Tra i personaggi più conosciuti e tipici della nostra città, non può mancare Francesco Muratore, indimenticabile figura di vetturino, conosciuto con il nomignolo di “Frangische Mmasciate”.
Nato a Vasto il 12 dicembre 1895, dopo aver partecipato al primo conflitto mondiale, si sposò con Maria Giacinta Napolitano, da cui ebbe otto figli, e iniziò l’attività di vetturino, per il trasporto in carrozza dalla Stazione a Vasto Città.
Così lo ricordava Giuseppe Pietrocola: “…alto e baffuto con una voce tonante che, credo, sia stato veramente l’ultimo vastese ad esercitare quel mestiere. Lavoratore instancabile, dormiva praticamente a cassetta della sua carrozza e con ogni tempo assicurava ai passeggeri che scendevano alla stazione il trasporto fino a Vasto città. Lo conoscevo benissimo perché posteggiava davanti alla mia farmacia e raccontava spesso barzellette ed aneddoti scherzosi sempre con bonomia e buon senso; commentando i fatti locali aggiungeva spesso profetando: — a questo paese la ciucceria vince la filosofia!”.
Nell’agosto del 1941, in seguito a reclami avanzati da alcuni passeggeri, il sindaco Francesco Paolo Giovine, sollecitò Francesco Muratore, ad osservare le tariffe municipali tenendole ben esposte di giorno e di notte, ma anche a non caricare le vetture oltre la capienza stabilita, ed infine ad usare modi più corretti con i viaggiatori di qualunque condizione e grado sociale.
Una volta fu querelato per aver dato del “vrettacchino” ad un passeggero. Ma questi erano i suoi modi e a chi non piaceva riceveva un’altra buona dose di sproloqui. Ma Francesco Muratore, dall’aspetto burbero che incuteva quasi timore, in fondo era anche un grande gentiluomo. Pino Jubatti, qualche hanno fa sulle pagine del suo periodico “La Città ”, ha raccontato che una volta, dopo aver raccolto i passeggeri arrivati con l’ultimo treno alla Stazione, diretto verso Vasto, li aveva fatti scendere ad uno ad uno davanti alle fermate più vicine alla propria abitazione. Rimase per ultima una giovane fanciulla, alquanto intimorita perché il vetturino non l’aveva fatta scendere al capolinea. Alla domanda della donna “Perché non mi avete fatto scendere davanti al Banco di Napoli?”, il Muratore rispose: “Na giuvenatte gne ttà, a n’ore de notte, à da ress’accumpagnate fin’a la porte de case”.
La lamentela principale era l’applicazione delle tariffe. Il 1 giugno 1948, il Muratore iniziò il servizio dei trasporti funebri con l’obbligo contrattuale di praticare le seguenti tariffe: L. 2675 per il funerale di prima classe, L. 1605 per quello di seconda classe e L. 322 per quello di terza classe. Il contratto, con validità per cinque anni, venne rinnovato, con i voti unanimi del consiglio comunale, per altri cinque anni, nell’aprile del 1953, come da richiesta del Muratore, ma con una piccola variante: i pagamenti da parte degli interessati doveva avvenire direttamente all’Ufficio Economato del Comune, allo scopo di assicurare il rispetto del tariffe in vigore ed evitare che il pagamento avvenisse, come più volte denunciato, in base alla volontà del Muratore. “In seguito a questo provvedimento”, scriveva Domenico Laporese sulle pagine dell’Histonium, rispondendo ad una lettera dello stesso Muratore apparsa sulle colonne dello stesso giornale, “il Muratore non potendo più intrallazzare secondo i suoi desideri, in data 30 aprile 1953 (da notare a breve distanza dalla sua richiesta) rispondeva al Comune di non poter accettare il rinnovo dell’appalto. Ciò dava la prova dei continui abusi che l’impresa perpretava ai danni dei cittadini che venivano colpiti da lutto famigliare”. In seguito ad una nuova riunione del Consiglio Comunale, le tariffe vennero ritoccate in questo modo: Autovettura di 1’ classe L. 4950, di 2’ classe L. 2970 e di 3’ classe L. 594, mentre per la Vettura a cavalli di 1’ classe L. 2970, 2’ classe L. 1287 e 3’ classe L. 594. Dopo l’accettazione del nuovo contratto, il Muratore, solo pochi mese dopo, avanzò una nuova richiesta di tariffe, questa volta bocciata all’unanimità dal Consiglio Comunale.
Lino Spadaccini

2 commenti:
Ho letto L articolo, ma “vrettacchino” cosa significa?
Sarei curioso di capire
Dunque dovrebbe significare sporco e furbastro??????
Posta un commento