
27/01/2010
Il giorno della memoria
Corona commemorativa a Vasto Marina
COMUNICATO STAMPA
Oggetto: giorno della memoria
“Io non dimentico”: questa frase campeggia nella iscrizione marmorea posta nel 2007 a Vasto Marina a ricordo imperituro della presenza anche nella nostra Città di traccia delle deportazioni di perseguitati politici e razziali. Questa mattina il Sindaco facente funzioni Vincenzo Sputore, con una delegazione della Giunta e del Consiglio, ha deposto a Vasto Marina, nei pressi del Palazzo Marchesani, eletto ormai luogo vastese delle memoria, una corona commemorativa per rimarcare, ancora una volta, l’immane sacrificio che il genere umano ha dovuto sopportare. In questa chiave l’Amministrazione Comunale ha patrocinato e partecipato attivamente a tutte le iniziative che scuole ed associazioni hanno sviluppato su tale importante tema.
Vasto, 27 gennaio 2010
L’Ufficio Stampa
COMUNICATO STAMPA
Oggetto: giorno della memoria
“Io non dimentico”: questa frase campeggia nella iscrizione marmorea posta nel 2007 a Vasto Marina a ricordo imperituro della presenza anche nella nostra Città di traccia delle deportazioni di perseguitati politici e razziali. Questa mattina il Sindaco facente funzioni Vincenzo Sputore, con una delegazione della Giunta e del Consiglio, ha deposto a Vasto Marina, nei pressi del Palazzo Marchesani, eletto ormai luogo vastese delle memoria, una corona commemorativa per rimarcare, ancora una volta, l’immane sacrificio che il genere umano ha dovuto sopportare. In questa chiave l’Amministrazione Comunale ha patrocinato e partecipato attivamente a tutte le iniziative che scuole ed associazioni hanno sviluppato su tale importante tema.
Vasto, 27 gennaio 2010
L’Ufficio Stampa
12 commenti:
ancora una volta, forse, ...tutto fa brodo. Che c'entra Vasto Marina e quelli confinati dal regime fascista dalle nostre parti con ....
..."il "Giorno della Memoria": in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"?
Insomma, V.M.: una nostra seppur piccola Auschwitz-Birkenau!?
Per piacere...!
A cosa può arrivare la retorica della politica, anzi asservire la storia (il buon senso, la decenza intellettuale ecc.) ai propri interessi di parte!!!
Come che c'entra? L'internamento destinato a persone poco gradite al regime è una pratica di discriminazione riservata a chi è considerato diverso e per questo disumanizzato. E' il principio perverso che domina i totalitarismi e che ha determinato le persecuzioni e tra queste Aushwitz.
Purtroppo anche nella passata Istonio l'intolleranza, la stessa che porterà tanti nei campi di concentramento, ha avuto luogo e la memoria riguarda anche un campo minore come quello di V.M.
Non prendere in considerazione quello che accadde anche a Vasto, fa parte di quel processo di rimozione che alimenta ed ha alimentato l'indifferenza di tanti che oggi, come allora, si volgono dall'altra parte preferendo non vedere.
Certo! E si dovrebbe inviare una speciale delegazione a Cuba, dove tuttora ci sono imprigionati oppositori politici, o in Cina, o in Corea. Per la storia, lo stesso dovrebbe fare Putin, ricordando con sdegno ai suoi connazionali gli eccidi del totalitarismo stalinista, gli Australiani per quando discriminavano gli aborigeni o i meticci, e gli Inglesi di quando imperavano in India. E i Francesi in Africa, e gli Spagnoli in sudamerica. E perchè non gli yankee per quel po' po' di casini che facevano con i neri? Insomma un po' tutti hanno qualche scheletro in cantina in tema di discriminazione ideologica o fisica. Ma allora perchè parliamo quasi esclusivamente dei poveri Ebrei? Non meriterebbero anche tutti gli altri una memoria in questo stesso giorno? Io dico di si.
1)Ho specificato negli articoli successivi che "campo di concentramento" è il termine usato dalla burocrazia fascista. Sarebbe forse più appropriato parlare di campo di "internamento".
2)Cosa c'entra Istonio Marina? Parecchi di quelli che stavano in Abruzzo sono Morti nei Lager, uno di questi Raffaello Giolli,il critico d'arte che ha fatto conoscere Picasso in Italia, stava a Vasto.
3.La legge istitutiva della giornata della Memoria parla anche di quelli che hanno sofferto per le leggi razziali (parecchi ebrei stavano a Vasto):
La legge n. 211 del 20 luglio 2000 ha istituito in Italia il "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, che all'art. 1 recita testualmente: "La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".
nicola
Difficile spiegare a ...chi non ha capito già, come sempre.
Un conto è un'inaccettabile coercizione alla libertà personale degli oppositori al regime (che qualcuno fosse 'ebreo' - ah questo razzismo al contrario - era del sutto incidentale), altro è quello di cui ancora stupefatti ci interroghiamo: lo sterminio di uomini (definito "popolo ebreo" proprio per razzismo) da parte di altri uomini...
Nom mi pare, a leggere anche quello che hanno lasciato scritto alcuni "internati" a Istonio Marina, che qui ci fosse un lager, nè che ivi siano stati sottoposti a sevizie e a torture...
Forse qualche differenza c'è.
Omologare il tutto, come ha inteso fare chi sta al potere a Vasto oggi (mi riesce difficile definire uno Sputore esponente della sinistra!), ditelo voi se è vergognoso o solamente ridicolo. O forse un po' troppo provinciale... Come vi pare.
Ma che superficialità! Che qualcuno fosse ebreo è un fatto incidentale? O forse si dimenticano le leggi razziali e l'ideologia che le ha prodotte? Il campo di Istonio è stato uno dei frutti perversi della ideologia totalitaria, la stessa ideologia che ha permesso i campi di sterminio e che va capita a fondo per evitare che si ripresenti nel futuro. Capire a fondo non vuol dire considerare i vari aspetti come irrelati fra loro, ma scoprire qual è il filo conduttore che li lega. Le misure coercitive e lo sterminio sono due facce della stessa medaglia. Il totalitarismo esprime un assoluto e tutto ciò che è fuori da questo assoluto va annientato, ergo il campo di Istonio va a buon diritto considerato come un'aberrazione, conseguenza di un'ideologia totalitaria.
...difficile spiegare, difficile capire, ...se non hai capito già.
Questo "alessandro" ha capito poco o nulla della particolare efferatezza e nequizia (passatemi i termini, ma sono quelli che occorrono) che ha rappresentato la Shoah (verso tutti gli umani che per i nazisti non erano o fossero Ariani)... Diversamente, come dice Cicco, troppe e varie sono le "shoah" del mondo di cui poco o niente diciamo.
Piuttosto, io allora direi altre due o tre cose:
- far passare il luogo Marina d'Istonio come campo di concentramento e di sterminio (di ebrei ed oppositori politici al regime fascista), in certo modo lo ritengo ingiustamente offensivo per Vasto, per quella d'allora e per quella di oggi (... tutti in gran parte della 'razza' di quelli di ieri;
- stranamente nulla si dice del perchè del Campo di concentramento alla nostra Marina, di quali personaggi vastesi del regime si resero fautori o complici di tale ...shoah nostrana;
- inviterei lo storico di casa (Spadaccini) a dirci qualcosa su ciò che fu lo sviluppo urbano e non solo del Vasto nel Ventennio. totalitario...
Difficile capire quando chi spiega in realtà non spiega, ma mette al primo posto il gusto della polemica fine a se stessa!
Nessuno vuole far passare il campo di internamento di Vasto come se fosse Auschwitz. Dico solo che la radice ideologica di queste nefandezze è la stessa. Per questa ragione ritengo giusto, durante il giorno della memoria, che si ricordi anche quello che è accaduto a Vasto.
E' giusto anche per una ragione storica. Il campo d'internamento a Vasto è stato conseguenza di quel fascismo, affine al nazismo, che ha voluto le leggi razziali e ha perseguitato i suoi oppositori. Non solo, ma il campo di internamento a Vasto è stato un primo stadio verso la deportazione nei campi di sterminio.
Questo non toglie un'allargamento della riflessione a tutte le manifestazioni di intolleranza di ogni tempo.
non c'è speranza: sei un politichese. Clap clap. Chiudo.
Niente politichese, solo sostanza. E dove ci sono contenuti ha posto anche la speranza. Diversamente da dove c'è chiusura.......
(Parte I) - La strumentalizzazione, per me inutile, di questa parte della storia vastese è indirettamente testimoniata proprio da quello che il solerte Nicola D’Adamo ha riscritto ripresentando la vicenda.
Ho letto con interesse quanto scritto da Nicola e sono stato a visitare il sito di Costantino Di Sante.
Ho scoperto che come “campo di concentramento” quello di Vasto Marina (ma anche gli altri in Abruzzo) è alquanto singolare se paragonato a quanto mio padre ci raccontava dei suoi 2 anni in un vero campo di concentramento in Germania.
In questi campi era prescritta una dotazione individuale di suppellettili, tra cui letto comodino sedia attaccapanni materasso cuscino coperte lenzuola bicchiere catino ecc.
Il vitto era assicurato mediante convenzioni con trattorie locali e famiglie private. Era previsto anche un medico di sorveglianza e le guardie non erano kapò o arcigni vopos ma gli stessi Carabinieri Reali, famosi proprio per le “crudeltà” umane.
C’era un sussidio governativo sia per il “prigioniero” che per l’eventuale famiglia a carico.
Tutto questo in pieno periodo bellico quando, mia nonna e mia madre narravano che se trovavano qualche patata e foglia di cavolfiore era una festa.
Le condizioni igieniche erano precarie; quelle si, ma vorrei vedere quelle dei soldati al fronte.
In questo “terribile” campo di concentramento le persone “concentrate” escono per andare in trattoria. Hanno la famiglia al seguito. Conversano con gli abitanti nelle biblioteche locali. Organizzano partite di calcio e talvolta vanno al cinema.
Sono recluse in edifici di civile abitazione che per loro destinazione certamente non avranno avuto nè inferriate alle finestre, né porte blindate, né umidi sotterranei per le torture.
Si può anche minimamente associare un luogo del genere a Dachau?
Suvvia! Un minimo di decenza.
Dal sito www.lager.it per i campi di concentramento italiani traggo questo stralcio:
La vigilanza è in genere affidata ai Carabinieri della locale Stazione, che installano un posto fisso di guardia all’interno del Campo o nelle immediate vicinanze. Talvolta, vi sono anche Poliziotti, che svolgono in genere funzioni amministrative.
Con un apposito Regolamento è disciplinata l’attività degli internati e i loro diritti e doveri. Possono svolgere alcuni lavori, conformi al loro rango, ricevendo un equo compenso, determinato dal Ministero dell’Interno. Devono essere trattati con umanità e devono essere protetti contro ogni offesa o violenza e non possono essere destinati in località esposte al fuoco nemico (vicino al Fronte di guerra) o insalubri.
Hanno diritto alla libertà di religione e di culto e conservano gli effetti e gli oggetti di uso personale. Normalmente, di giorno, possono circolare nei dintorni del Campo e nel Paese vicino, ma non possono interessarsi di argomenti politici o militari.
Le spese per il loro mantenimento sono a carico dello Stato, salva rivalsa sui loro beni o sul compenso da essi percepito per il loro lavoro. Se il Campo non ha la mensa,mangiano presso trattorie pagando con il sussidio del Ministero dell’Interno.
(Parte II) - Non possono spedire o ricevere corrispondenza postale o telegrafica o pacchi se non tramite l’Autorità di P. S. che ha la vigilanza su di loro. Non possono detenere titoli, gioielli ed oggetti di valore, che devono essere depositati in cassette di sicurezza presso una Banca, e neppure somme di denaro superiori ai bisogni ordinari,che devono essere depositate presso una Banca locale o l’Ufficio postale, con un libretto intestato, dal quale però possono ritirarle liberamente.
All’assistenza sanitaria provvede il Medico Condotto o l’Ufficiale Sanitario del Comune. In caso di necessità e per le visite specialistiche, sono accompagnati dai Carabinieri in ospedale o in città.
Le condizioni igieniche dei Campi sono spesso precarie per il sovraffollamento e per la mancanza di acqua corrente e di adeguati locali adibiti a bagno. Le condizioni di vita degli internati sono in genere accettabili solo per i sudditi nemici che ricevono dalla Croce Rossa Internazionale (CRI) pacchi con generi di conforto, comprese le sigarette .
Ora dire che Vasto, e in questo modo coinvolgendo la comunità cittadina, per la sua villa Marchesani si sia resa complice dei crimini nazisti adeguandosi alla sua ferocia, mi sembra oggettivamente esagerato.
Non mi meraviglierebbe invece che da un’indagine più accurata, scaturissero episodi di amicizia e solidarietà tra gli “internati” e la popolazione locale.
Da Vasto non è partito alcun treno con vagoni sigillati con destinazione i lager di sterminio. Le vicende personali di alcuni internati nel periodo successivo alla detenzione nella nostra città, per quanto dolorosa, non hanno alcuna connessione con quella permanenza, al contrario di quanto farebbe pensare quella frase sulla targa “Per alcuni internati questo fu l’ultimo luogo di residenza noto”. E devo ancora scoprire quanti internati a Vasto lo furono solo perchè ebrei, come quella stella di Davide farebbe pensare.
Se fosse vera l’equazione Vasto = Dachau, e francamente sorprende come stia tanto a cuore a taluni, allora il comandante della compagnia di liberazione che per primo arrivò alla marina avrebbe dovuto far sfilare l’intera cittadinanza all’interno della villa Marchesani affinchè non potessero un giorno dire “noi vastesi non sapevamo niente”.
Per fortuna quegli "orrori" oggi ce li ricorda una bella targa.
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