| Nicola Della Gatta v. Segretario PD |
Non
possiamo permetterci di pensare che tutto ciò che ci lascia il terribile
attentato di Brindisi sia un messaggio di morte. Una società civile non deve
fermarsi alla ovvia condanna di un atto deprecabile che lascia sgomenti per la
sua crudeltà; deve piuttosto raccogliere un preoccupante segnale di pericolo
per la tenuta del nostro stare insieme. Quello di sabato è un colpo allo Stato,
non tanto perché ha rinnovato la consapevolezza di una minaccia, la violenza,
che incombe silenziosamente, ma soprattutto perché l’oggetto di quella violenza
è lo Stato vero, è l’Italia di domani. Troppe volte dimentichiamo che un Paese
è grande nella misura in cui considera ogni sua azione, ogni suo progetto quali
fondamenta della vita dei suoi figli. Se riconosciamo
questo come un principio
insostituibile di civiltà, allora non si comprende perché ci ritroviamo a
parlare di giovani solo legandoli a fenomeni come la disoccupazione crescente,
il bullismo, la microcriminalità, oppure, come in questa triste vicenda, in
quanto vittime della brutalità di un vile disegno criminoso. Di certo quello
dei giovani non sembra un tema alla portata della politica, almeno di questa
politica, che è solita farne un cavallo di battaglia in occasione di una
campagna elettorale, salvo poi, immediatamente dopo, tornare a rifugiarsi
dentro i soliti schemi di contrapposizioni e personalismi che alimentano
sentimenti di disapprovazione e disaffezione. E di fronte a continue manifestazioni
d’insofferenza, i politici non possono continuare a fare finta di niente. Per
prima cosa devono comprendere che non sono stati all’altezza di imprimere una
svolta democratica al nostro Paese e di indicare prospettive credibili di
crescita morale ed economica. Le future generazioni stanno già pagando un
prezzo troppo alto per l’insipienza di una classe dirigente che per decenni ha
preferito le non-scelte, mentre andava esaurendo l’inestimabile patrimonio di
ideali e di lavoro dei suoi padri. Questa volta, purtroppo o per fortuna, la
gravità della situazione presente impone a tutti una presa di coscienza dei
propri errori. È finita la politica delle persone sole al comando, degli
opportunisti che, sfruttando il buonsenso degli elettori, fanno della
convenienza personale il baricentro delle proprie azioni. Così, partiti ridotti
ad aggregazioni di facciata prive di condivisa consistenza ideale hanno
imprigionato la Politica, umiliandone il suo altissimo carattere di costruttore
del bene comune. La gente, nelle recenti elezioni amministrative, ha lanciato
un appello inequivocabile soprattutto attraverso l’astensione dal voto: ha
preteso scelte di concretezza e rispetto; un rispetto che diventa presupposto
di un confronto leale e costruttivo tra amministratori ed amministrati, ma
anche rivendicazione di posizioni nette e limpide. E la risposta che ora si
cerca fuori dal sistema dei partiti, non può che provenire da una loro rigenerazione,
da una loro elevazione morale. Essi devono tornare con forza a parlare un
linguaggio di verità e di sincerità: alla politica i cittadini non chiedono
l’impossibile perché sono i primi ad essere consapevoli che la fase di
cambiamento che stiamo vivendo rimetterà in discussione l’insieme delle nostre
conquiste, tutto ciò che ci è sembrato acquisito fino a ieri. Per questo la nostra
società, a tutti i livelli, deve raccogliere una sfida: deve investire nel
lavoro di persone libere ed appassionate, visionarie ma determinate nel
dimostrare che è possibile cambiare; soprattutto non deve permettere che si
esaurisca la speranza. In questa crisi di sistema non muore certo una visione
di civiltà, la stessa che fu di tanti servitori dello Stato che, onestamente e
a rischio della propria vita, continuano a testimoniarci la fedeltà a valori
destinati a non morire. Sta a noi giovani difenderla come il bene più prezioso,
appassionandoci alla Democrazia, quell’irrinunciabile presidio di libertà che
può farci guardare il futuro non più come un’incognita priva di certezze, ma
un’opportunità concreta di riscoprirci italiani migliori di chi ci ha
preceduto.
Vasto, lì 24
maggio 2012
Nicola Della Gatta
Vice Segretario del
Partito Democratico
Circolo di Vasto
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