La statua di S. Michele Arcangelo, protettore della
città di Vasto, nei festeggiamenti di settembre veniva portata in processione
dalla omonima chiesa rurale nella chiesa cittadina del Carmine, di proprietà
comunale, per
rimanere esposta alla venerazione dei fedeli ed essere poi, al termine della festa, riportata processionalmente nella sua chiesa. Questa procedura, richiesta e sollecitata dal Municipio di Vasto, era stata autorizzata dall’arcivescovo Saggese con decreto del 22 novembre 1842. Nel 1921, la Confraternita del SS. Sacramento e della Sacra Spina portò la reliquia nella chiesa di S. Maria senza richiedere la preventiva autorizzazione dell’arcivescovo e del Municipio. L’intera vicenda fu risolta quando il Consiglio comunale, nella seduta del 25 settembre 1924, deliberò di annullare, “nell’interesse della città per le mutate condizioni dei tempi e circostanze”, l’atto emanato dal decurionato nel 1842 e chiese a Monterisi di approvare il portare la statua di S. Michele nella chiesa parrocchiale di S. Maria. Il vescovo accolse questa richiesta e, il 27 settembre 1924, emanò il conseguente decreto.
rimanere esposta alla venerazione dei fedeli ed essere poi, al termine della festa, riportata processionalmente nella sua chiesa. Questa procedura, richiesta e sollecitata dal Municipio di Vasto, era stata autorizzata dall’arcivescovo Saggese con decreto del 22 novembre 1842. Nel 1921, la Confraternita del SS. Sacramento e della Sacra Spina portò la reliquia nella chiesa di S. Maria senza richiedere la preventiva autorizzazione dell’arcivescovo e del Municipio. L’intera vicenda fu risolta quando il Consiglio comunale, nella seduta del 25 settembre 1924, deliberò di annullare, “nell’interesse della città per le mutate condizioni dei tempi e circostanze”, l’atto emanato dal decurionato nel 1842 e chiese a Monterisi di approvare il portare la statua di S. Michele nella chiesa parrocchiale di S. Maria. Il vescovo accolse questa richiesta e, il 27 settembre 1924, emanò il conseguente decreto.

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