sabato 16 gennaio 2010

Cava sottomarina a Punta Penna: imbarazzo nel centrodestra?

UNA PAROLA D’ORDINE: RIPASCIMENTO

di Nicolangelo D'Adamo

Usano un termine desueto e neppure censito dal vocabolario “Oli-Devoto” (e nemmeno dal Sabatini-Coletti, ndr): Ripascimento (da “pascere”, pascolare) per indicare il trasporto di sabbia sottomarina da Punta Penna (a 150 metri dal molo di ponente) a Casalbordino, ridicolizzano quelli che si oppongono perché lo farebbero per mere ragioni ideologiche, non esistono per loro ragioni ambientali e scientifiche che consiglierebbero maggiore cautela in una operazione ad altissimo rischio, specie se effettuata sottocosta e accettano con una totale acquiescenza passiva il diktat dell’assessore regionale Mauro Febbo (per disciplina di coalizione o per farsi perdonare qualcosa?). Ma cosa sta succedendo al centrodestra vastese?, agli alfieri della vastesità? La mobilitazione dell’opinione pubblica continua ma ho il triste presentimento che non basteranno gli articoli dei giornali e la raccolta delle firme.

E allora insieme alla richiesta di massima mobilitazione delle associazioni, partiti, sindacati ecc. è giunto il momento di chiedere l’intervento della magistratura, come già è accaduto in passato e chi ha buona memoria se lo ricorderà, intanto per sospendere qualsiasi azione immediata ed insediare una commissione di tecnici per individuare un’altra area di scavo, se proprio necessaria, comunque distante dalla riserva e tecniche opportune per proteggere la fauna e la flora marina.

6 commenti:

giusfra ha detto...

E alla fine venne a dirci il defensor del centroesinistra di quanto sia insano e dannoso il ripascimento, della sabbia, visto che nulla il Devoto, e tutti gli altri dizionari da Lui, uomo di cultura parolaia, consultati alla bisogna, dicono e illustrano. Caso mai, lui dice, è il caso di "pascolare". Ma a me, permettendola la Commissione tecnica evocata, ...per confermare (guarda un po' quel che lui e tutti gli altri sanno) basterebbe pensare che a ...pascere le pecore, sulla spiaggia o su un prato, ci vada lui e tutti i mobilitati a proteggere la fauna e la flora marina, e pure quella bentonica!
Come al solito: - sicuramente è dannosa -lo si denunci alla magistratura - si nomini una commissione - e, ...soprattutto, andate a prelevarla da un altra parte. Gli Ambientalisti dell'Altrove!

Alessandro ha detto...

Non penso che questo ennesimo sconvolgimento ambientale imbarazzi il centro destra. Magari lo imbarazzasse, sarebbe già una presa di coscienza. Purtroppo non possiamo aspettarci imbarazzo da chi in pochi anni ha permesso che Vasto venisse cementificata senza nessun riguardo per il territorio.
In ogni caso sbagliamo tutti a buttarla in politica. Dovremmo invece essere tutti uniti nella difesa del territorio.

Ciccosan ha detto...

Non si trova ripascimento come non si trovano centinaia di altri termini d'ingegneria. Questo appartiene all'ingegneria idraulica marina ed è sufficiente chiederlo ad un qualsiasi motore per venir seppelliti di riferimenti.
L'erosione delle coste è un fenomeno naturale che si sta accentuando su tutte le coste del mondo. Forse non tutti sanno che le spiagge di Miami vengono "ripasciute" ogni anno. E' facile ipotizzare che capiterà anche alle nostre spiaggette e allora vorrei proprio vedere come ci comporteremo. Nel mediterraneo è una tecnica diffusa e dà buoni risultati specialmente se accompagnata da opere stabili di protezione, come frangiflussi a largo. Certo occorre stare attenti a valutare le conseguenze sulle cave, ma non ci sono disastri ecologici nella letteratura consultabile. Tuttalpiù si può sbagliare con la scelta della sabbia. Per la nostra vicenda, anche se non sono un esperto, mi sembra che si tratti di quantità modeste rispetto a ripascimenti sulla costa ligure e pugliese. Ma ci sarà qualcosa che non si butti in politica?

Alessandro ha detto...

Dobbiamo però considerare la specificità della spiaggia di Punta Penna. Quali effetti può avere una cava sulla bellissima spiaggia di Punta Penna? L'esperto chiamato dal comune di Vasto è stato chiaro, gli effetti saranno negativi. Che senso ha rischiare e quasi sicuramente vedere compromessa una delle zone più belle della fascia costiera vastese? Salvare una spiaggia e distruggerne un'altra? Non mi sembra una soluzione degna di questo nome.

giusfra ha detto...

- alessandro mi dici dove posso leggere quel che ha detto l'esperto "chiamato dal Comune"?
- seriamente: possibile che quel che può capire chiunque, non lo capiscono quelli che tecnicamente hanno formulato il progetto?

Un consiglio, se permetti: se è vero che tutto "è" politica (non "la si butta in politica") non farti trarre in inganno dalla 'politica' (o meglio dagli interessi contrapposti dei politici).

Alessandro ha detto...

Se non mi sbaglio ho letto la relazione dell'intervento dell'esperto su questo blog. La sua non era una considerazione campata in aria, ma supportata da diverse considerazioni empiriche.
Ma più in generale su questi interventi nessuna previsione può essere assoluta e esatta. Io sostengo la seguente posizione: possiamo permetterci una cava sottomarina dagli incerti esiti? Potrebbe non avere effetti sulla spiaggia, ma se gli avesse?
Certo che permetto il tuo consiglio e so per esperienza che la politica può essere insidiosa. Ma ti assicuro che le mie considerazioni non sono il frutto di nessuna presa di posizione politica, o peggio partitica, a priori. Sto soltanto difendendo un territorio che mi è caro.