giovedì 10 febbraio 2011

Ma voi ci credete a "Lu Mazzemarelle"?

I nostri nonni dicevano che era vero....e raccontavano terribili esperienze
Lu Mazzemarelle è un folletto o gnomo, frutto della fantasia popolare abruzzese, eppure ci sono persone pronte a giurare che non si tratta di fantasia, ma di pura realtà.
Il nostro folletto è parente stretto del siciliano Mazzamareddu, ma in confronto è meno pericoloso e sicuramente più goliardico. Il suo scopo prevalente è quello di entrare nelle case e infastidire gli abitanti con scherzi, rumori e nascondimento di oggetti.
È inutile ricorrere a spargimenti di acquasanta o riti contro il malocchio o altro, perché lui se ne ride e continua con i dispetti più di prima. Meglio farselo amico, può darsi che alla fine si annoi e se ne vada da solo.
Secondo Raffaele Artese, grande cultore di tradizioni locali del nostro territorio e autore del volume “Lu Mazzemarelle”, edito nel 1978 da Cannarsa di Vasto, afferma che “...lu mazzemarelle simboleggia la vita, l'azione, la vittoria sulla morte ingiusta”. I mazzemarelle sarebbero stati la personificazione dell'anima dei bambini morti senza battesimo e “Il ritorno misterioso tra i viventi”, prosegue Artese, “è la riaffermazione di un diritto negato, l'equilibrio ristabilito nella vicenda esistenziale: è un atto di giustizia. Il bambino morto senza battesimo torna a vivere ma trasformato in mazzemarelle, un essere quasi imprendibile con forme non ben definite. I suoi poteri sono vanificati, se perde il cappuccio che gli ricopre il capo. Conosce i luoghi ove sono custoditi tesori, agisce nelle ore notturne, è ilare e dispettoso”.
Il tallone di Achille di questo buffo personaggio è il suo berretto rosso: se si riesce a toglierlo dal capo lui scompare. Ma non è assolutamente semplice perché lui è scaltro, veloce e conosce in anticipo le nostre mosse.
Anche se la sua presenza è più che altro goliardica, ha causato da sempre molta paura e distacco nelle persone. La sua presenza viene vista come un incubo e provoca un profondo senso di angoscia e timore, anche per le tante dicerie che vogliono che mozzi il fiato, pizzichi, morda, e stuzzichi le fanciulle con sogni erotici, ma a lui vengono attribuiti anche la causa di malanni e disavventure.
Suggestione, condizionamento o fantasia, molte sono le persone che si sono trovate davanti al piccolo folletto e sono pronti a raccontare le proprie storie. Lo stesso ha fatto mio nonno raccontando la sua esperienza ai propri figli. Quando era giovane, per un periodo di tempo ha lavorato al frantoio Del Borrello, che si trovava in Via Cavour di fronte l’attuale ufficio postale. In quel periodo non essendoci i mezzi meccanici attuali, le macine venivano fatte girare da un cavallo. Durante un turno di notte gli apparve lu mazzemarelle, con il solito berretto rosso, in groppa al cavallo. Gli ha dato anche tre soldi, ma al mattino, i soldi sono spariti così come è sparito il piccolo folletto. Scherzi del sonno o di un bicchiere di troppo? Chissà!
Questa notte se aprendo gli occhi vi troverete davanti un piccolo folletto con il berretto rosso in testa che vi sorride, non abbiate timore è solo un sogno.

Lino Spadaccini

9 commenti:

maria ha detto...
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Alessandro ha detto...

Molto interessante quest'articolo. Anche Carlo Levi, in Cristo si è fermato ad Eboli, menziona i "monacieddu" che nella tradizione lucana sono gli spiriti dei bambini morti senza battesimo.

Ciccosan ha detto...

Trovo che questo collegamento tra lu mazzemarelle e i bambini morti senza battesimo sia una forzatura fantasiosa; almeno per quanto riguarda la nostra tradizione paesana.
Quando ero ragazzino ho sentito molti vecchi raccontare di questa specie di gnomo che giuravano aver visto, ma quasi tutte le loro mogli, quando chiedevo loro conferma mi rispondevano ridendo.
Chissà perchè erano solo gli uomini che lo vedevano.
L'apparizione avveniva sempre durate le nottate e stranamente in quelle che seguivano sbornie colossali; i famosi "pecoroni".
La pecora, quella forte, porta le visioni, gli incubi. Ti fa dormire a pancione insù, ronfi come un treno e ti provoca una forte pesantezza di stomaco, ...come se qualcuno appunto ti stesse a cavalcioni.

Mio nonno, che di pecore se ne intendeva, mi diceva di averlo visto diverse volte e proprio dopo serate da Ciccopalletta.
Si diceva anche che per non sentirselo addosso bastava lasciare qualche moneta sul comodino, così lui prendeva i soldi e non disturbava il sonno.
Ma mia nonna, a parte, mi diceva che quella era stata una invenzione delle mogli per prendersi qualche soldo, visto che allora i mariti erano di braccio molto corto ... e grandi semplicioni.

In quanto a Maria, che non perde occasioni per dire la sua a modo suo, piacerebbe sapere quali siano questi sensi di colpa inculcati dalle credenze religiose (certamente si riferisce a quella cattolica).
Aggiungo un piccolo dettaglio e cioè che la religione parla di anime e non di corpi di bambino o di adulto.
Inoltre se si vuole parlare di limbo, allora bisogna affrontare la questione del peccato originale e il significato del battesimo per i credenti.
Circa 60 anni fa', la signora che mi faceva la "dottrina", diceva che i bambini morti non battezzati andavano in un posto come un grande giardino fiorito, sotto la protezione di nostro Signore e lì rimanevano fino al momento del Giudizio Universale.
Eravamo bambini e quella signora, con la terza elementare, aveva trovato un'immagine che potevamo comprendere e rimanere sereni.
A me questa immagine non ha mai procurato sensi di colpa.

maria ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
maria ha detto...
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Ciccosan ha detto...

Allora mi spiego meglio e risparmiami le trattazioni dotte delle quali non ho alcun bisogno, specialmente quelle lette per la prima volta su wikipedia.
Qui si celia su una figura divertente, frutto di credenze e tradizioni, tra il burlesco e la scaramanzia.
E Lino ce lo ha riproposto, questo gnomo, proprio per sorriderci sopra e per ricordare una storiella dei nostri nonni.
E invece c'è chi, come te, sembra non aspetti altro per rifilarci critiche superficiali alle religioni e di conseguenza a giudicare come sciocchi coloro che nella religione credono.
Se vuoi professare e difendere il tuo ateismo ovvero la tua avversione per il mondo clericale e le sue regole, fallo in piena libertà, ma almeno aspetta l'occasione giusta.

maria ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
maria ha detto...

Anzi, facciamo una cosa: cancello tutto e dico che queste storie sui mazzemarrelle, erano il mio incubo da bambina poichè ne soffrifo, e ne ho sofferto molto nel sentire che erano gli spiriti dei bimbi morti senza ricevere il battesimo.
Forse è un po' più a tema... E non sono atea.
Se poi devo sorriderci per forza: ok ci rido!
Avendo cancellato il tutto, mi preme comunque di scusarmi nuovamente con il sig. Spadaccini, nel caso il mio commento iniziale lo abbia urtato, ribadendo che nulla era contro la sua persona o il suo operato.

Alessandro ha detto...

Ma è giusto rappresentare lu mazzemarelle come se fosse un folletto o uno gnomo che invece appartengono alla tradizione nordica? Lu mazzemarelle, secondo le testimonianze, sarebbe uno spiritello con le sembianze di un fanciullo. Mi sembra strano che indossi un cappello rosso.