giovedì 29 aprile 2010

Scuola: "la notizia la trovo molto triste"

riceviamo e pubblichiamo

LA MAGISTRATURA E LA SCUOLA

E’ di ieri la notizia che un docente di Scuola Media è stato sospeso dalla magistratura che gli contesta una lunga serie di reati, persino l’abitudine di dormire in classe anziché insegnare.
Qualcuno dirà: “giustizia è fatta!”. Non mi associo e la notizia la trovo molto triste per il futuro della scuola pubblica in Italia. Certo se la magistratura ha fatto delle verifiche e degli accertamenti e ha concluso che quei reati sono stati effettivamente consumati, ha fatto bene ad intervenire. Ma mi chiedo: quale futuro ha una Istituzione Pubblica che invece di autoriformarsi e coltivare al proprio interno gli anticorpi per combattere abusi ed inadempienze, aspetta le denunce dei genitori e delega al giudice ogni decisione? E’ facile rispondere e nella risposta c’è anche la spiegazione del successo (mediatico) delle accuse lanciate dal Ministro della Funzione Pubblica. Non ho difficoltà ad ammettere che dobbiamo essere tutti più onesti politicamente e con coraggio denunciare talune forme di garantismo sindacale che oggi non consentono alle istituzioni pubbliche di autotutelarsi intervenendo tempestivamente a seguito di circostanziate denunce degli utenti. Risparmio ai lettori l’illustrazione dell’attuale percorso amministrativo (lungo, impervio e complesso) che è stato pensato per arrivare alla sanzione di un pubblico dipendente; quel percorso è spesso anche fonte di interminabili contenziosi che alla fine rendono inefficace qualsiasi intervento e scoraggiano ogni iniziativa.
Purtroppo la scuola italiana ha ottenuto l’autonomia didattica ed amministrativa da un decennio, ma lo stato giuridico del personale è fermo ancora ai Decreti Delegati del 1974.
Nicolangelo D'Adamo

6 commenti:

Ciccosan ha detto...

Certo che fare un ragionamento senza dare un pestone alla parte avversa, proprio non ci si riesce! Transeat.
Io ho fatto elementari, medie e superiori (ITIS) a Vasto.
Alle medie, preside Tilli, compagno di classe Gianni Oliva, la prof.sa Cannito mi rimandò in matematica perchè ero stato insolente in una risposta.
Saputo questo, la buonanima mi portò al suo cospetto e mi fece chiedere scusa.
Passo subito all'ITIS, cioè già quindicenne che fuma e si fa la barba.
Nonostante la disponiilità e la familiarità di molti insegnanti (il Preside Vincenzo Russo, Fernando Fiore, Eduardo Suriani, ad altri), al loro ingresso ci si alzava in piedi e posso assicurare che nessuno di noi ha mai mancato di rispetto ad alcuni di loro, nè ha dipinto con le bombolette i muri del cortile.
Perchè? Perchè a casa avevamo genitori che all'occorrenza ci prendevano a sberle; avendo rispetto dei genitori, ci veniva spontaneo averlo anche nei confronti delle istituzioni.
Ho fatto l'esame di Stato come andassi alla Cresima; mi hanno comprato un vestito nuovo, terital blu, a Monti in corso Nuova Italia.
Perchè? Perchè fare l'esame di Stato era considerato un evento importanto da tutta la famiglia.
La scuola non è fatta di insegnanti e bidelli; è fatta anche di genitori e figli.
Quando diversi anni dopo, in altra città, andai all'ITIS di mio figlio per incontrare un insegnate, entrai in un edificio che mi sembrò un centro sociale.
Quelle che mi sembravano depositi di banchi e sedie, in verità erano aule; e quello in blu jeans e maglietta a righe cui chiesi dove potessi trovare il prof di informatica, era proprio il prof di informatica e mi tornò in mente il prof Fernando Fiore con le sue camicie stirate di fresco e la spider rossa.
Mi resi conto con terrore che quello stato di cose era anche colpa mia.
Genitori che pensano che il loro dovere sia finito portando lo stipendio a casa, mentre dovremmo preoccuparci tutti i giorni di quello che succede ai nostri ragazzi.

maria ha detto...

Anche a me, insegnarono i miei genitori ad avere rispetto per la figura dell'insegnate..
Purtroppo me lo insegnarono con modo di dire... Loro sono laureati, loro decidono il tuo futuro...Quindi qualsiasi cosa ti dicono, hanno ragione loro!
Non ho mai raccontato le offese avute in classe dagli insegnanti, ai miei genitori intendo, mai raccontato nemmeno le offese che avevo dagli altri miei compagni di classe, grazie anche alle offese che ricevevo in classe dagli insegnati. Non l'ho mai raccontato in quanto pensavo, ero certa che i miei genitori mi avrebbero dato o detto il resto!
Mi chiedo se molti insegnanti questa cosa la sanno e la capiscono...
Quindi non si limitano più di tanto, anzi alcuni diranno pure che erano a fin di bene e di certo mai fuori luogo.
In tal caso, credo sia facile prendersela con chi sai che non si ribellerà mai, tanto, se ci prova il ragazzo/a Avrà la peggio ed i genitori sono troppo rispettosi per farlo...
Mi è capitato anche di notare che con chi sapevano che avrebbero discusso non solo il voto, ma anche il come ci si rivolgeva quotidianamente, alcune volte, in quanto è capitato e capita, addirittura come si guardassero quotidianamente i propri figli, erano sempre attenti fino allo stress... chissà se la sindrome di barnaud, nasce anche da queste situazioni... Poi magari si Comicia a dire che è colpa del sistema scolastico, che hanno le mani legate, che non possono fare nulla e tante altre storie....
La cosa che più mi stupisce in queste, questa storia è, sta nel fatto che quando di massa si aggredisce un insegnante, solitamente questi, o è un insegnante di una disciplina non predominante, oppure è un insegnante che non ha altri ruoli, altri interessi al di la dell'insegnamento...
Mi chiedo come mai difficilmente emergono queste cose o si imputano queste cose ad un insegnante di lingua italiana, matematica, o altre discipline prevalenti, oppure che professino anche in politica, in campi sociali ecc. Forse sono tutti bravissimi insegnanti, di certo sarà così, o forse alcune volte, i genitori stessi sanno che poi magari ci perderano in altro... e come Abramo pensano che magari possono sacrificare almeno un po' i loro figli... (sono domande che mi pongo non affermazioni) Il tutto ovviamente parte dalla mia esperienza scolastica, quella poca che sono riuscita a maturare...
Se questi ragazzi, davvero sono stati emotivamente lesi, (indipendetemente da ogni cosa) credo sia doveroso che vengano seguiti immediatamente da qualcuno di competenza, onde evitare, in alcuni casi ripercussioni sulla loro autostima!

Alessandro ha detto...

Il problema è il sistema di reclutamento. Ha ragione la Gelmini, bisogna eliminare le graduatorie che premiano l'anzianità e introdurre la chiamata diretta da parte dei presidi. Bisogna cioè passare dal sistema quantitativo al sistema qualitativo. Attualmente un insegnante che non ha voglia di lavorare, se ha più anni di insegnamento, scavalca nelle graduatorie insegnanti più giovani, motivati e preparati.
Purtroppo il sistema attuale può favorire la neghittosità e l'incapacità di alcuni insegnanti.

maria ha detto...

Chiedo scusa Alessandro, ma dentro quel calderone delle graduatorie permanebti, c'è anche gente che nell'anzianità di servizio ha dato l'anima nel lavoro e c'è gente che ha procreato figli al solo scopo di avere quel punti in più... C'è gente che ha pagato fior di soldini per avere qualifiche riconosciute ma che potevano essere prese solo nel privato (una ingiustizia per chi non poteva spendere) con costi assurdi... C'è davvero di tutto... Pur volendo lasciare il compito ai Presidi o Dirigenti, quali sarebbero i canoni di assunzione in un luogo come l'Italia o come il nostro territorio... Non credo che un pezzo di carta denominata laurea o master o cosa, visto che molti degli insegnanti di cui parli in negativo, questa laurea la hanno comunque... e magari anche corsi di aggiornamento ecc. sia la soluzione o la risposta ad una chiamata diretta Chi nomineresti come Tutor o come comitato per esaminare le capacità di un insegnante...
A mio avviso l'autonomia scolastica non fa altro che soffocare le scuole ed i territori più poveri.
La scuola pubblica deve essere pubblica, un ragazzo di crotone o dove, deve avere le stesse identiche opportunità di apprendimento di un ragazzo di Trieste o di Bologna... Ed un ragazzo che abita in zone di paese idem a quello di citta, possono cambiare gli studi e gli approfondimenti del proprio territorio, ma non devono cambiare le opportunità... Un piccolo paese non avrà mai le opportunità economiche di una grande città.
E sarebbe bello se non vi fossero discriminazioni almeno all'interno della scuola!
Sono favorevole ad una divisa universale per la scuola pubblica, che vari solo in base all'età, al grado ed all'indirizzo scolastico, non in basa agli aventi economici della scuola... L'autonomia scolastica e la chiamata diretta senza una graduatoria in un paese come l'Italia, a mio avviso, ne aumenta, l'autonomia ne ha aumentato solo la rovina ma non ha dato soluzioni concrete ed eque per ogni studente di ogni ordine e grado.

Ciccosan ha detto...

Maria, un'idea che molto spesso funziona.
Contratti a termine, 3 o 5 anni, con valutazione risultati rispetto ad obiettivi assegnati.
Tra gli strumenti di valutazione, un questionario semetrale tra genitori e studenti.
Se l'insegnante si è guadagnata la fiducia ed ha ottenuto buoni risultati, il contratto si rinnova, altrimenti avanti un altro.
Non è uno strumento infallibile, ma una parte di asini riesci a mandarli via.
La carriera di insegnante è uno sbocco alla disoccupazione, una camera di decompressione in attesa di qualche altra migliore opportunità.
Per cui la vivi svogliatamente, tanto prima o poi speri di andartene eppoi non sono problemi tuoi ma di qualcun'altro.
Io ho colloqui con giovani che cercano lavoro; tecnici essenzialmente.
Se non mi metto le mani nei capelli è perchè me ne sono rimasti pochi.
Non sto parlando dei massimi teoremi, sto dicendo di scrivere una lettera, di preparare una relazione. Talvolta sembrano sms.
Includo anche i laureati e, mi duole dirlo, ci sono differenze nette tra questa e quella facoltà. Alcuni ne hanno cambiate 3 fino a trovare quella dove sono riusciti a passare.

Alessandro ha detto...

La carriera dell'insegnante non è affatto uno sbocco alla disoccupazione. E' un nobile professione non adeguatamente valorizzato dallo Stato. Solo per alcuni, ci tengo a sottolineare solo per alcuni, è sì uno sbocco alla disoccupazione.
E' vero nelle graduatorie permanenti c'è tanta gente capace e che ha capitalizzato in termini di professionalità la propria esperienza. Ma è altrettanto vero che non sempre gli anni di insegnamento sono sinonimo di qualità ed è scandaloso che giovani preparati e capaci debbano essere scavalcati nelle graduatorie da docenti che hanno solo più punteggio, quindi più anni d'insegnamento, e basta. Lasciamo perdere poi i master in cui il punteggio si compra con i soldi...stendiamo un velo pietoso.
Quali sono i canoni di assunzione? All'inglese. Colloquio conoscitivo, lezioni di prova alla presenza del dirigente, il periodo di prova dopo l'assunzione e le cosiddette "lessons observation" . Con un continuo monitoraggio il lavoro del docente è non solo valutato, ma anche valorizzato. Una scuola dove c'è un dirigente che sa dirigere e un corpo docenti adeguato non ha sicuramente carenza di iscrizioni, diversamente da scuole con "ipertutelati" al loro interno.
Non basta una laurea per essere un buon insegnante.
I tutor che devono seguire gli insegnanti con meno esperienza vanno scelti dal dirigente tra i docenti più anziani di acclarata professionalità.