Il 24 gennaio 1762 moriva Giuseppe de Benedictis, uno dei maggiori storici vastesi.
L’anno prossimo cadranno i 250 anni dalla morte, chissà se qualcuno si ricorderà di questa data, magari per riscoprire ulteriormente questa personaggio e tutto il movimento culturale del Settecento vastese. Basti pensare che solo nel 2005, grazie alla certosina opera di trascrizione del Prof. Carlo Marchesani, hanno visto la luce le sue Memorie Istoriche del Vasto e Dissertazione sulle Iscrizioni Lapidarie e sul Culto di Giove Ammone, conservate manoscritte nell’Archivio Storico di Casa Rossetti.
Le Memorie vennero scritte nel 1759, come riferisce lo storico Luigi Marchesani, ma probabilmente è da intendersi come anno in cui è stata completata, in quanto è plausibile, vista la qualità e l’ampiezza dell’opera, che per la sua stesura ci siano voluti diversi anni.
Questi scritti di storia locale del de Benedictis, vanno ad integrare ed arricchire le Memorie dell’Antichità del Vasto scritte da Nicola Alfonso Viti, definito dallo stesso de Benedictis “un abbozzo delle memorie del Vasto”, a cui tutti gli storici successivi, a partire dallo stesso Luigi Marchesani, hanno attinto.
“Intanto è da osservare che l’opera è giunta ai tempi attuali in condizioni miserande”, si legge nell’introduzione alla recente edizione del Prof. Carlo Marchesani, “con molte carte andate irrimediabilmente perdute, altre strappate a metà, altre monche. Va inoltre precisato che in taluni punti si può rilevare un apparente errore nell’ordine numerico delle carte, ma questo è dovuto unicamente alla disordinata legatura del manoscritto e la numerazione su tali carte è stata posta successivamente ad essa”. Una trascrizione incompleta è conservata presso l’Archivio Storico di Casa Rossetti, mentre un’altra copia più completa è presente nell’Archivio della famiglia Ciccarone, in quanto l’on. Francesco Ciccarone ne commissionò una copia. La comparazione dei due testi, ha permesso al Prof. Marchesani di pubblicare le Memorie nella sua completezza.
Nato da Francesco e Antonia Piccinini nel 1697, Giuseppe divenne sacerdote nel 1720. Appassionato di storia locale, passò gran parte del suo tempo ad effettuare ricerche nelle principali biblioteche e negli archivi pubblici e privati, raccogliendo notizie e informazioni preziose utili a colmare molte lacune sulla storiografia vastese. “Su questo piano”, afferma ancora il Prof. Marchesani, “il de Benedictis si è rivelato uno storiografo di grande spessore culturale. Ora, in perfetta comunione con i sentimenti di Luigi Marchesani, si può di certo affermare che la patria gli è grata”.
Lino Spadaccini

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