sabato 20 febbraio 2010

150 anni fa nasceva il poeta Luigi Anelli




di LINO SPADACCINI

Oggi 20 febbraio ricorre il 150° dalla nascita del poeta, giornalista e storico vastese Luigi Anelli.

Una data significativa che poteva anche essere ricordata con un convegno o con un semplice incontro pubblico dove ricordare e approfondire la figura di questo straordinario vastese, ma ultimamente questa prerogativa sembra sia riservata solo a Gabriele Rossetti e alla sua famiglia.

Dopo essermi soffermato già in precedenza sulle tappe fondamentali della sua vita, questa volta volevo parlarvi brevemente della raccolta di poesie Fujj’ ammëšche (foglie di verdure miste). La prima edizione, pubblicata per i tipi Anelli & Manzitti, risale al 1892 e contiene alcune poesie che ormai sono diventate dei classici del vernacolo vastese. Un vernacolo sicuramente più genuino è reale dove ritroviamo la vera parlatura vastese. Oggi alcuni termini sono ormai completamente spariti nel linguaggio comune ed anche nelle diverse pubblicazioni che ci vengono proposte in questi anni: il linguaggio attualmente in uso è decisamente più “ripulito”, con il vantaggio di avere una parlatura più scorrevole, leggibile ed anche comprensibile, ma che si discosta piuttosto nettamente dalla vera parlatura “uastareule”.

Nella successiva edizione del 1940, quattro anni prima della morte, Luigi Anelli aggiunse alla raccolta diverse composizioni, ma più che poesie rappresentano vere e proprie “macchiette”, con dialoghi tratte da scene di vita quotidiana.

In quest’occasione vi propongo una composizione dal titolo Lu tuléfene, scritta nel 1939, quando a Vasto cominciavano a comparire i primi telefoni:

  • Don Zalvatò, donn’ Àngele ‘n gi štà?
  • Ê rijut’ ala case pruprie mê’.
  • Mbè’ mànnele a chiamà’, ca m’à da dà’ lu zolfe p’amminà’ ala vëgna sê.
  • Mo ‘i telèfene: Ndrin.
  • Pronde!
  • Papà, è minute lu socce Bartlummé’ ca vo’ lu zolfe.
  • Sci? Fall’aspittà’.
  • Li sì’ ‘ndaise? Occh’aspitte, ca mo vé’.
  • Lu sugnurë, m’acchiappe pi’ bardassce? alu sacche niscîune mi ci mätte: a mä ‘u fa’ fässe? Ji t’àjje vište a nassce. So’ cafone, ‘gnurande, scì, va bbune: ma ca pette šta dendr’ a ‘ssa casciätte,accùndele a štu pare di c…azzune!

Per altre notizie su Luigi Anelli potete cliccare su questo link

http://noivastesi.blogspot.com/2009/12/personaggi-vastesi-il-mitico-luigi.html


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