I problemi del Centro Storico si risolvono su due fronti: su quello del “Recupero Edilizio”, e su quello della “Rivitalizzazione”.
Sul primo aspetto il Piano di Recupero presentato dal Prof. Pierluigi Cervellati sicuramente darà i suoi frutti e in futuro avremo una città più armonica a livello estetico. Ma sul piano della “Rivitalizzazione”, vale a dire “ridare la vita” al Centro Storico, quel Piano fa acqua da tutte le parti.
In una ventina di righe si dice che “per rivitalizzare una città storica è necessario che cessi l’emorragia dei suoi abitanti”.; che “le condizioni per riportare abitanti sono molteplici. Dal rendere attrattivo ai giovani venire ad abitare in centro, all’incremento del flusso turistico non solo nei mesi estivi”. E poi Cervellati continua dicendo che “ci sono scelte politiche e scelte per così dire “tecniche” o tecnico-culturali che debbono coinvolgere la cittadinanza. Quella politica riguarda un nuovo e specifico interesse per la parte storica della città, tentando di recuperare il disinteresse finora manifestato nei confronti di quest’area”. “Occorre localizzare risorse pubbliche e private. Occorre fare investimenti, produrre nuovi alloggi, recuperando i sedimi di case vecchie e abbandonate, influendo sull’assegnazione degli alloggi recuperati. Innescare un virtuoso processo di recupero pubblico e privato”. Tutto qui.
Al professor Cervellati ed al suo team ripropongo sempre la stessa domanda: noi non dobbiamo inventare l’acqua calda. Essendo un problema comune a centinaia e centinaia di altre cittadine italiane, noi a Vasto vogliamo fare le stesse cose fatte in altri posti dove i progetti di Rivitalizzazione del Centro Storico sono riusciti. Ma non vogliamo enunciazioni teoriche e vaghe, ma “lista della spesa”, con tanto di interventi, precisi e facilmente realizzabili.
NICOLA D’ADAMO
Consigliere Comunale Uniti per Vasto
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