giovedì 13 ottobre 2011

Piazza Marconi: le antiche torri Bacchetta e Moschetti a difesa della città

Le torri Bacchetta e Moschetti si trovavano
ai due lati estremi dell'attuale piazza Marconi
Grazie alla pianta a volo d’uccello del 1793, conservata presso la sala azzurra del palazzo di città, possiamo avere una buona visuale di com’era strutturata Vasto alla fine del ‘700. Pressoché immutata dalla metà del quattrocento, ai tempi di Giacomo Caldora, fino alla prima metà dell’800, quattro erano i punti di accesso all’interno della cinta muraria: Porta Palazzo, Porta Catena o di S. Maria, Porta Castello, abbattuta tra il 1828 ed il 1832, e Porta Nuova. La parte orientale della città, che guarda verso il mare, era la meno accessibile da parte di eventuali attacchi o incursioni, per la presenza del dirupo e di alte mura finestrate che salivano più in alto della strada detta delle Lame. Ad occidente, a protezione della città, vennero erette alte mura, dette degl’Inforzi, e cinque torri, quelle di Damante (o S. Spirito), Diomede (o del Moro) e di Bassano, tuttora esistenti, e quelle di Moschetti e Bacchetta, situati nei due angoli opposti al lato meridionale della città, oltre al possente Castello Caldoresco.
Torre Moschetti si trovava dove oggi è presente il Ristorante Le Cisterne (inizio loggia Amblingh da piazza Marconi ndr ), ed era di proprietà della famiglia Moschetti, che aveva accanto anche la propria abitazione. Così la descrive il Marchesani nella sua Storia di Vasto: “Torre mozza o Torrione, la di cui cima è diroccata, cinto da muro con delle archibusiere, à forma di semicilindro”. Poco distante era presente Torre Bacchetta, alta come la Torre di Bassano, ma come ricorda il Marchesani “…si screpolò e rovinò in un fianco; io la rammento ridutta a semicilindro, il quale per prudentissimo consiglio è stato demolito quasi del tutto”.
In occasione di una lite tra le famiglie Romani e Miscione, in merito alle preminenze di proprietà di alcuni edifici situati nel quartiere di Santa Chiara, la discussione arrivò fino al consiglio comunale e, nella seduta del 15 aprile 1850, per inquadrare meglio la questione, il sindaco Pietro Muzii disegnò una descrizione particolareggiata di quella che era la zona nella prima metà dell’Ottocento, con particolare riferimento alle torri Moschetti e Bacchetta:
“Signori. Nella parte superiore della Città si presenta il Rione di S.ta Chiara che è composto di tre Isole di predii addetti ad abitazione e ad usi economici. La prima isola, che forma il lato occidentale dell’abitato, contiene una lunga serie di Edifizj privati, nel di cui estremo meridionale trovasi in ruderi la vecchia Torre denominata il torrione dello Sportello che occupa un area di una misura ed un sesto. La seconda isola intermedia nella lunga serie di privati edifizj tiene nel suo estremo meridionale il Monistero di Santa Chiara. La terza isola, che forma il lato occidentale dell’abitato, oltre all’estremo meridionale della lunga serie di edifizj privati l’altra torre in ruderi, di eguale dimensione della prima, denominata il Torrione di Bacchetta. Gl’indicati due Torrioni sono nei due opposti angoli del lato meridionale dell’abitato, il primo nell’angolo Sud-Ovest, ed il secondo nell’angolo Sud-Est.
Negli antichissimi tempi entro il Monistero di Santa Chiara si disseppellirono rinvenendosi con delle escavazioni dei sotterranei con pilastri sostenenti le volte arcate di una costruzione a fabbrica di rimotissima data. Anche nei tempi antichissimi si rinvennero di eguale costruzione per mezzo di scavi nell’interno degli edifizj contigui al suddetto secondo torrione Sud-Est degli altri sotterranei di simile costruzione, i quali protraggono fin sotto lo stesso Torrione.
E nei tempi non molto lontani progressivamente con degli scavi nell’interno dei privati edifizj componenti la prima isola nel lato Occidentale della Città, si son rinvenuti eguali sotterranei d’identica costruzione antichissima, i quali protraggono fin sotto l’indicato Torrione Sud-Est Sud-Ovest. I sotterranei dunque esistono nell’interno dei privati edifizj, ai quali son sottoposti, e furono abbandonati dall’antichità e sottratti alla vista degli uomini, restando sepolti per un destino ignoto nelle viscere della terra…
La costruzione del Monistero di Santa Chiara, e dei due Torrioni, come ancora dei privati edifizj di tutta la Città rimonta ai tempi di mezzo, dimostrando ciò che la loro edificazione avvenne molto dopo l’abbandono ed il seppellimento delle rinvenute sotterranee costruzioni di fabbrica a stagno, cui la storia attribuisce il titolo di Naumachia in tempo della distrutta Istonio, cui Vasto al certo non è succeduta per titolo ereditario nell’erigersi sui frammenti dell’illustre municipio defunto.
Il Torrione Sud-Est è senza dubbio di privata spettanza secolare presso la famiglia Bacchetta. Dal Torrione Sud-Ovest non vi è notizia che possa dichiarare la pertinenza con certezza. Perché diruto esso Torrione Sud-Ovest si è sempre veduto derelitto, almeno nel corso dell’ultimo secolo…”. Il Muzii termina qui la relazione storica per entrare nel merito della lite tra le famiglie Romani e Miscione.
Lino Spadaccini


A sinistra, in alto Torre Bacchetta (angolo via Cavour),
in basso, Torre Moschetti (vicino Ristorante  Le Cisterne)


Nessun commento: