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Il 13 gennaio del 1808 con decreto Reale venivano soppresse le parrocchie di S. Pietro e S.Maria.Per porre fine alle continue liti di preminenza delle due storiche chiese vastesi, dopo il rapporto del Ministro del culto, Giuseppe Napoleone Re di Napoli e di Sicilia, si vide costretto ad emetteere un decreto per la soppressione delle due principali chiese vastesi, ridotte a semplici “coadiutrici” e l’istituzione di una parrocchia unica, quella di S.Giuseppe.
Il decreto è composto da 16 articoli molto interessanti in quanto ci danno un quadro dettagliato della situazione. La nuova chiesa collegiale doveva essere composta di 22 individui, cioè 4 Dignità con stallo fisso (Arcidiaconato, Cantorato, Tesorierato e Arcipretura), dieci canonici, tra i quali un canonico teologo ed un canonico primicerio, ed otto mansionari. Le insegne delle Dignità, e dei Canonici erano la cappa magna di pelle bianca per l’inverno, mentre di seta cremisi per l’estate, con sottana, calzette e fiocco paonazzo al cappello; nei giorni feriali potevano portare la mozzetta violacea con sottana nera. I mansionari invece portavano la mozzetta rossa.
Il patrimonio della nuova Collegiata di S. Giuseppe era formato di tutti i beni e rendite delle due parrocchie soppresse. Alle due chiese coadiutrici vennero assegnate 2500 anime ciascuna, mentre la restante parte spettava alla parrocchia di S.Giuseppe. La cura delle anime era assegnata all’Arcipretura, quarta dignità del Capitolo.
Tutti i battesimi e i matrimoni dell’intera popolazione vastese venivano celebrati nella chiesa parrocchiale, mentre l’amministrazione dei sacramenti, l’assistenza dei moribondi e l’assistenza spirituale delle anime veniva demandata a ciascuna chiesa o alla parrocchia in base alla suddivisione della popolazione.
La parrocchia era servita dall’Arciprete pro tempore e da due economi curati per ciascuna delle altre due chiese coadiutrici ed infine “La Parrocchia, e le Chiese coadiutrici saranno attualmente governate dagl’individui medesimi de’ due soppressi Capitoli di S. Maria, e di S. Pietro. Tutti i canonici, e Mansionari saranno settimanalmente obbligati a fare in giro da Economi Curati nelle mentovate Chiese, eccettuati soltanto le Dignità, ed i Canonici Teologo, e Primicerio. Un tale stabilimento avrà luogo fino a che il Capitolo della Collegiale di S. Giuseppe non si sarà ridotto al numero prefisso di ventidue individui nel qual tempo si eleggeranno da noi gli Economi Curati, a tenore del precedente articolo”.
Le due parrocchie soppresse furono ripristinate solo il 31 marzo 1915 con bolla arcivescovile di mons. Gennaro Costagliola.
Lino Spadaccini
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