
Funivia, proposta indecente
commento di Antonino Spinnato Verdi Vasto
Mi corre l’obbligo di complimentarmi con l’Assessore ai Lavori Pubblici Corrado Sabatini, per l’ardita opera di Ingegneria che è riuscito a far inserire nel piano triennale delle opere pubbliche. Mi riferisco al progetto di Teleferica Vasto-Vasto Marina. Vorrei rammentare a lor Signori, Sindaco in testa, che tutto il costone, su cui dovrebbe poggiare la Teleferica, è a grande rischio di dissesto idrogeologico. Si va da via Magnacervo fino e oltre Piazza Marconi. Già questo da solo dovrebbe essere sufficiente a dissuadere un uomo con una capacità media di intelligenza, figuriamoci un intera giunta comunale. Se non ricordo male poi, per la messa in sicurezza di via Tre Segni furono spesi dei bei soldini, tanto per dirne una. Mi interrogavo quindi su dove potesse poggiare la base superiore di quest’opera. A tutt’oggi non l’ho ancora capito. Concordo pienamente, a questo punto, con il Signor Nicola Del Prete, sull’ipotesi che questa sia veramente un'opera fantasiosa; intrigante, ma impraticabile per il nostro territorio. Capisco che l’ansia di buttare cemento qua e là, può aver annebbiato la vista di qualcuno. Ma per questo, basta rivolgersi al proprio oculista di fiducia.
Vasto 13 Ottobre 2009
Mi corre l’obbligo di complimentarmi con l’Assessore ai Lavori Pubblici Corrado Sabatini, per l’ardita opera di Ingegneria che è riuscito a far inserire nel piano triennale delle opere pubbliche. Mi riferisco al progetto di Teleferica Vasto-Vasto Marina. Vorrei rammentare a lor Signori, Sindaco in testa, che tutto il costone, su cui dovrebbe poggiare la Teleferica, è a grande rischio di dissesto idrogeologico. Si va da via Magnacervo fino e oltre Piazza Marconi. Già questo da solo dovrebbe essere sufficiente a dissuadere un uomo con una capacità media di intelligenza, figuriamoci un intera giunta comunale. Se non ricordo male poi, per la messa in sicurezza di via Tre Segni furono spesi dei bei soldini, tanto per dirne una. Mi interrogavo quindi su dove potesse poggiare la base superiore di quest’opera. A tutt’oggi non l’ho ancora capito. Concordo pienamente, a questo punto, con il Signor Nicola Del Prete, sull’ipotesi che questa sia veramente un'opera fantasiosa; intrigante, ma impraticabile per il nostro territorio. Capisco che l’ansia di buttare cemento qua e là, può aver annebbiato la vista di qualcuno. Ma per questo, basta rivolgersi al proprio oculista di fiducia.
Vasto 13 Ottobre 2009
Verdi Vasto -Antonino Spinnato
3 commenti:
DALL'ARCH. FRANCESCOPAOLO D'ADAMO RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SEGUENTE COMMENTO:
La teleferica e l’ex Vicesindaco
Penso che a nessuno sfugga il ricordo di una scena di “Miseria e Nobiltà” magistralmente interpretata da Totò e Enzo Turco nella versione cinematografica. La scena è quella della lista della spesa da fare, col ricavato del deposito al banco dei pegni, di un cappotto di Pasquale il fotografo.
Dopo il mio articolo, ironico, sull’idea della funivia tra Vasto e la Marina, è intervenuto, tra gli altri e alla sua maniera, Nicola Del Prete. Mi dispiace che l’ex Vicesindaco, non abbia colto l’attimo.
La demagogia è un’arma che, se usata con sapienza, da sicuramente i suoi frutti, altrimenti annulla chi la usa. L’ex assessore ai LL PP avrebbe dovuto affondare il colpo sul piano triennale, si, proprio lui, da poco allontanato da quell’ambito di competenza e quindi cosciente delle possibilità e delle risorse (non solo economiche) che questa Città attualmente possiede.
La “lista della spesa”, come definita dal buon Nicola, così come quella di Don Pasquale, si può immaginare ma non scrivere, se non si hanno le idee ben chiare. Una volta messo nero su bianco, infatti, si deve spiegare ai cittadini il perché, il quando, il come, e con quali risorse si realizzerà ciò che è stato scritto. Si deve spiegare ai cittadini quali sono i benefici ed anche le negatività create dalla azione da intraprendere. Insomma un concreto progetto di sviluppo o di soluzione (fattibile) di problematiche. Un impegno certo, finalizzato all’ottenimento del risultato. Le “idee” quando non valutate approfonditamente, dovrebbero rimanere nel cassetto o proposte in altre sedi, che non siano quelle istituzionali. In questo caso non costituirebbero un dispendio di energie, oltre che di denaro, ma, attraverso un dibattito democratico, troverebbero la eventuale e giusta concretizzazione. Quando non si procede in questa maniera, si fa solo mera demagogia e Del Prete lo sa benissimo.
Del Prete, molto abile dialetticamente, dovrebbe usare meglio questa sua dote, per far capire al cittadino il perché di certi comportamenti da parte della “politica”. Non dovrebbe limitarsi a dire “se fai il buono, dopo ti compro il gelato”. Traduco: “ conosco il meccanismo, so dove volete arrivare ma prima, fate quello che si stava progettando quando io ero in carica, così potrò avere anch’io un mio ritorno di immagine. Se poi torneremo amici, ne trarremo vantaggio tutti”.
Nel programma elettorale dell’attuale Sindaco c’erano proposte progettuali che sono state (e rimangono) cassate, a scapito di nuove voci (vedi la teleferica) irrealizzabili, perché?
Le mozzarelle … le spremi … se viene fuori il latte le prendi, se no … desisti.
Arch. Francescopaolo D’Adamo
Se mi posso permettere, da cittadino che gira un po', direi che questa idea è semplicemente ingenua, turisticamente insipida.
Le funivie hanno il principale scopo di superare notevoli dislivelli, altrimenti insuperabili se non con strade altamente invasive; è già questa circostanza non c'è a Vasto.
In secondo luogo, si realizzano in modo da offrire un percorso di forte presa panoramica e appunto per godere di questo piacere, le attuali funivie offrono anche un tempo abbastanza lungo di percorso, dando così modo alle persone di ammirare e riprendere il panorama; anche questo a Vasto non ci sarebbe perchè, tolti i primi 100 metri del percorso superiore (già la partenza ha un panorama di certo migliore rispetto al metro più sotto), subito dopo vedi solo lo scempio edilizio della costa continua.
Per l'aspetto più squisitamente gestionale ed economico, le funivie con scopo panoramico oltre che funzionale al collegamento, devono avere un traffico ed una portata tale da autofinanziarsi, e considerati i costi di manutenzione e di gestione (sistema soggetto a criteri di sicurezza estremamente severi) questo traffico dev'essere abbastanza consistente; e nemmeno questo c'è a Vasto perchè vorrei vedere quante persone sono disposte a pagare un biglietto per scendere con l'ombrellone in spalla alla marina invece di andarsene sotto san Nicola o scendere a piedi in 10 minuti da porta Palazzo.
La maggior parte dei passeggeri, secondo me pochissimi, opterebbero certamente per la sola risalita, perchè se sono a piedi è faticosa e in pieno sole pomeridiano.
Fuori stagione poi dovrebbero chiuderla perchè solo un pazzo ci salirebbe, e così i vastesi si ritroverebbero questa bellezza tecnologica immobile per almeno 10 mesi all'anno.
Non entro in merito degli aspetti realizzativi; intendo delle stazioni di partenza e di arrivo, nonchè dei tralicci intermedi.
Chiunque può farsene un'idea.
finalmente
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