| Nicola D'Adamo |
E il settore Turismo – su cui molti contano come leva dello sviluppo – ha due grossi problemi: il primo, per le aziende, è la concorrenza spietata sui prezzi (con i nostri costi non possiamo competere con Nord Africa, Grecia, ex Jugoslavia ecc.); il secondo, per i lavoratori, è la brevità della stagione turistica che dura al massimo 3-4 mesi. Chi ha una famiglia può camparla con 3-4 stipendi all’anno?"
di Nicola D'Adamo
Ieri si è tenuto a Pescara un importante incontro della Confindustria dal titolo “Crisi come opportunità: Italia tra sviluppo e declino”, con la partecipazione di personalità come il Commissario dell'Unione Europea per l'Industria e l'Imprenditoria, Antonio Tajani, il leader UDC Pierferdinando Casini, il segretario
generale della Cisl, Raffaele Bonanni, l'esponente ambientalista, Ermete Realacci, il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli e il direttore generale della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni. "Trasformare la crisi economica in un opportunità di sviluppo”, questa è la ricetta della Confindustria e le relative strategie sono scaturite dai diversi approcci dei relatori.
L’evento ci ha fatto ricordare un episodio che merita un attimo di riflessione.
Un giorno festivo prima della neve casualmente abbiamo incontrato in piazza in un giorno festivo un dirigente di alto livello che ci ha detto: “Difendete l’industria perché è lì che ci sono i posti di lavoro. Non scoraggiate chi vuole fare impresa!” L’invito era rivolto alla stampa – ma in effetti era diretto alla politica ed alle istituzioni – a non sottovalutare la portata dell’attuale crisi economica e soprattutto a tener quotidianamente conto del problema centrale del nostro futuro: la “creazione dei posti di lavoro”. Ed ha aggiunto: “E il settore Turismo – su cui molti contano come leva dello sviluppo – ha due grossi problemi: il primo, per le aziende, è la concorrenza spietata sui prezzi (con i nostri costi non possiamo competere con Nord Africa, Grecia, ex Jugoslavia ecc.); il secondo, per i lavoratori, è la brevità della stagione turistica che dura al massimo 3-4 mesi. Chi ha una famiglia può camparla con 3-4 stipendi all’anno?"
Ragionamento che non fa una grinza. Quindi se finora abbiamo avuto un modello di sviluppo, con varie leve, che più o meno ha funzionato, saggezza vuole che bisogna procedere in modo tale da mantenere quell’equilibrio tra i diversi comparti (industria e artigianato, turismo, commercio, agricoltura, servizi, pubblica amministrazione, ecc.). Ma, siccome inevitabilmente ci sono settori o attività che vanno in crisi, bisogna porre in atto una strategia per monitorare la situazione occupazionale e per rimpiazzare i posti di lavoro persi, con la creazione di nuovi posti nello stesso comparto o in altri comparti.
Al tavolo della regia c’è il Comune. Lodevoli iniziative come il Patto per il Territorio (da allargare a tutto il comprensorio di Vasto) e il Forum sul Lavoro sono cose "serie" da organizzare subito e lavorarci attorno con grande impegno, possibilmente lasciando un attimo da parte le questioni ambientali. Non si può sempre girare a vuoto attorno alle biomasse.
Nicola D’Adamo
2 commenti:
Ma no, dai che dice... E' così bello immaginare una Vasto con fiori e farfalle e predicare per il futuro e la salvaguardia dei nostri figli, magari col riscaldamento centralizzato a palla, le vacanze in qualche isola con tanti comfort già prenotata e tante altre cose belle...
Tanto, chi sta sempre intorno alle biomasse il lavoro lo ha già.
Spero che con questo freddo, almeno qualcuno abbia pensato di andare a dar da mangiare al fratino... Poverello, chissà se dopo che tanto di lui s'è parlato, non si sia arrabbiato che col freddo nessuno a lui ha più pensato!
Il settore turismo, magari durasse 4 mesi... e per dirla tutta, ci sono luoghi dove con 4 mesi di stipendio dal turismo, ci si campa in maniera discreta forse non egregiamente, tutto l'anno.
Ma volendo, potrebbe durare anche tutto l'anno o quasi anche da noi e non esclusivamente al mare, ma volendo pure...
Le industrie vanno benissimo, con la speranza che non si immettano a lavoro, come è accaduto spesso, solo chi passa dalla politica o dal politico e conoscente del politico di turno... Credo che gran parte del fallimento lavorativo dipenda, sia dipeso anche da questo!
In occasione del 6° Forum a Vasto sul turismo, dove risulta non siano state dette grandi cose, ho inviato un commento all'Architetto che ha avuto la cortesia di inserirlo nel suo blog ( http://francescopaolodadamo.blogspot.com/2012/01/lottimo-spunto-di-riflessione-di-un.html ); a me sembra che vada bene anche qui.
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