venerdì 2 marzo 2012

Turismo:MA RIMINI E' PIU' BELLA DI VASTO?


Rimini



DA ENZO LA VERGHETTA RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ma Rimini è più bella di Vasto?
Un amico italo-americano di seconda generazione, ma con profonde radici vastesi, anche lui uno di “chille di Pape” mi ha scritto: ” Ogni volta che vado a Vasto, vado dritto alle terme romane accanto all'Arena delle Grazie per vedere quanti progressi si sono fatti. E ogni volta rimango un po'deluso perché
non vedo progressi. Quando chiedo ai miei parenti quando saranno pronte, alzano le spalle e mi dicono che non vivrò abbastanza a lungo da vederle finite. Ho visto Rimini e altri posti in Italia e penso sempre: "Ma questo posto non è più bello di Vasto. Come mai è più famoso di Vasto?" La mia sintetica risposta è stata: “Loro hanno una strategia turistica pronta a recepire le variazioni ed esigenze del mercato, mentre noi rispondiamo al nostro turista: Ci sta stu mare stu sole chi vu di chiu?”.
Rimini come tutta la Riviera Romagnola, in base ad una strategia che tiene presente la potenzialità della sua offerta, ha da decenni offerto una villeggiatura low cost per famiglie e terza età, non avendo un” mare sardo” ha puntato su altre attrattive, sintetizzato dallo slogan “da noi c’è anche il mare”. Ma non hanno trascurato nemmeno i giovani con discoteche per tutte le tasche e tutti i gusti attivi per la maggior parte dell’anno. Hanno creato un sistema logistico virtuoso che ha accolto con successo le due generazioni anziani e giovani e li fa convivere con reciproca soddisfazione. Ma le proposte non si fermano al mare e alle discoteche, nell’hinterland ci sono iniziative, sagre e spacci, frequentati dai turisti fra un bagno e l’altro o fra un ballo e l’altro. Questo crea ricchezza a macchia d’olio nell’hinterland.
Qualcuno di noi over sessanta ricorda una diceria, il famoso dottore che proponeva come rimedio a molti mali un “brodino”. Oggi il brodino è diventato il “brodetto” che secondo gli ambienti turistici è la panacea per dare impulso al turismo locale. Poi viene pubblicizzato solo a livello locale mentre viene trascurato il dovuto risalto su giornali a diffusione nazionale. Altresì non possiamo giustificare i nostri problemi nell’ambito del turismo nascondendoci dietro sogni irrealizzabili come la funivia, con un progetto fantasioso la cui fattibilità tecnica logistica è tutta da verificare; o altri mega progetti che vanno solo ad alimentare il libro dei sogni. Cerchiamo in noi le risorse e gli strumenti per evolverci e rispondere al mercato ed alla concorrenza, che ricordo c’è in tutti campi. Perché non creare e pubblicizzare adeguatamente, come è prassi dei comprensori turistici evoluti, un’offerta valida e appetibile. Un progetto realizzabile, a livello adeguato, solo con un consorzio d’imprese. Siamo distanti dai grandi centri urbani, possibili serbatoi di richieste, al contrario della Riviera Ligure su cui gravitano Torino e Milano. Attrezziamoci per offrire qualcosa che valga il viaggio per raggiungerci, per invogliare a raggiungerci dobbiamo essere in grado di offrire pacchetti a 360 gradi che comprendono dall’ombrellone alla gita alla Maiella, dal brodetto alla ventricina passando per un fritto di paranza, salsicce e fegatazzo, tutto in linea con il target di consumatori a cui ci vogliamo rivolgere dopo un’analisi di mercato adeguato e un osservatorio che studi le variazioni della domanda. Non dimentichiamo i nostri prodotti locali: olio e vino che da noi hanno un ottimo rapporto qualità prezzo, anche qui occorre muoversi seguendo una strategia ben precisa che è fondamentale per crescere. Armiamoci di fantasia e iniziativa tutta condita dallo spirito di collaborazione fra le varie attività economiche presenti nel nostro territorio. Ricordiamoci che per progredire occorre la collaborazione di tutti, non imitiamo il famoso cane dell’ortolano che non fa e non fa fare. Coinvolgiamo e facciamoci supportare anche chi istituzionalmente nell’interesse comune dovrebbe coordinare le economie locali.
Enzo La Verghetta

1 commento:

maria ha detto...

In esperienze passate con lavori stagionali, mi è capitato di notare che molti clienti che andavano in albergo, restavano in albergo anche per tutta la settimana ( escludendo chi stava per tutto il mese che ogni tanto, magari, aveva la voglia di evadere) o al massimo si limitavano alla passeggiata sul lungomare, magari a piedi... questo, indipendentemente dall'età...
Però, c'erano degli intrattenimenti serali fino a tardi, e c'erano le discoteche che, comunque, già dall'epoca conoscevo dei vastesi che già cominciavano a dire che le discoteche "vere" (mai compreso il senso di questa veridicità) erano a Montesilvano o Pescara (i miei ricordi sono da vastese ovviamente... mi sento comunque ancora legata alla città, oltre che per parentela, anche per affetto verso la stessa città)
Ora, saranno cambiati i modi di fare turismo, ma sono cambiate anche le offerte... non faccio più di quei lavori estivi, ma ho avuto modo di notare che se prima il bar di un albergo chiudeva anche alle 2, ci sono estati che alle 12, sono già chiusi... Insomma, in tutto questo che abbiamo, l'unico che ho visto davvero evolvere e modificare le proprie offerte, è stato Fernando dei panini e degli arrosticini...
Gli manca solo la musica dal vivo, (non so se magari lo avrà già fatto) e da solo, potrebbe portare il nome del turismo vastese...
(Spero mi sia concessa questa mia personalissima osservazione)
Non sarebbe male come situazione, quella proposta nel post, anche per quelli del posto, e limitrofi, che senza andare in vacanza, potrebbero riscoprire o scoprire la bellezza, di quanto hanno intorno... Anche attraverso il "trigno-sinello" con guide ed itinerari ben organizzati; con l'opportunità di invogliare il turista che se va a Vasto, avrà Vasto ed avrà tutto il territorio a portata di mano... con prezzi turistici o con itinerari più chic... anche lontano dalla stagione estiva... e poi, sarebbe bello la riscoperta di quella sana voglia dei balli, di balere e tante altre cose, che i giovanissimi dicono di non amare perchè probabilmente non l'hanno mai assaporato davvero, senza sempre quegli insopportabili balli di gruppo che distruggono da un lato il senso del ballo di coppia, e dall'altro quel voler ballare, nei balli liberi, il proprio modo di sentire il ritmo e di volerlo esprimere, alnche al di fuori di musica prettamente da discoteca...
Sono andata oltre il tema, lo so... chiedo scusa.