mercoledì 28 aprile 2010

Si amplia il dibattito sul film Agorà

Da Nicolangelo D'Adamo riceviamo e pubblichiamo
IPAZIA d’ALESSANDRIA
Chi era costei? A farcela riscoprire ha provveduto il regista Alejandro Amenabar con il film “Agorà”, film che ha aperto, il 22 aprile u.s., il Festival della Scienza promosso dal Liceo Scientifico “Mattioli”.
Ipazia è stata una figura atipica di scienziata (ha inventato l’astrolabio), cultrice di matematica e filosofia (nella migliore tradizione pansofica greca), pagana, vissuta tra il quarto ed il quinto secolo, assassinata, nel 415, con bestiale ferocia dai chierici “parabolani” guidati dal vescovo cristiano Cirillo, poi diventato Santo. Il film ricostruisce con abbondanza di particolari quella non edificante pagina di storia denunciando a quali aberrazioni può spingere il fanatismo religioso. E di episodi analoghi se ne possono citare a iosa nel corso dei secoli. Episodi di fanatismo religioso, ma anche di fanatismo politico (anche l’”ostracismo” praticato nella civilissima Grecia aristotelica era una forma di fanatismo). I tantissimi episodi di fanatismo islamico consumati oggi nei paesi mediorientali stanno lì a ricordarci che la “mala pianta” non è stata abbattuta.
Proporre perciò alla visione dei giovani un film che ricostruisce una drammatica storia di fanatismo religioso è un modo per esorcizzarlo, per ammonirci, per stimolarci alla vigilanza.
E invece pare che non sia così! Sono prontamente apparsi articoli critici (l’avevo ampiamente previsto) che condannano il tentativo di utilizzare quella storia in funzione anticristiana e cattolica, una ennesima “riproposizione dello scontro tra fede e scienza”.
Ma signori miei, un Papa, Giovanni Paolo II, ha chiesto perdono al mondo per gli eccessi del fanatismo cristiano! E’ storicamente esistito quel bieco fanatismo: non ha senso tacerlo o sottostimarlo! Parliamone, invece, anche per affermare che quella stagione è finita e abbiamo fatto i conti con il nostro passato.
Parlare di quella drammatica stagione non toglie nulla alla storia della Redenzione, alla grandezza degli insegnamenti evangelici, soprattutto al kèrigma della fede cristiana.
Quegli errori, perché errori furono, vanno letti nel loro contesto e non tolgono e non aggiungono alcunché, per chi ha fede, al messaggio della Salvezza!
Nicolangelo D'Adamo

4 commenti:

maria ha detto...

Indubbiamente, però non essendoci nessuno scritto, nessun pentimento da parte del Vescovo Cirillo, che tra l'altro è anche stato Santificato... Direi che di certo non si può e non serve nascondere ciò che è stato ed è tuttora il fanatismo religioso, ma forse magari... Si potrebbe anche porre un duro e forte rimedio, se pur inutile per tutti coloro che ne sono stati vittime di tale fanatismo, e pur analizzando il contesto in cui tutto questo è avvenuto, togliere quel Santo dalla lista dei santi...(visto che sono comunque gli uomini, seppur di Chiesa a dedicere chi debba e chi non debba esserlo) Credo e sono certa che ogni persona in punto di morte può, potrebbe avere una conversione nei confronti del credo cattolico, o altri credo, e pentimento vero e sincero per ciò che ha commesso, ma di certo non tutti vengono nominati Santi... Per cui....

Volevo aggiungere che prima del film, è uscito un libro, molto prima del film, di Adriano Petta dal titolo "Ipazia"
http://www.youtube.com/watch?v=ObcMm_FXxtc

Ciccosan ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ciccosan ha detto...

nn

Ciccosan ha detto...

Io non credo che un film, ma nemmeno 10, cambi la storia. Tutti quei film definiti di denuncia, con registi impancati in affollate conferenze stampa, hanno portato solo soldi ai produttori.
Denunciare ostracismi all'uscita di un libro o di un film, qualche volta è operazione di marketing astuto.
Però, se si è liberi di sembrare ingenue colombelle, non si deve pretendere che lo siano anche tutti gli altri.
Se vuoi fare un'opera di conoscenza delle persecuzioni ed eccidi in nome di una religione o un'ideologia, hai un'infinita scelta. A parte scegliere il festival giusto, ma in ogni caso selezioni un numero adeguato di film, protagoniste le diverse religioni persecutrici e perseguitate e alla fine tiri le somme.
Ma se al Festival della Scienza (già festival e scienza sembrano due termini poco affini)invece di un film su Newton, o Leonardo, o Pascal vai a prendere proprio quello, magari convinto che da quello si deducano "intelligentemente" e autonomamente tutte le altre forme di persecuzione, bhè... bisogna accettare qualche sospetto.
Bisogna pure dire che non è che i registi poi scelgano a caso; essi fiutano l'aria e il momento. Aggiungi che il regista è spagnolo, della Spagna di Zapatero, quello dei matrimoni gay, quella delle protesta dei vescovi, ecc. ecc., qualche altro sospetto pure viene. No?
Se alla fine scende in campo pure Odifreddi allora i sospetti si rafforzano, perchè certamente non si sarebbe scomodato per un film sull'eccidio di 800 cristiani operato dai turchi a Otranto nel 1480. Ma nemmeno ci sarebbe stato il film, e di sicuro l'avrebbero visto al festival della scienza.
Per rimanere in tema di persecuzioni ad opera dei cristiani sui musulmani, protagonista una altrettanto donna avvenente, suggerisco alla prossima edizione "Flavia, la monaca musulmana" del 1974, protagonista una splendida Florinda Bolkan. Musiche di Nicola Piovani, quello dell'oscar delle musiche de "La vita è bella" di Benigni.