domenica 9 ottobre 2011

Degrado della politica italiana:"NON È PIÙ IL TEMPO DEL COMPROMESSO"

LETTERA DI GIANCARLO CORVINO CATTOLICO MILITANTE A GIUSEPPE TAGLIENTE, DOPO IL SUO INTERVENTO SUL DISCORSO DEL VESCOVO.

Gent.mo Direttore,
Ho letto con grande attenzione la risposta del Consigliere Regionale Giuseppe Tagliente a commento dei recenti interventi del nostro Arcivescovo Padre Bruno Forte sul presente degrado della politica italiana e della necessità che uomini nuovi si adoperino fattivamente per superare la crisi morale in cui versa la nostra società. Ho avuto il piacere di incontrare diverse volte Peppino, cui mi lega una certa familiarità, e ritengo opportuno da cattolico militante offrire alcune riflessioni su quanto egli ha dichiarato e sulla crisi che la nostra società sta vivendo anche in conseguenza degli atteggiamenti assunti da persone pubbliche come lui.

Caro Peppino,
Certamente anche tu conoscerai l’adagio “excusatio non petita, accusatio manifesta”. A volte il silenzio potrebbe risultare più utile, specialmente per chi come te è un uomo di rilievo nella politica regionale e nazionale da molti anni. È chiaro che il messaggio dei Vescovi ha colpito nel segno (finalmente, aggiungerei!). Ma non è assolutamente lecito rispondere, come tu fai, alle sollecitazioni del nostro Arcivescovo (e dell’intera Conferenza Episcopale Italiana) con la tesi del “tanto tutto è sporco, non solo la politica”.
La nostra società ha delle forze vive in tutte le sue realtà, soprattutto nelle fasce giovanili, che ho la gioia di seguire da anni da Salesiano Cooperatore. I giovani vogliono realizzarsi attraverso lo studio e il lavoro, cercano di mettere su una famiglia e di dare il loro contributo alla costruzione di una società sempre più giusta. Purtroppo, le classi dirigenti del Paese, di cui tu sei un esponente, stanno uccidendo la loro speranza di futuro. Inoltre, proprio grazie alle politiche di un cieco liberismo attuato dall’attuale governo, si continua a favorire sempre di più i forti e a gettare nella disperazione coloro che non hanno alcuna difesa sociale. Il risultato è quello di assistere ad una accentuazione della distanza tra le classi più ricche del Paese (tra cui troviamo sicuramente gli evasori fiscali) e le fasce povere, in cui confluiscono sempre più persone che una volta erano considerate la classe media della società.
È senz’altro vero che il degrado morale pervade tutta la società, ma, caro Peppino, è la classe dirigente del Paese a costituire la sua principale fonte e a spingere per la sua diffusione a tutti i livelli. Tu attribuisci la causa di questa situazione all’ “assenza di riferimenti spirituali e culturali” che pervade la nostra società. Non condivido affatto tale analisi. Lavorando da anni nel volontariato cattolico, ho constatato, al contrario, che ci sono molte persone della nostra società che dedicano la loro vita a dei valori elevati, come il bene comune, la solidarietà, la condivisione, la dignità della persona umana, specialmente i più emarginati. Ma queste persone restano al di fuori della gestione del potere. Non perché non intendano impegnarsi per la propria collettività anche all’interno delle strutture di gestione (come il Parlamento, la Regione e il Comune), ma semplicemente perché sono tagliate fuori da ogni possibilità di rappresentanza in tali istituzioni da coloro (fortunatamente non tutti) che si avvicinano alla politica per mero interesse personale, disposti ad ogni sorta di compromesso pur di raggiungere il posto di potere.
Denunciare tutto ciò, non è un invito all’antipolitica, ma è un richiamo alla politica vera, cioè alla “giusta” gestione della “polis”. La presenza quasi esclusiva dei “politicanti” spiega anche perché, pur in presenza di evidenti segni di degrado della politica italiana, causata in modo inoppugnabile soprattutto da persone che hanno importanti ruoli di governo, nessuno di coloro che orbitano attorno ad essi prenda la decisione di fare un passo indietro, prendendo le distanze da tali comportamenti e denunciando questo stato di degrado morale.
Il messaggio dei nostri Vescovi è chiaro: la nostra società ha bisogno di testimoni coraggiosi per fermare la corsa verso il degrado morale della società italiana, Non è più tollerabile che vi siano degli uomini che possano vivere nel compromesso con chi è la principale causa di questa situazione negativa. Ciò non è consentito neppure a coloro che si dichiarano cattolici. E neppure a te, caro Peppino.
Giancarlo Corvino
Vasto, 9 ottobre 2011    

3 commenti:

NICOLA D'ADAMO ha detto...

Ricevo un dettagliato commento di GIUSEPPE F. POLLUTRI. Per ragioni di impostazione del blog, lo divido in 3 parti:
PRIMA PARTE
Evidentemente - fatta salva la buona fede e una lodevole intenzione - Giancarlo Corvino ritiene il politico Tagliente ...'compromesso' e che, dunque, farebbe meglio a starsene zitto! Curioso dialetticamente e disdicevole come comportamento persino umano. Mi permetto di far osservare, a lui cooperatore salesiano, che Don Bosco con i ragazzi (sia pure fatti adulti) aveva una provvidenziale attenzione, ascolto e comprensione... In fondo è nel messaggio evangelico di Cristo.
Non sta a me (figuriamoci!) dire cose (le ..."excusatio non petita") che suonino a difesa del Consigliere regionale in questione, ma non posso non rilevare certa tendenziosità (di fondo o persino inconsapevole?) da parte di Corvino. Farebbe bene lui stesso a esplicitarlo.
CONTINUA

NICOLA D'ADAMO ha detto...

COMMENTO DI POLLUTRI
SECONDA PARTE
La constatazione che "il marcio" da curare sia non solo nell'attuale (ma solo attuale?) "classe politica", ma che attraversi ed anzi pervada larghe fasce della nostra società, privata e pubblica, è considerazione comune e quotidiana. Che ci siano delle parti sane e meritevoli ( ...di recente, attraverso il cooperatore salesiano L. Ritucci, ho potuto conoscere e apprezzare la positiva azione dell’Oratorio Salesiani a Vasto) è indubbio, direi inevitabile, ma non può servire a negare la prima osservazione.
Tanto più a me pare corretta e necessaria la precisazione di Tagliente (uomo delle Istituzioni) a commento dell'esortazione pastorale del Vescovo di Chieti, in quanto - parrebbe inutile precisarlo - la 'casta' dei politici è per sistema democratico espressione della società civile. Non sarebbe del resto possibile - s'è vero che questa nostra funzioni democraticamente - avere una società sana e capace e, di contro, dei suoi rappresentanti inetti e corrotti. Basterebbe 'rovesciare' il tutto e sarebbe tutto risolto, ma come lo stesso Corvino comprende non è così o non così semplice. Neppure ‘democratico’.

NICOLA D'ADAMO ha detto...

COMMENTO DI POLLLUTRI
3 ED ULTIMA PARTE
Fa bene Tagliente - e chiudo - a rivendicare il suo diritto (salvo altri) ad esistere nella politica e a non starsene zitto, argomentando e introducendo un dibattito, in quanto è giusto è necessario distinguere i 'politicanti' (quelli della società civile che "si mettono in politica" o approfittano della politica per...) dai ‘politici’, da quegli uomini che hanno deciso di dedicare se stessi alla politica per il conseguimento del bene comune. L’antipolitica – irrazionale e magari strumentale - è sempre dietro l’angolo, ma non risolverà mai niente. Poi, come dicevano i romani, ...a ciascuno il suo (di merito e di colpa).
Tutti siamo fallibili e tutto è perfettibile, ma non si può rinunciare ad agire per la collettività (in pensieri e parole) solo perchè qualcuno - dall'uomo della strada sino ad un esponente della Chiesa - trovi giusto ed anzi doveroso far rilevare certa corruzione e amoralità presente in chi ci governa, a vario livello istituzionale e di diversa provenienza partitica. Ciò che non vuol essere un dire - caro G. Corvino - ...“tanto tutto è sporco, non solo la politica”.
La Verità (la ricerca della) è il primo valore capace di dar ...valore alla propria persona e alla società.
Scontato ma da affermarsi, senza pregiudizi e presunzioni.
Pino Pollutri