Per la prima volta in Abruzzo sei unità operative «trasversali» – affidate di massima a operatori non medici – prenderanno per mano il paziente e lo accompagneranno lungo un percorso clinico (oggi spesso difficile da percorrere) tra ospedale e territorio: è questa una delle novità delineate dal nuovo Atto aziendale – una sorta di “statuto” che definisce regole, assetto e obiettivi – cui sta lavorando
Ciascuna di queste unità operative metterà al centro della propria attenzione il paziente fragile, il paziente oncologico, il cronico, quello cosiddetto “urgente”, il post acuto, cui si aggiungerà un percorso riservato ai bambini, dalla nascita all’infanzia fino all’età evolutiva. Niente più compartimenti stagni e viaggi a ostacoli tra i reparti ospedalieri e i servizi sparsi sul territorio: l’Azienda punta a razionalizzare e coordinare le attività sanitarie, al fine di affermare nei fatti, e non solo nelle petizioni di principio, la volontà di porre il paziente al centro dell’organizzazione dei servizi, garantendogli la continuità delle cure e la massima integrazione tra i singoli passaggi del suo rapporto con il sistema sanitario.

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