Negli anni ‘30 per consultare gli archivi c’era una vera e propria tariffa.
“Considerato che nel locale Museo civico esiste una importante biblioteca di codici, manoscritti, documenti e pubblicazioni di età antichissima”, si legge in una delibera del febbraio del 1932, “considerato che detti documenti vengono consultati non soltanto dagli studiosi ma anche da persone che hanno necessità, per privati interessi…; ritenuto, pertanto che sia utile e necessario di istituire, a beneficio del museo, una tassa d’archivio a carico di coloro che hanno interesse di consultare i documenti per fini estranei a quelli della cultura…”, il podestà delibera le tariffe di L.5.00 ogni ora per la sola consultazione, L.10.00 in caso
di presa di appunti, L.1.00 per le copie di documenti, fino ad un massimo di dieci pagine, e L.0.60 per ogni copia in più alle prime dieci.
Lino Spadaccini
“Considerato che nel locale Museo civico esiste una importante biblioteca di codici, manoscritti, documenti e pubblicazioni di età antichissima”, si legge in una delibera del febbraio del 1932, “considerato che detti documenti vengono consultati non soltanto dagli studiosi ma anche da persone che hanno necessità, per privati interessi…; ritenuto, pertanto che sia utile e necessario di istituire, a beneficio del museo, una tassa d’archivio a carico di coloro che hanno interesse di consultare i documenti per fini estranei a quelli della cultura…”, il podestà delibera le tariffe di L.5.00 ogni ora per la sola consultazione, L.10.00 in caso
Lino Spadaccini
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