Per chi suona la campana
di Nicolò Fabrizio
In settimana ho avuto la possibilità di passare una serata a Roma e, devo dire, è stata un’ esperienza che mi ha segnato. Spiego: sarebbe scontato dire che la nostra capitale sia la città più bella del mondo( è universalmente riconosciuta come tale), definirla caput mundi come facevano i Latini, parlare di quella atmosfera unica che la contraddistingue, di quel “profumo” di grandezza e di gloria che la inebria e di quella strana sensazione che ci assale passando per i luoghi che hanno segnato e segnano tutt’ ora la nostra storia. Ci si sente piccoli, ma orgogliosi di essere italiani e di vivere in una terra meravigliosa come la nostra. Questo non vuole essere un reportage turistico. Vedete però, passare per Montecitorio, per Palazzo Madama, salire al Colle( le nostre sedi istituzionali, simboli della nostra politica ) ed accostare questi luoghi all’ attuale classe dirigente è davvero sconfortante. Quante volte questi luoghi, templi della politica nel vero senso della parola(non quello finto), sono stati disonorati, soprattutto negli ultimi dieci anni, con vicende che definire non adatte al contesto istituzionale sarebbe riduttivo?Ormai parlare dei nostri rappresentanti in Parlamento senza fare riferimento all’ ormai famosa “questione morale” non è più possibile. Eppure etica,moralità,cultura, dovrebbero essere requisiti a-priori di un politico! A meno che non si estremizzi il pensiero di Machiavelli e non si provi troppa simpatia per personaggi come Trimalchione(uno dei protagonisti del Satyricon di Petronio), passioni letterarie che sembrano riguardare da vicino gli attuali politici… I suddetti luoghi, in quanto simbolo della nostra identità, del nostro essere italiani, dovrebbero servire per ricordare loro cosa sono lì a fare: rappresentare dignitosamente il nostro paese, agendo nel bene della comunità, FACENDO POLITICA, mettendo al primo posto i cittadini, non gli interessi personali. Del resto, lo stipendio medio di un parlamentare è di circa tredicimila euro mensili e non sembra di chiedere troppo quando vorremmo che si lavorasse per il bene di chi li paga: NOI CITTADINI. Parlare di un piano economico anti-crisi è un po’ avventato se prima non vi riducete gli stipendi. Non pensate? No, voi approvate l’ indulto( destra e sinistra) senza puntare alle migliaia di infrastrutture inutilizzate che potrebbero essere riconvertite in carceri, non modificate il sistema giudiziario salva-criminali attualmente vigente e, se cercate di farlo, non siete mai d’ accordo, perdendo di vista l’ importanza capitale di questo problema per la nostra società civile. I buoni esempi non mancano tuttavia: prendete Obama, guardate cosa sta cercando di fare con la riforma della sanità negli U.S.A. , vuole dare l’ opportunità di curarsi a tutti i cittadini americani che hanno vissuto da sempre con l’ angoscia di un’ assicurazione da pagare , vuole in poche parole FARE POLITICA, lasciando un segno indelebile nel corso della storia. Cosa avete da dire in merito? Toglietevi il cappello, lanciatelo in aria e gridate:«Chapeau!» Con la speranza(vana), che impariate dagli U.S.A. e che suoni la campana anche per voi…
6 commenti:
Bel articolo, ma c'è da dire che gli U.S.A. stanno adottando una nostra misura sanitaria che molti italiani, non solo politici, volevano all'americana, dimenticandosi che pur nella sua efficacia non era per tutti... Come comunque eravano anche noi, in linea di massima, quando c'era ancora l'inam, e solo chi lavorava poteva essere seguito, con la sua famiglia dalla sanità... Diversamente si pagava... Anche se non l'ira di Dio come succede o succedeva negli Stati Uniti.
Solo una curiosità: ma che vuol dire "Chapeau"
ho solo compreso che è una esclamazione, ma non il significato, e lo vedo scritto spesso...
e lo so maria, il francese si studiava una volta e ormai non più. Cappello, significa cappello e nel caso intende un gesto, quello di "levarsi il cappello", inchinarsi, riconoscere il merito... Scusa la lezione, non prendere ...cappello (che in questo caso altro vuol dire).
Ho approfittato per sottollineare ancora una volta l'importanza di sapere il significato delle parole, soprattutto quando si scrive..., anche sul web.
Come lo Chapeau! la mia non vuole essere un'esclamazione, ma una semplice considerazione e constatazione.
E non l'ho (questa volta) con te!
Per quel che riguarda Obama e la sua Riforma: direi che meritatamente sta cercando di metterci una pezza su un disagio sociale che loro (non noi), in America, quella dei Diritti dell'Uono, quella di un non a caso cristianesimo protestante, orientato al profitto, avevano e hanno. Direi che c'è poco da invidiarli. Sia nel prima che oggi.
Marino, accetto volentieri la tua "lezione" e grazie.
Onestamente la leggevo ma non avevo pensato al francese che non ho studiato, pur essendone stata a contatto con questa lingua molto dolce tramite i miei genitori che emigrarono in Svizzera a suo tempo... Ma come spesso accade o è accaduto, si conosceva un po della lingua ma non la si sapeva scrivere o leggere...
Ora ne ho sentito anche la pronuncia tramite il traduttore di google...
Grazie.
Spesso, chiedere per avere appunto, voglia di apprendere, o semplicemente di sapere, quando a rispondere non c'è presunzione o giudizio o peggio pregiudizio, direi che è stupendo il web con tutto quello che ne può venire fuori, che alcune volte è bello.
Mi rivolgo al giovane Nicolò Fabrizio, cui do il Benvenuto (per quel che possa contare la mia parola) fra quanti hanno voglia e sanno esprimere, con proprietà e chiara cultura, anche se ancora un tantino ma inevitabilmente scolastica, le proprie convinzioni ideologiche e morali. A mio avviso, sulla base di quei due o tre interventi pubblicati nei Media vastesi, rappresenta un’autentica e confortante rivelazione nel panorama politico vastese, dopo il caso di Marco Di Michele Marisi (ancora poco più che ventenne), altro esempio d’impegno politico-partitico a tempo pieno e a tutto campo. Dico “politico” proprio nel giusto valore che al termine lui stesso sembra voler dare, ovvero riferito alla polis (città e cittadini), a prescindere da quale scelta voglia fare in termini partitici e poi elettorali.
Conforta leggere e sapere che anche nella sua generazione, quella che sta formandosi e maturando ancora, nella vita e nello studio, ci sia chi possa trovare nobile (suo bisogno personale) il dedicarsi e con energia ed entusiasmo alla politica, all’adoperarsi per gli altri. Non perchè si è “missionari”, ma perchè questo è, deve ...o dovrebbe, essere “politica” o “fare politica”, sia pure in un ambito soprattutto amministrativo com’è nella gestione di un Comune o di un altro ente territoriale. Se questa nobile esigenza è presente in un giovane (credo liceale), qual è Nicolò, fa ben sperare per il futuro, soprattutto in tempi in cui generalmente chi ha selto o sceglie la politica lo fa o per passatempo o per fini e con mezzi tutt’altro che raccomandevoli. Una realtà di cui farà anche lui conoscenza ed esperienza, e, per quanto la troverà assurda intellettualmente e sgradita nei fatti, forse potra servirgli a evitare troppo facili e inutili ‘moralismi’ del tipo “piuttosto... riducetevi lo stipendio”, poichè – comunque – non è quello che serve e non è lì il male della Nazione. In tale senso – sempre se posso, e per quanto sia ammissibile dirlo ad un assai giovane – gli consiglierei una maggiore prudenza nel dire e una qualche riflessione in più. Mentre per la scelta del “da che parte stare” o del “dove” o “con chi” “mettersi” (inevitabilmente e anzi necessariamente) gli direi di guardarsi bene prima intorno, affinchè abbia a individuare la sostanza dei mezzi della politica, non quelli della ...rappresentazione, a volte fatua quanto per qualche colore o parola suggestiva e invitante. Serve a richiamare spettatori, ma resta - certo, a mio avviso - pur sempre "una commedia" (proprio nel significato che ha dalle nostre parti)
"Un uomo non è completo se dopo aver pensato alla famiglia e al suo lavoro non si occupa della cosa pubblica" è scritto nel blog di un candidato Sindaco nella campagna elettorale che ho promosso e con convinzione partecipato ...in altra parte che non è Vasto.
In questa esigenza etica e civile insieme, Nicolò pare voler anticipare i tempi: vuole votarsi alla politica già prima di “lavoro e famiglia”. E’ notevole, ma perchè no? Sono sicuro: saprà far bene in ogni campo. Questo almeno è il mio sincero augurio, e complimenti, tanto per cominciare! - Pino Pollutri
E' un articolo ben scritto e sottoscrivo le affermazioni secondo le quali la questione morale è un problema prioritario. Penso però che l'articolo sia viziato da una semplificazione di matrice "populistico-antipolitica": da una parte sono posti i politici considerati come il marciume della nostra società, dall'altra sono posti i cittadini. Spero di sbagliare, ma io penso invece che questa classe politica sia l'espressione di un' Italia non ancora matura sul piano culturale e democratico. Quindi sono contrario a considerare il cittadino vittima del sistema, purtroppo ne è parte integrante nel bene e nel male.
Ringrazio per i commenti grazie ai quali si può aprire un dialogo che come diceva Socrate aiuta sempre a "partorire la verità". Pino ( buon sangue non mente) ti ringrazio per i consigli legati alla scrittura, si imparano con il farle certe cose e spero che la mia penna maturi presto così da raggiungere livelli più alti. Per quanto riguarda la critica agli stipendi mi trovi d' accordo sul fatto che non sono lì i problemi della Nazione ma, vedi, penso che incominciando a dare il buon esempio,riducendosi gli stipendi come non utilizzare per forza le auto blu(pagate e comprate sempre da noi) possa servire alla classe dirigente per risvegliare quel senso di partecipazione politica nella collettività che soprattutto in noi giovani sembra ormai spento. Per quanto riguarda invece la matrice populistica anti-politica attribuita all' articolo non sono per niente d' accordo: io non sono felice di chi mi rappresenta(destra e sinistra) e questo non vuolo dire affatto eessere anti-politico! Anzi, sono un ottimista convinto! Cosa scriverei a fare altrimenti? Per far sì che le cose cambino oppure per constatare semplicemente un degrado collettivo? Le due cose sono in un rapporto causa-effetto . La cultura in Italia c'è. Il fatto è un altro: è che ormai,a mio avviso, per i colti in politica non c'è più spazio. Sono scomodi, vanno più di moda gli Azzeccacarbugli. Ma è riduttivo utilizzare il termine colti, in Italia, come nel mondo, abbiamo bisogno di UOMINI che sappiano pensare e mettere il loro cervello e le loro energie al servizio della comunità. Solo così sarà possibile uscire dalla crisi che ci sta investendo, solo così potremo tornare a vivere e far vivere la Politica. Nicolò Fabrizio
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