
Don Cesare Michelangelo d’Avalos e il diploma del 1704 di Leopoldo I
Nato a Vasto il 15 gennaio 1667, da Diego e Francesca Carafa, figlia di Girolamo principe della Roccella, Cesare Michelangelo d’Avalos viene ricordato soprattutto per la cerimonia di collazione del Toson d’Oro al Connestabile Fabrizio Colonna, che avvenne nella nostra città il 23 ottobre 1723.
Morto il padre nel 1697, all’età di 30 anni divenne Marchese del Vasto. Acceso sostenitore di casa d’Austria, Don Cesare Michelangelo nel 1704 divenne principe del Sacro Romano Impero grazie al Diploma conferitogli dall’imperatore Leopoldo I. L’interessant
e documento, tradotto dal latino da D. Agrippino Boccia, è stato stampato a Napoli nel settembre del 1707 e raccoglie tutti i privilegi concessi all’VIII Marchese del Vasto.
“Il presente Diploma”, si legge nella dedica del traduttore al Reverendo Padre D.Andrea Tisba, della Congregazione dell’Oratorio di Napoli, “con cui la Cesarea Maestà di Leopoldo Primo ha specificati gli meriti gloriosi dell’Altezza Principale del Vasto, trasportai nella favella Italiana, affinché con pari consolazione godesse ognuno de’ tanti onori, come ha saputo mostrar giubbilo nel sentirla singolarizzata”.
Il documento è importante anche perché contiene l’elenco completo di tutti i titoli del Marchese del Vasto, ma che omettiamo per brevità e per non annoiarvi troppo e ci concentriamo sui privilegi da lui ottenuti.
Diritto di batter moneta: ...avemo benignamente dato, conceduto, e dispensato all’istessa Altezza, i suoi Figli, Eredi, Discendenti, e Successori legittimi infinutum, la libertà, e potestà di fabbricare, ed ergere un luogo per batter moneta in qualche parte della Giurisdizione loro più commoda, ed opportuna, e di fare, ed imprimere moneta d’oro, e d’argento, della miglior qualità però, da una parte coll’impronto dell’Aquila nostra Imperiale, e dall’altra colle insegne dell’Arme di Sua Altezza, e descendenti di quella, e segnata coll’iscrizione del proprio nome, e cognome, che sia buona però, sincera, e giusta, che non sia adulterata...
Potestà di creare Cavalieri, Nobili di Ordine Cavalleresco, e d’istituire un nuovo Ordine di Cavalieri: ...sia data la potestà, e facoltà non solamente in nome nostro fare, costituire, e creare ogni anno sei Soldati, o Cavalieri, e farli degni del grado Cavaleresco, e conforme è costume adornarli, conferendoli le insegne militari..., inoltre ...che possa istituire, e stabilire a suo arbitrio un nuovo ordine Cavaleresco... con piena potestà do portar penne, insegne, e collane d’oro, e tenere il luogo, e la preminenza dell’Ordine Cavaleresco... e di fare altri atti Cavalereschi in ogni luogo, ed abbiano tutte le ragioni, privilegj, esenzioni, immunità, e prerogative... ma, naturalmente, dovranno essere sempre fedeli all’Imperatore ed ai suoi successori.
Autorità di innalzare forche e amministrare la giustizia nelle cose criminali: ...acciocché si puniscono i delitti, e si provegga alla comune salute, ed autorità... avemo benignamente conceduto... piena facoltà, d’istituir Tribunale, di metter forche, e scale infami, e per lo arbitrio, e comodità de’ luoghi di costituire, ed eleggere uno, o più Giudici, e Prefetti, e di sostituire persone necessarie per quelli, e di esercitare giurisdizione criminale... ed ivi per questi formar querele, procedere giudizialmente, conoscere, e proferir sentenza, ed eseguirla di tutte, e qualsivogliano cause civili, e criminali, come contrabanni, delitti maleficj, eccessi (non accettuato affatto alcuno) o sieno merci, e beni ivi appartenenti, debiti, pene, punizioni, relegazioni dalla patria, pene corporali anche di vita, e morte... Bisogna emettere giuste leggi, salutare costituzioni e statuti, nel pieno rispetto della legge comune e quelle imperiali.
Viene concessa facoltà di poter pescare e cacciare, di porre dazi, gabelle e nuove tasse, di poter istituire fiere annuali e mercati settimanali, di poter aprire osterie e taverne con la possibilità di vendere vini e cibi, e di fabbricare molini.
Lino Spadaccini
Nato a Vasto il 15 gennaio 1667, da Diego e Francesca Carafa, figlia di Girolamo principe della Roccella, Cesare Michelangelo d’Avalos viene ricordato soprattutto per la cerimonia di collazione del Toson d’Oro al Connestabile Fabrizio Colonna, che avvenne nella nostra città il 23 ottobre 1723.
Morto il padre nel 1697, all’età di 30 anni divenne Marchese del Vasto. Acceso sostenitore di casa d’Austria, Don Cesare Michelangelo nel 1704 divenne principe del Sacro Romano Impero grazie al Diploma conferitogli dall’imperatore Leopoldo I. L’interessant
e documento, tradotto dal latino da D. Agrippino Boccia, è stato stampato a Napoli nel settembre del 1707 e raccoglie tutti i privilegi concessi all’VIII Marchese del Vasto.“Il presente Diploma”, si legge nella dedica del traduttore al Reverendo Padre D.Andrea Tisba, della Congregazione dell’Oratorio di Napoli, “con cui la Cesarea Maestà di Leopoldo Primo ha specificati gli meriti gloriosi dell’Altezza Principale del Vasto, trasportai nella favella Italiana, affinché con pari consolazione godesse ognuno de’ tanti onori, come ha saputo mostrar giubbilo nel sentirla singolarizzata”.
Il documento è importante anche perché contiene l’elenco completo di tutti i titoli del Marchese del Vasto, ma che omettiamo per brevità e per non annoiarvi troppo e ci concentriamo sui privilegi da lui ottenuti.
Diritto di batter moneta: ...avemo benignamente dato, conceduto, e dispensato all’istessa Altezza, i suoi Figli, Eredi, Discendenti, e Successori legittimi infinutum, la libertà, e potestà di fabbricare, ed ergere un luogo per batter moneta in qualche parte della Giurisdizione loro più commoda, ed opportuna, e di fare, ed imprimere moneta d’oro, e d’argento, della miglior qualità però, da una parte coll’impronto dell’Aquila nostra Imperiale, e dall’altra colle insegne dell’Arme di Sua Altezza, e descendenti di quella, e segnata coll’iscrizione del proprio nome, e cognome, che sia buona però, sincera, e giusta, che non sia adulterata...
Potestà di creare Cavalieri, Nobili di Ordine Cavalleresco, e d’istituire un nuovo Ordine di Cavalieri: ...sia data la potestà, e facoltà non solamente in nome nostro fare, costituire, e creare ogni anno sei Soldati, o Cavalieri, e farli degni del grado Cavaleresco, e conforme è costume adornarli, conferendoli le insegne militari..., inoltre ...che possa istituire, e stabilire a suo arbitrio un nuovo ordine Cavaleresco... con piena potestà do portar penne, insegne, e collane d’oro, e tenere il luogo, e la preminenza dell’Ordine Cavaleresco... e di fare altri atti Cavalereschi in ogni luogo, ed abbiano tutte le ragioni, privilegj, esenzioni, immunità, e prerogative... ma, naturalmente, dovranno essere sempre fedeli all’Imperatore ed ai suoi successori.
Autorità di innalzare forche e amministrare la giustizia nelle cose criminali: ...acciocché si puniscono i delitti, e si provegga alla comune salute, ed autorità... avemo benignamente conceduto... piena facoltà, d’istituir Tribunale, di metter forche, e scale infami, e per lo arbitrio, e comodità de’ luoghi di costituire, ed eleggere uno, o più Giudici, e Prefetti, e di sostituire persone necessarie per quelli, e di esercitare giurisdizione criminale... ed ivi per questi formar querele, procedere giudizialmente, conoscere, e proferir sentenza, ed eseguirla di tutte, e qualsivogliano cause civili, e criminali, come contrabanni, delitti maleficj, eccessi (non accettuato affatto alcuno) o sieno merci, e beni ivi appartenenti, debiti, pene, punizioni, relegazioni dalla patria, pene corporali anche di vita, e morte... Bisogna emettere giuste leggi, salutare costituzioni e statuti, nel pieno rispetto della legge comune e quelle imperiali.
Viene concessa facoltà di poter pescare e cacciare, di porre dazi, gabelle e nuove tasse, di poter istituire fiere annuali e mercati settimanali, di poter aprire osterie e taverne con la possibilità di vendere vini e cibi, e di fabbricare molini.
Lino Spadaccini
1 commento:
Grazie per il Ricordo.
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