sabato 5 marzo 2011

PD, Lapenna dice sì alle Primarie: "E' cambiato l'avversario?", si chiede Davide D'Alessandro

Ha fatto saltare le primarie del 27 febbraio, dimettendosi da Sindaco, mandando a casa tutta la Giunta”, dice  D’Alessandro. “Ha ritirato le dimissioni, ha ricostituito la Giunta, la quinta Giunta, ha cacciato Molino e si è  candidato alle primarie del 20 marzo. Qualcuno si chiederà: è cambiato l’avversario? No, l’avversario è sempre Peppino Forte, sempre Presidente del Consiglio Comunale”. “Chi è cambiato è Luciano”. “Dovesse andar male, ci sarebbero sempre la civica e i comunisti ad attuare il piano B”.

Una pagina nera per le Istituzioni
di Davide D’Alessandro
Luciano Lapenna, novello uomo Del Monte, ha detto sì ma, prima di dire sì, ha giocato pesantemente con le Istituzioni; di più, ha fatto strame delle Istituzioni. Non si gioca con le Istituzioni. L’ho già scritto e lo ripeto. Quest’uomo ha fatto saltare le primarie del 27 febbraio, dimettendosi da Sindaco, mandando a casa tutta la Giunta, dando un assaggio del carnevale nel giardino di casa, dove ha convocato i giornalisti per spiegare che lui, con la discesa in campo di Peppino Forte, Presidente del Consiglio Comunale, non avrebbe potuto garantire la salvaguardia delle Istituzioni.
Da allora a oggi, ha ritirato le dimissioni, ha ricostituito la Giunta, la quinta Giunta, ha cacciato Molino e si è  candidato alle primarie del 20 marzo. Qualcuno si chiederà: è cambiato l’avversario? No, l’avversario è sempre Peppino Forte, sempre Presidente del Consiglio Comunale.
Chi è cambiato è Luciano, abituato alle giravolte, una sorta di don Abbondio convinto dai bravi della corte di don Rodrigo e dei miracoli a non rinunciare, a non scappare, a giocare la partita, a bere il calice, amaro o dolce, fino in fondo. Dovesse andar male, ci sarebbero sempre la civica e i comunisti ad attuare il piano B.
Intanto, per il 20 marzo, occorre uno stratosferico lato B, perché Peppino Forte è l’unico che può porre fine alle sue sconcertanti sceneggiate, ai suoi banali giochini. Avesse giocato soltanto con se stesso, con il suo sfrenato desiderio di carrierismo, nulla avrei detto o scritto. Ma ha giocato con le Istituzioni, con il Comune di Vasto e con i cittadini vastesi, per salvare se stesso, per il suo sfrenato desiderio di carrierismo.
Chi ama la politica, chi ha passione politica, chi rispetta l’arte della politica, chi ne osserva le regole, chi sa che le faide interne a un partito non debbono mai volgersi contro le Istituzioni (che restano sempre sacre e inviolabili, mentre gli uomini di alto o scarso valore passano), non può restare in silenzio. Sarebbe un silenzio colpevole. Non si gioca con le Istituzioni. È quanto abbiamo di più sano, quanto ci resta da serbare con maggior cura.  
Invece Vasto, in attesa delle primarie di un partito, ha vissuto una pagina nera della sua più alta Istituzione. La responsabilità è soltanto di Luciano Lapenna che, evidentemente, non ha rispettato neppure i suoi luminosi colori. Biancorossi. Non neri.
Davide D’Alessandro
Coordinatore di “Alleanza per Vasto”

1 commento:

vastese ha detto...

Ma D'Alessandro non aveva previsto la candidatura di "Vincenzino Lapenna"??? Com'è facile sbagliare quando l'odio acceca la ragione!