di Lino Spadaccini
Dieci anni fa, il 22 gennaio del 2000, ci lasciava Renato Terpolilli, scrittore, giornalista e soprattutto poeta raffinato. Attento conoscitore delle problematiche locali, ha collaborato con periodici quali Vasto Domani,
La vena poeta è maturata in età abbastanza avanzata. La sua prima raccolta di versi Vele e fantasmi risale al 1984. Come riferisce Vittoriano Esposito, in un articolo dedicato al poeta vastese sulla rivista Oggi e Domani (12/94), “si tratta di una raccolta dagli esiti un po’ discontinui, oscillanti tra richiami classicheggianti e libere modulazioni, di gusto moderno”. Ma alcune liriche, soprattutto quelle legate alla propria terra rimangono nel cuore. Per Villa Nasci, il poeta scriveva “Fra i pini distorti / ti vedo di scorcio, / o vecchia villa Nasci”, per Palazzo d’Avalos, “Maestoso / dal colle robusto / tu guardi / vastità marine, / l’antica nobilità / più non ti blandisce”, e ancora per un omaggio a Londra per Gabriele Rossetti, “Gloria di Roma, o suolo londinese, / dove sbocciarono liberamente / i versi del gran cuore d’un Vastese / inneggianti al riscatto delle genti”.
Incoraggiato dal riscontro positivo di critica e pubblico, Renato Terpolilli ha pubblicato altre cinque raccolte di versi: Anelli d’Acqua (1984), Castelli di Sabbia (1987), Il respiro dell’immenso (1991), Dietro un altro giorno (1993) e Quel che resta (1997), l’opera più matura caratterizzata soprattutto dalla sofferenza intima del poeta per aver perso in un tragico incidente Maria Spina, la sua cara moglie. Scriveva Gianni Oliva nella prefazione: “La linea d’ombra della poesia di Terpolilli, sempre attenta alla profondità delle cose, ad un difficile e complesso scavo verticale, si ispessisce qui come una cortina insuperabile governando un’amara condizione esistenziale. Gli stessi paesaggi della città d’origine una volta anche solari e ridenti, ora sono immobili, cristallizzati, come quelli di un paese fuori dal tempo dominato dall’angoscia e della disperazione, da un incanto inquietante”.
Oltre ai tanti premi letterari, Renato Terpolilli ha vinto il trofeo della Cultura Histonium, alla carriera, nel 1994 il Premio Nazionale Histonium e nel 1998 il Premio San Michele con la seguente motivazione: “Poeta di grande spiritualità e di grandi sentimenti umanitari, onora la tradizione culturale della Città del Vasto”.
Voglio chiudere con una stupenda poesia scritta nel 1999, pubblicata dai famigliari dopo la morte del poeta: “Mi scruti Vasto / dagli alti davanzali / con uno sguardo già illanguidito / da un preludio di luna / e dalle stelle dell’Orsa. / Legioni di colline men che aspre / si rincorrono sul tuo proscenio / splendente come una festa. / Mi sferzi col tuo vento / dal profondo dell’infanzia / satura d’echi e di deliri, / pago di te, delle tue rive, / dove il mare parlotta di profumi / e il bronzo della Bagnante / si burla dei pudori. / Mi sei cara anche per la tua accidia / ancor più per le rondini che sfiorano / deliranti i tuoi colmignoli. / Sono fiero di te e dei nostri avi, / delle tue storie non sempre liete / pur fra tanti crucci per i viventi. / Ma è pur sempre amore / anche se è castigo ad un limìo / d’indicibile smarrimento. / Non chiedermi di più: sai che non potrei. / Mi guardi, ti guardo, tu ed io, / soli, per un amore che non ha quiete, / per un amore d’antichi aneliti / che non accetta commiati.”
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