martedì 13 ottobre 2009

Interessante commento di un Vastese "de Roma"

VASTO RISCHIA DI DIVENTARE UNA CITTA' DI VECCHI, SENZA ALCUNA PROSPETTIVA
Dall'amico Enzo La Verghetta, da 40 anni a Roma, responsabile amministrativo in una multinazionale, riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Continuo a leggere un grande fermento sui problemi legati al commercio. Negozi contro supermercati e viceversa, ma non è il mercato/ i prezzi a regolamentare questa disputa? Ma correggimi se sbaglio, non ho mai letto niente relativo ad interventi e/o regolamentazioni per l’artigianato. Non credo che sia la distribuzione a creare la ricchezza al paese, al contrario sempre di più sua filiera viene identificata come la responsabile di costi non giustificati e si tenta a livello nazionale di ridurla, mentre tutti gli economisti parlano sempre con più insistenza della produzione come fonte di ricchezza e l’unica realtà che può creare dei nuovi posti di lavoro e ridurre l’esodo dei nostri giovani vastesi.
Tutte le volte che chiedo un indirizzo di una ditta per un lavoro di muratura , di falegnameria , in ferro o quant’altro, mi viene proposto sempre qualche ditta di San Salvo, Cupello, Monteodorisio o altri paesi limitrofi. Ma i nostri “mastri” non hanno lasciato eredi ? Ma a Vasto pensiamo solo ad aprire nuovi negozi, anche se la sensazione avuta ad agosto è stata di una crescita significativa di cessate attività commerciali e negozi con "Affittasi" e "Vendesi" anche nel Centro Storico.
A proposito del “Centro Storico” un argomento molto gettonato a cui è stato dedicato più di un dibattito sulla sua rivalutazione, ma in che cosa si traduce? Cosa si vuole realizzare? Ripulire le facciate dei palazzi e sistemare strade e aiuole per rendere più gradevole la passeggiata per noi appassionati dello struscio.
Questa è una cosa “nice to have” ma basta solo questo per renderlo attrattivo per il turismo e quindi più utile alla città e i suoi abitanti.
Forse non sarebbe più attrattivo proporre qualcosa di diverso, anche a livello di prodotti, non presente in altri centri . Il turista che vuole comprare qualcosa di tipico non è in vendita nel centro commerciale vicino casa, cosa trova nel Centro Storico ? Purtroppo vede esposti solo marche e prodotti industriali che puoi trovare anche sotto casa e forse a prezzi più appetibili.
Ribadisco che ormai ci si è accorti anche a livello nazionale che occorre tornare al manifatturiero per produrre ricchezza; la vendita al dettaglio, i negozietti, sono e saranno sempre più solo una nicchia che per sopravvivere deve puntare sulla tipicità dei prodotti venduti .
Leggo di delegazioni locali che si recano alle varie fiere nazionali e internazionale per promuovere i prodotti locali, ma passeggiando per il Centro Storico di Vasto non trovo delle rivendite ne individuali ne collettive di questi prodotti, ne esposizioni di piccole realtà artigianali.
Parliamo di una festa tipica vastese. La fiera di San Rocco 2009, c’erano 30 bancarelle? Forse meno forse più, ma la cosa non è rilevante, bene quante erano le bancarelle di artigiani/artisti vastesi ? Io ne ho contata 1 al massimo potevano essere 3, le altre provenivano da Lanciano o altri centri abruzzesi.
Nelle fiere di agosto a Piazza Marconi ho trovato i soliti prodotti cinesi, russi ed etnici che potrei comprare a Porta Portese a minor prezzo.
Questo si riallaccia al discorso dell’artigianato vastese morto e sepolto.
Se poi passiamo ai giovani che si laureano, sono l’orgoglio e la tristezza di noi genitori, nella quasi totalità dei casi, terminata l’università, non rientrano e si stabiliscono spesso nelle città dove ha studiato o in altre città dove trova lavoro, certo non rientrano a Vasto.
Allora mi domando qual è il futuro della città del Vasto ? Cosa si sta facendo per arginare questi fenomeni?
Spero solo di essere smentito e che già ci siano iniziative in tal senso , ma leggendo giornalmente su internet i quotidiani vastesi non ho visto niente in merito, mi è sfuggito qualcosa.?
Auspico che il comune dopo aver riparato la rete idrica ed eliminato i vergognosi turni da terzo mondo, incominci a predisporre delle iniziative per aiutare i giovani a crearsi un futuro senza dover abbandonare la propria città.
Già più di 20 anni fà in molti comuni, io posso portare la mia testimonianza di una esperienza umbra di allora, hanno iniziato un’attività di formazione e sostegno per i giovani che vogliono iniziare un’attività imprenditoriale; istituendo:
· un concorso per giovani che vogliono aprire un’attività produttiva, dove questi forniscono una relazione del progetto che vogliono realizzare;
· una commissione ad hoc, che accerta la validità del progetto per poi dar luogo al percorso di formazione e supporto , che prevede, generalmente, i seguenti passi:
1. corso di formazione basato su “business administration” , in pratica nozioni fondamentali di economia aziendale, marketing e altre materie affini
2. sportello comunale per assistenza nel disbrigo delle pratiche burocratiche e fiscali per aprire l’attività indirizzando gli interessati e riducendo i tempi burocratici
3. incentivi alle migliori iniziative sia in termini finanziari che logistici vedi i locali a prezzi favorevoli e uno stage presso aziende similari della zona e non
4. monitoring e consulenze durante i primi anni di attività
So di non dire niente di nuovo , ma credo che occorre muoversi e trovare degli strumenti per creare tutti i presupposti logistici e ambientali per ripartire come città e per trattenere i nostri giovani .
Altrimenti andiamo sempre più velocemente verso una città di vecchi senza alcuna prospettiva.

ENZO LA VERGHETTA (Roma)

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