Immobile
di Davide D’Alessandro
Immobile. Non come Ciro, il goleador del Pescara di Zeman. Immobile come l’Amministrazione Lapenna. Immobile e incerta. Sulle cose da fare, sui problemi da risolvere. È andato via quasi un anno e le tante questioni aperte, aperte restano. Da due mesi non si tiene un Consiglio Comunale. Le uniche due
commissioni convocate ripetutamente riguardano l’assegnazione dei sussidi e i regolamenti. Dell’urbanistica non si hanno più notizie. C’è una crisi evidente, crisi di sistema e di uomini, di divisioni mai ricomposte, di verifiche chieste e mai fatte, in attesa di posizionamenti, di candidature al Parlamento, al Comune, alla Regione. Il Pd è lacerato o forse meglio dire immobile. Come immobili sono coloro che da lontano giocano le carte, fomentano le diatribe, separano e imperano. Ma Vasto arretra pericolosamente. La città ha bisogno di un progetto, non di un programma elettorale sempre promesso, da tutti, e mai attuato. La città ha bisogno di uno sguardo proteso verso i suoi quarantamila abitanti, mentre l’estate di Fosso Marino è di nuovo alle porte, mentre la disoccupazione ha raggiunto livelli spropositati e inquietanti. A chi tocca dare risposte? Il 28 ottobre scorso il Consiglio Comunale, su mia proposta, ha approvato all’unanimità di impegnare il sindaco e la giunta a promuovere un Forum sull’occupazione per scattare la fotografia esatta di una realtà drammatica e assumere importanti decisioni. Sono passati oltre quattro mesi e nessun Forum è stato convocato. La grande questione di Punta Penna viene trattata con sufficienza, come se le responsabilità fossero sempre di altri, di altri, di altri. È un continuo rimando di responsabilità. Si può andare avanti così? Io ho sempre detto che il sindaco eletto deve amministrare fino al 2016. Ma deve amministrare, non tirare a campare. Sennò è meglio tirare le cuoia. Anche se Luciano tenta sempre di più di ispirarsi al divo Giulio. Quando Gervaso gli chiese: “Preferisce fare il sub o il morto a galla?”, Andreotti rispose: “Il vivo a galla”. Ma era Andreotti.
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