sabato 26 giugno 2010

Protezioni, non recinzioni

INTERVIENE L'ASSOCIAZIONE LIDI VASTESI
"Anche in presenza delle recinzioni ogni cittadino è libero di entrare, sostare, passeggiare e godere del bene demaniale senza alcuna limitazione, in perfetta aderenza a quanto stabilito dalla norma approvata dalla Regione. Del resto, l’impostazione contenuta nel provvedimento regionale ricalca quella della normativa statale, che all’art. 1, comma 254, Legge 296/2006, non vieta le recinzioni, ma impone il libero e gratuito accesso al mare".

L’Associazione “LIDI VASTESI”, nella riunione tenutasi a Vasto il 23.06.2010, ha approvato il seguente
COMUNICATO STAMPA
La recente novella dell’art. 13 L.R. 141/97 approvata dal Consiglio Regionale il 15.06.2010 ha introdotto la nuova normativa che consente la delimitazione delle sole strutture balneari, facendo salve le situazioni esistenti autorizzate antecedentemente al PDMR e garantendo, nel contempo, il libero e gratuito accesso alla battigia.
Conviene sempre prendere le mosse dal testo legislativo per delineare un quadro chiaro e sgombro dalle mistificazioni e dalle innumerevoli demagogie diffuse in questi giorni sui giornali dagli esponenti della sinistra regionale e comunale vastese.
La critica feroce ed incomprensibile mossa da costoro si fonda su un equivoco, artatamente confezionato per sobillare gli animi dei cittadini. Questo equivoco prende le mosse da una premessa errata e giunge ad una conclusione aberrante: la premessa errata è che i concessionari ritengono la spiaggia proprietà privata, la conclusione aberrante è che i concessionari vogliono impedire alla collettività di godere liberamente della spiaggia.
I balneatori di Vasto intendono affermare, a chiare lettere e con estrema decisione, che nessuna delle due affermazioni diffuse dalla sinistra risponde al vero in quanto:
1) essi considerano la spiaggia ed il mare beni di tutti e non intendono affatto trattarli come proprietà privata;
2) non impediscono alla collettività il libero accesso e fruizione della spiaggia e del mare, che invece intendono favorire;
3) si impegnano, quotidianamente e come sempre, a presentare la spiaggia più decorosa, vivibile, pulita, servita, ordinata, per renderla sempre più turisticamente appetibile in un’ottica di sviluppo e di miglioramento dei servizi.
In altri termini attualmente, anche in presenza delle recinzioni ogni cittadino è libero di entrare, raggiungere la battigia, sostare, passeggiare e godere liberamente del bene demaniale senza alcuna limitazione, in perfetta aderenza a quanto stabilito dalla norma approvata dalla Regione Abruzzo.
Del resto, l’impostazione contenuta nel provvedimento regionale ricalca puntualmente quella della normativa statale che all’art. 1, comma 254, Legge 296/2006, non vieta le recinzioni, ma impone solamente il libero e gratuito accesso al mare.
I concessionari balneari di Vasto, così come avviene in altre località di spicco quali Jesolo, Forte dei Marmi, il Gargano, Marina di Pietrasanta, Ostuni ed altre, sono pronti, come hanno fatto finora, a rispettare il dettato normativo statale e regionale garantendo, pur in presenza delle recinzioni protettive, il libero e gratuito accesso alla spiaggia tutti i giorni dell’anno ad esclusione delle ore notturne.
La presenza delle recinzioni infatti, non rappresenta una limitazione al godimento del bene demaniale che rimane pur sempre libero e gratuito come impone la norma statale e regionale, ma risponde invece all’esigenza di ordinare e regolamentare il godimento del bene demaniale in un’ottica di sicurezza, di tutela delle strutture balneari e di rispetto del decoro, della pulizia e della sicurezza sanitaria richieste costantemente dall’utenza turistica e di cui il concessionario risulta unico responsabile.
I ripetuti e costanti danneggiamenti, gli atti di vandalismo, i furti denunciati più volte alle Autorità di pubblica sicurezza, unitamente allo scenario degradante ed inqualificabile sul piano della sicurezza sanitaria visibile ogni giorno nelle concessioni prive delle recinzioni dimostrano la loro indispensabilità. È oggettivamente irrealizzabile che le esigenze poc’anzi citate possano essere adeguatamente soddisfatte solo attraverso altri accorgimenti di sicurezza che, al limite, possono aggiungersi ma non sostituirsi alle recinzioni. In questa ottica i balneatori vastesi garantiscono da subito anche il loro impegno per realizzare delle delimitazioni esteticamente apprezzabili, accogliendo anche le indicazioni progettuali e le modalità realizzative che dovessero pervenire da parte degli uffici competenti.
Queste esigenze però non sono state comprese dall’Amministrazione Comunale di Vasto che non è riuscita a coniugare le irrinunciabili necessità di sicurezza dell’utenza turistica con il principio del libero godimento del bene demaniale.
Solo l’emendamento presentato in Consiglio Regionale dai Consiglieri Menna, Tagliente e Terra ha consentito, riparando una falla nell’assetto normativo regionale, di realizzare quel giusto contemperamento di interessi tra tutela della sicurezza e libero godimento del mare che invece doveva essere recepito, sostenuto ed assicurato anche dall’Amministrazione Comunale di Vasto.
Ecco perché il grido di indignazione di tutti gli imprenditori turistici di Vasto si alza forte contro le mancanze, i ritardi, il lassismo, l’incapacità progettuale e la mediocre attenzione con cui l’attuale Amministrazione comunale di Vasto ha trattato le richieste delle imprese balneari che sono pilastro essenziale del comparto turistico vastese. I balneatori denunciano altresì con estrema decisione l’inconsistenza delle iniziative politiche a favore del turismo poste in essere dalla Amministrazione Lapenna-Forte, che sta usando subdolamente il demagogico problema delle recinzioni per nascondere le pesanti lacune progettuali in ambito turistico. Basti pensare che ad oggi, non sono state ancora risolte le gravi emergenze ambientali legate agli scarichi a mare su tutto il litorale vastese, le indecenti insufficienze strutturali degli impianti fognari della Marina che la rendono un pantano ad ogni scroscio di pioggia, il problema di Fosso Marino, unitamente all’assenza di una strategia di marketing per la conquista di fette di mercato nazionale ed internazionale a cui Vasto può oggettivamente aspirare. Tutti i cittadini devono sapere che questa è la penosa immagine che l’Amministrazione Comunale propone ai turisti, che questa è la grave situazione in cui l’Amministrazione Comunale costringe le imprese turistiche ad operare. Sono queste le reali questioni strategiche che, solo se seriamente affrontate e risolte, possono garantire lo sviluppo, anche ecologicamente orientato, del turismo di Vasto.
Vasto, 24 giugno 2010
L’Associazione “LIDI VASTESI”

PRESIDENTE RINO POMPONIO

27 commenti:

nicolangelo ha detto...

Ecco l'effetto dell'emendamento: hanno rialzato la testa e si sono allineati alla tesi di Tagliente. "Protezione". Che la stessa protezione si possa ottenere, come suggerisce Massimo Desiati, con le "guardianie" (a pagamento!!!) come accade nelle altre spiagge d'Abruzzo, non li sfiora nemmeno. Questo è il peggior danno di quell'emendamento.

Unknown ha detto...

Non è questione di "rialzare la testa o allinearsi alla tesi di qualcuno". Qui la questione va trattata in modo oggettivo ed in tal senso offro la mia personale testimonianza. Sono un neo pensionato e amo alzarmi molto presto al mattino per passeggiare alla luce dell'alba sul nostro golfo e ho modo di vedere quasi ogni mattino, e specialmente nei fine settimana, lo scenario di indescrivibile degrado che si trova sulla spiaggia libera e su quella delle concessioni non recintate. Vedere per credere. Sporcizia ovunque, residui di vomito, bottiglie di alcolici rotte e quindi vetri sparsi nella sabbia, escrementi, preservativi usati e ivi lasciati, fazzoletti, cumuli di spinelli sparsi quà e là. Ho visto con i miei occhi più volte anche siringhe, usate non certo per ragioni mediche! è indubitabile che ci sia una emergenza, se non di decoro turistico, quantomeno di sicurezza sanitaria. Ripassando qualche ora dopo negli stessi luoghi, noto che le spiagge in concessione sono ripulite ed in ordine, immagino per opera del personale della concessione, mentre la spiaggia libera è rimasta tal quale. Ora, mi chiedo, sarebbe possibile evitare questo costante scempio/devastazione/saccheggio notturno della nostra spiaggia da parte di orde di luridi incivili con delle "guardianie", come suggerisce Nicolangelo? Io credo di no. Primo perchè alcune concessioni hanno già questo servizio ma, evidentemente, non sortisce effetti considerati i numerosi danneggiamenti riportati dai giornali. Secondo perchè di certo è impossibile controllare tutta la spiaggia in ogni angolo. Se ci si riflette bene, in una spiaggia senza recinzioni si può accedere ovunque, dalla strada, lateralmente, dalla riva. Insomma è incontrollabile! Ingestibile anche per un ottimo servizio di sorveglianza. Con le recinzioni è invece diverso perchè, pur potendo liberamente accedere al mare, gli accessi sono ben definiti e quindi un servizio di guardiania presente all'entrata della concessione riuscirebbe nelle ore notturne a controllare agevolmente chi accede alla spiaggia, chi se ne va, quali oggetti balneari usa, se e quanti ne danneggia, quali attività lecite o meno lecite compie(e in tal caso può allertare prontamente le forze dell'ordine), chi sporca, chi spaccia. A ciò magari potrebbe aggiungersi a spese del concessionario anche una videosorveglianza, di cui alcuni sulla spiaggia si sono già dotati, da quel che ho notato. Credo che, a patto di garantire a tutti il libero accesso al mare, sia questo un compromesso di civiltà per favorire la sicurezza, a discapito della dilagante, incontrovertibile, incivile delinquenza vandalistica.

nicolangelo ha detto...

E sì caro Scivul, vuol dire che i tossici, i porci, gli incivili, insomma i delinquenti e i derelitti di questa società del terzo millennio si trovano solo a Vasto.......... Fortunati tutti i proprietari degli altri stabilimenti abruzzesi che non hanno bisogno di reti. Noi vastesi siamo figli di un dio minore.........

Unknown ha detto...

Non mi sembra di aver detto, nè mi sembra che dalle mia parole si possa desumere che tossici, incivili, delinquenti e derelitti si trovino SOLO a Vasto(come Lei erroneamente ha voluto sintetizzare), ma ho offerto la mia testimonianza oculare che gli stessi si trovano ANCHE a Vasto. Dato per certo questo elemento di fatto che, almeno credo, Lei non possa mettere in dubbio, si tratta di capire come arginare questo dilagante fenomeno ed eliminare quello scempio di sporcizia, di sudiciume, di degrado anche sanitario che vedo da troppi anni ogni mattino(di sole) sulla nostra spiaggia. Dubito che i vigilantes riuscirebbero anche perchè qualche concessione a Vasto ce li ha ma sono inefficaci se i risultati sono quelli che continuo a vedere e che La invito, se ne ha voglia e se Le piace passeggiare, a verificare insieme a me. Le concessioni con le recinzioni, in vece, hanno risolto il problema: io le vedo sempre pulite, ordinate, decorose fin dalle prime ore del mattino e quindi, mi viene da pensare che siano anche più sicure sul piano sanitario. Insomma, io il piede non ce lo metterei mai in una spiaggia dove il giorno prima o qualche ora prima ho visto affiorare l'ago di una siringa; al contrario sceglierei mille volte quella che vedo pulita e che mi sembra sicura per me e per la mia famiglia. Credo che ogni persona ragionevole, vastese o turista che sia, farebbe questa scelta. Poi se Lei è contro le recinzioni a prescindere, allora non vale nemmeno la pena andare oltre nella discussione.

Francescopaolo D'Adamo ha detto...

Caro Nicolangelo, sempre precisando che sono contro le recinzioni, come avresti chiamato le guardianie a pagamento: RONDE?

Smettiamola con questa stupida demagogia! Il problema è solo Sallese. "Facciamo" le regole e facciamole rispettare. Con le chiacchiere non si va da nessuna parte.

Unknown ha detto...

@Francescopaolo D'Adamo
cioè, se ho capito bene, vuole dire che tutto questo polverone sollevato dalla amministrazione è solo per una guerra personale contro una persona?

giusfra ha detto...

non proprio come la santissima trinità (che mi perdoni l'irriverenza), veramente "le persone" sono due (una sorta di Giano bifronte)

Francescopaolo D'Adamo ha detto...

No scivul, tutto questo polverone perchè non si sanno prendere decisioni. "Quella persona" ha le carte in regola (purtroppo). Se si vuole eliminare il problema, bisogna "scombinare" quelle carte. Come? Dotandosi di uno strumento che obblighi "quella presona" a modificare, se non ad eliminare, la recinzione. Di seguito anche gli "altri" dovranno allinearsi.

Unknown ha detto...

@Francescopaolo D'Adamo
Quindi se continuo a capire bene, c'è un concessionario che indichi come "quella persona" che ha le carte in regola?!
Ma se così è, allora primo non capisco perchè Lei se ne dolga, affermando che "(purtroppo)" è in regola; secondo, se qualcuno è in regola, allora perchè bisogna tramare(nel senso di trovare il modo) per "scombinare" le carte?! Chi è in regola è in regola e deve essere lasciato tranquillo, chi non lo è deve preoccuparsi. Almeno credo che questa sia la ragionevolezza dei rapporti, anche giuridici.

giusfra ha detto...

scivul confonde (strano) le "normative vigenti" (rivelatesi magari sbagliate e/o carenti) con l'interesse pubblico... insomma la forma con la sostanza
dico ...en passant

Unknown ha detto...

@marino
mi sfugge la natura della sua considerazione circa la mia confusione. posso chiederle di esplicitarla. grazie

Ciccosan ha detto...

Non capiremo mai bene questa vicenda perchè, caro Scivul, chi ce la rappresenta ha una sua opinione sui fatti e cerca di farla prevalere sulle altre; come si dice, aggiustandosi la minestra.
Giocano storie e rivalità politiche, forse anche gelosie e rivalse per antichi torti.
Continuo a leggere interventi di signori che pensano che Vasto sia l'ombelico del mondo e che certi problemi essa li affronti per prima.
Nel mio mestiere, ogni volta che affrontiamo un prodotto nuovo, mandiamo in giro gente che deve esaminare come altri prima di noi hanno affrontato quella novità.
I Cinesi sono maestri in questo; tanto che non si curano di copiare e basta, risparmiando così costi di sviluppo e ricerche di marketing.
E' sufficiente mandare un paio di persone, chessò, a Rimini, Riccione, Jesolo, Ostia; e semplicemente guardare quello che fanno con le loro spiagge.
Noi pensiamo di essere più bravi di loro? Ed eccoci qui a dibattere sul sesso degli angeli; su argomenti che ricorrono sistematicamente tutti gli anni.
Altrove hanno robuste recinzioni, se non addirittura mura di stabilimenti fissi direttamente sulla spiaggia (Ostia Lido)? Chissenefrega, noi siamo più bravi e vogliamo discutere.
Altri hanno chiuso i centri storici? Chissenefrega; noi vogliamo discutere.
Altri hanno silos parcheggi in centro? Chissenefrega; noi vogliamo discutere.
E discutiamo. Intanto, un pezzetto per volta, il famoso golfo sta cambiando volto, perchè mentre si discute su una "rizza" sulla "spiaggia dei Frentani", il cemento sta riempendo "i lieti colli intorno".
L'avrò letto da qualche parte, ma tra i primi posti delle attività umane più inquinanti in senso generale c'è, indovina un po', il turismo.
Quindi se le nostre fiches le puntiamo tutte sulla famigliola norvegese o irpina che scenda a mare con "pinne fucile ed occhiali", "quasse jè", dobbiamo farci da parte e far posto a loro.
Consoliamoci, almeno a noi non ci tocca fare come gli abitanti della Polinesia che devono indossare il gonnellino di paglia e far finta di essere "indigeni" originali.

nicolangelo ha detto...

Caro Scivul, non si lasci fuorviare: Undici titolari di stabilimenti balneari hanno fatto ricorso al TAR e undici hanno perso. Perciò hanno cambiato la legge, perchè per via amministrativa non ce la facevano a vincere. Nessuna lotta alle persone, quindi, ma a chi non vuole rispettare le regole.

Unknown ha detto...

@nicolangelo
Lungi da me farmi fuorviare però, da cittadino, vorrei capire se le parole di FrancescoPaolo D'Adamo, che è persona stimabile, meritano un seguito. Non ho motivo di dubitare di lui e di quello che ha affermato e credo se la verità è quella che ha descritto allora siamo di fronte ad una cosa gravissima. Mi pare che lui abbia detto che c'è qualcuno "che ha le carte in regola". Quindi se è così come egli sostiene, caro nicolangelo, la questione non è, come tu dici, "lotta a chi non vuole rispettare le regole". Approfondiamo e confrontiamoci per cortesia.

nicolangelo ha detto...

Signor Scivul: Il signore di cui parla Francescopaolo, "aveva" le carte in regola perchè nella concessione regionale era prevista la recinzione, ma quella concessione è scaduta e la NUOVA CONCESSIONE non prevede alcuna recinzione perciò ha perso la causa al TAR.
Ora è chiaro?

Ciccosan ha detto...

A me basterebbe capire chi vuole che cosa.
Leggo in giro che alla marina ci sono 49 concessioni pluriennali e 24 stagionali. Bei numeri!
Che 3 concessioni pluriennali hanno le recinzioni autorizzate da qualche anno (dal 2002) e che nonostante abbiano avuto il rinnovo a condizione che le adeguassero, le hanno mantenute.

Leggo da intervento della D.ssa Suriani:

"Una richiesta sollecitata della popolazione e concretizzata con un impegno della maggioranza" – afferma l’assessore Anna Suriani spiegando che "il piano del demanio regionale, recepito
dal piano di Vasto, non prevede la sanatoria per le recinzioni." Una prima riunione tra balneatori ed amministratori si è tenuta nel febbraio 2007 dove, ancor prima di iniziare il braccio di ferro, è stato sollevato il problema delle recinzioni e dei liberi accessi al mare. «Era una occasione - spiega la Suriani - per cercare una soluzione che fosse frutto di una mediazione e non, invece, di un atto di forza». Nello specifico però, dalla parte degli imprenditori, è stato concretizzato poco o nulla. Tre mesi dopo, infatti, è partita la lettera ai balneatori invitandoli alla rimozione delle recinzioni. "Ma, ad attivarsi – ci spiega la dott.ssa Suriani - sono stati soltanto lo stabilimento ‘Zio Fiore’ e l’hotel Europa". Un numero sicuramente inferiore rispetto alle diverse concessioni balneari le cui reti perimetrali presentano profili di illegittimità. Vi sono, invece, altri stabilimenti le cui recinzioni erano state regolarmente autorizzate nel 2002 e presenti nel titolo concessorio: inattaccabili, quindi, dagli uffici comunali. «In quest’ultima categoria - spiega l’Assessore Suriani - rientrano ‘Mimì’ di Molino e i due stabilimenti di Sallese, ‘La Bussola’ e ‘Lido del Sole’».

Le concessioni, prosegue la Suriani, sono state rinnovate il 12/2007 "...apportando una parziale modifica al titolo concessorio: è stato posto il divieto anche a loro, quindi, di mantenere, posizionare/realizzare recinzioni in forza del nuovo Piano del Demanio Marittimo».

Se ho ben capito, questi imprenditori non si sono adeguati e hanno puntato i piedi.
E tutti gli altri, eccetto quei due buoni, cosa hanno fatto? Si sono nel frattempo adeguati o pure loro fanno gli indiani?

Cosa significa adeguarsi al piano del demanio marittimo? Mettere un nastro rosso, delle canne, una rete da pesca, siepi di lauro, un muretto a secco, filo spinato? O addirittura non mettere niente?

nicolangelo ha detto...

Mi fa piacere che qualcuno vuole ragionare....documenti alla mano.
1. E' Chiaro a questo punto perchè l'intervento del comune abbia seguito una scansione temporale diversa quasi per ogni stabilimento: Non erano identici gli atti concessori e non erano in scadenza alla stessa data.
2. man mano che le concessione scadevano , venivano rinnovate con la precisa clausola di divieto alle recinzioni.
2. chi non si è adeguato subito ha conosciuto la ruspe. Chi ha fatto ricorso al TAR ha ritardato di fatto l'iter amministrativo.
3. ci sono dei concessionari che non hanno recintato e chi ha tolto spontaneamente le recinzioni abusive.
4. tutte le cause amministrative sono state vinte dal comune per la semplice ragione che il vecchio (adesso è stato modificato dall' emendamento Tagliente)piano regionale del demanio escludeva la possibilità di fare recinzioni.
5. adeguarsi al Piano Demaniale significa non recingere. Punto.

Unknown ha detto...

@nicolangelo
Visto che si ragiona documenti alla mano, vedo la possibilità di comprendere meglio, al di là delle chiacchere sensazionalistiche delle conferenze stampe estive.
Ricapitolando, ci sono differenti posizioni tra i concessionari: coloro che(sembra siano la maggior parte) non avevano l'autorizzazione delle recinzioni anche prima dell'approvazione del PDMR del 2004 e che quindi erano abusive; coloro che (e sembra siano due Mimì e La Bussola) avevano le recinzioni autorizzate prima dell'avvento del Piano Demaniale. Giusto? Ora nulla da dire sui primi: se erano abusive prima del Piano, lo erano anche dopo l'avvento dello stesso e si giustificava l'ordine di rimozione nei loro confronti. Ma che dire in relazione ai secondi? Qui si dice che avevano le autorizzazione prima della approvazione delle norme del Piano Demaniale, norme che hanno successivamente vietato ciò che era stato preventivamente già realizzato in forza di autorizzazione?! è giusto o sto dimenticando qualcosa?

nicolangelo ha detto...

Perfetto!

Unknown ha detto...

Finalmente un pò di chiarezza! Quindi che succede con i secondi, cioè con coloro che avevano le autorizzazioni prima dell'avvento del PDMR?

nicolangelo ha detto...

Se non ci fosse stato l'emendamento Tagliente, avrebbero dovuto abbattere le recinzioni che, con la nuova concessione, erano diventate abusive,

Ciccosan ha detto...

I concessionari "resistenti" hanno avuto il rinnovo del contratto di concessione il 31/12/2007 (dice la Suriani) con la condizionale di rimuovere le recinzioni.
Le recinzioni non sono state rimosse e i concessionari hanno fatto ricorso al TAR.
Più o meno dovrebbe essere andata così.
Ora, non per fare commenti a tutti i costi, ma non vi sembra che vi sia stata una piccola ingenuità da parte dell'amministrazione?
Non si poteva dire: ecco qui c'è il contratto di rinnovo, ora caro concessionario, vai alla marina togli le recinzioni e poi torna qui che firmiamo? Se non li togli, non firmiamo, e se non firmiamo entro 7 giorni la concessione va a qualcun altro.
C'è anche un aspetto contrattualistico in questa vicenda, se le cose sono andate come dice la Suriani.
Firmare un contratto con il pensiero di non rispettarlo subito dopo, è una condizione di "malafede" che inficia la sua validità, a prescindere (come direbbe Totò).
In altre parole, si deve supporre che una delle parti sia stata ingannata dall'altra.

nicolangelo ha detto...

BENE! INDIVINA CHI HA INGANNATO CHI?

Unknown ha detto...

Non credo sia una questione di inganni: per i concessionari con la recinzione autorizzata(due di essi, secondo quel che si è detto in questo blog)c'è stato evidentemente un rinnovo con parziale modifica del titolo escludendo la recinzione, rinnovo impugnato al tar e quindi ancora sub iudice; per i concessionari non in possesso della autorizzazione per la recinzione(la maggior parte di essi, sempre stando a quel che ho letto in questo blog)non c'è stato nessun rinnovo con modifica perchè evidentemente la recinzione non era presente ab origine nel titolo.

Ciccosan ha detto...

Scivul, mi risponda in sincerità.
Mettiamo che lei sia il mio padrone di casa e alla scadenza del contratto d'affitto mi aggiunge la clausola di sgombero del sottotetto, io le firmo il contratto obbligandomi quindi a sgomberare.
Poi, appena esco da casa sua, vado dal mio avvocato e gli faccio preparare un ricorso al TAR contro quella clausola affinchè io sia sciolto dall'obbligo.
Come giudica il mio comportamentonei nei suoi confronti? Leale o non leale?

nicolangelo ha detto...

"Quae cum ita sint"....punto e a capo: chi aveva le recinzioni continuerà ad averle e chi non le aveva o le aveva abbattute, oggi può costruirle.
Il famoso emendamento, per restare.....in lingua, "cui prodest?"

Unknown ha detto...

@ciccosan
Qui il problema non è chi firma il contratto e cosa fa dopo averlo firmato perchè nel caso nostro siamo di fronte a concessioni non a contratti.
Il punto è un altro: qui ho letto che c'erano alcuni concessionari autorizzati. Mi chiedo allora perchè sono stati invitati alla rimozione. Evidentemente c'è qualcosa che non torna se chi prima autorizza la recinzione poi ne ordina la rimozione.