordo ancora i nomi: Beniamino Veronese/i, Enea Mantovani e Cosimo (?...); non se la sentivano di ripartire per i loro paesi, per paura dei tedeschi, e chiesero di rendersi utili in attesa di poter raggiungere le loro famiglie. Beniamino si offrì di aiutare la nostra famiglia nell’orto, Enea dava una mano nell’orto di zio Nicola e Cosimo lavorò in una segheria e, poverino, durante il lavoro perse la vista da un occhio a causa di una scheggia. Quando andavamo insieme in giro per Vasto, capitava di incontrare parenti amici e compari e ci si rivolgeva loro in dialetto; un giorno ci capitò di incontrare tra gli altri: compare Paolo, compare Pietro e pure compare Peppe; e parlando veniva fuori: “mbuà Pâ’... mbuà Pì’... mbuà Pè’...”  al che i tre soldati nostri amici, con accento dialettale veneto: “Ma com’è che parlate voi altri? Ma cos’è questa lingua... ‘mbapà... ‘mbapì... ‘mbapè!?...”
           
Ogni zona d’Italia ha un dialetto e ad ognuno piace prima di tutto il suo, ma di rado, parlandolo, ci rendiamo conto di quanto, certe espressioni, possono suonare curiose agli estranei.
 Fernando D’Annunzio

1 commento:

maria ha detto...

Sarà che piace prima di tutto il suo, forse perchè è semplicemente quello che gli riesce meglio senza pensarci sopra...
A me i dialetti mi hanno sempre affascinata e più che criticarne i suoni e le parole, li vorrei imparare tutti, almeno quelli dei luoghi dove ho vissuto e che ho frequentato di più, soprattutto se a sentirli, fanno scattare un bel sorriso...
Un saluto ai "compari" Pa' Pi' e Pe', anche da parte mia... :)