sabato 14 luglio 2012

Chiusura uffici postali, Prospero interessa la giunta regionale


Con il nuovo piano di riorganizzazione dei servizi, Poste Italiane prevede la chiusura, in Abruzzo, di 71 uffici postali, identificandoli come "anti-economici". Tra questi, sei sono in Provincia di Chieti e più espressamente: San Lorenzo di Vasto, Villa Elce di Lanciano, Marina di San Vito, Villascorciosa di Fossacesia, Terranova di Roccamontepiano e Villatucci di Crecchio. Sull'argomento prende posizione il Consigliere regionale di Rialzati Abruzzo Antonio Prospero, il quale
nell'annunciare una interrogazione regionale che punti alla salvaguardia di quegli uffici che "svolgono una insostituibile funzione sociale per le popolari abruzzesi", rileva come questo progetto "penalizzi gli utenti appartenenti soprattuto alle fasce più deboli, come gli anziani, per i quali il servizio postale è particolarmente importante e che più di altri hanno difficoltà a spostarsi". "C'è da essere preoccupati - riprende Prospero - perché questa annunciata riorganizzazione dei Servizi Postali e del recapito che produrrà, stando alle stime nazionali dei sindacati, ulteriori 1700 tagli di posti di lavoro a breve e circa dieci mila entro l'anno, pone l'intera classe politica regionale al cospetto di una problematica che non è di poco conto. Mi auguro che i nostri parlamentari vogliano intervenire fin da subito presso i Ministeri interessati per fermare questa operazione e almeno fare in modo che qualunque scelta da attuare parta solo a seguito di una fase di confronto e verifica caso per caso con il territorio. Perché ci sono uffici postali, tra quelli indicati da Poste Italiane, che vanno salvati in virtù dell'importanza che rivestono per i territori. Credo inoltre che una società di proprietà e sotto il controllo dello Stato non ha solo l'obbligo di far quadrare i conti, ma ha il dovere morale di continuare a presidiare il territorio garantendo servizi sempre migliori. Ed anche questo aspetto  mi preme sottolineare - spiega Prospero - se da un lato Poste Italiane ci dice che ci sono uffici anti-economici che vanno chiusi, dall'altra deve spiegarci come mai anche lì dove non si abbatterà la mannaia della chiusura, i servizi lasciano molto a desiderare. Porto esempi concreti. A Vasto sono tanti gli utenti che da tempo mi segnalano un disservizio nel recapito, gente che attende lettere magari di una certa importanza che giungono al proprio domicilio dopo dieci, quindi giorni. Pensiamo a migliore i servizi e valutiamo caso per caso le realtà che non sarebbero produttive. Di queste problematiche- conclude il consigliere Prospero - interesserò la giunta regionale".
Vasto, lì 13.7.2012  

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