sabato 3 ottobre 2009

Si riaccende il dibattito sul disastro urbanistico: Forte risponde a Tagliente

Ma chi ha provocato il disastro urbanistico di Vasto?
Quel Piano Regolatore voluto da Tagliente grida vendetta

da http://www.piazzarossetti.it/#(445650

di Giuseppe Forte

Il giornale dei “paperi” nell’edizione odierna ha titolato “Il disastro dell’urbanistica sta uccidendo la città”. Leggendo quel titolo sono rimasto molto impressionato e mi sono chiesto: Peppino Tagliente ha finalmente trovato il coraggio di ammettere i suoi errori?. Illusione durata pochi secondi. Infatti, leggendo quell’articolo mi sono reso conto che l’ex sindaco di Vasto, costretto a sedere sui banchi dell’opposizione dal luglio del 2006, ha rivoltato la pizza trasformando le sue responsabilità in quelle di altri. Tagliente rivendica di aver dato un Piano Regolatore alla Città. Ma quale Piano ha “regalato” a Vasto lo sappiamo tutti: una colata enorme di cemento che ha stravolto i connotati dell’antica Histonium mutandone completamente le caratteristiche territoriali e morfologiche. Rivendica la crescita demografica della Città: ma a quale costo per la collettività?Il suo Piano regolatore - i cui originari progettisti sono spariti nella notte dei tempi – ha consentito di costruire case affiancate l’una all’altra violando anche la privacy dei cittadini che, al mattino, in alcune zone si passano il dentifricio per la pulizia dei denti da una finestra all’altra. Il suo Piano Regolatore ha consentito di violentare letteralmente colline come quella di S. Antonio Abate e di Montevecchio con danni al momento non valutabili. Dio non voglia che anche da queste parti accada quello che in questi ultimi giorni è accaduto nella zona del messinese. Sì, perché si è costruito dissennatamente in barba ad ogni regola. Aree ritenute a grave rischio idrogeologico, dio proprietà di qualche “potente” improvvisamente sono diventate edificatorie ed addirittura le imprese venute da Regioni limitrofe non contente del danno arrecato hanno provveduto a realizzare anche sottotetti e piani in più al punto che la Magistratura ed i Carabinieri da mesi sono impegnati nel cercare di fare piena luce su presunti abusi.Il suo Piano Regolatore ha consentito di edificare sulla linea di costa. Un esempio sbalorditivo - passato sotto voce perché gestito “sapientemente” dagli interessati – lo si registra in località “La Canale” dove è stato consentito di realizzare una massa enorme di cemento su una superficie di soli 12 mila metri quadrati. Sono stati davvero bravi nel rovinare un altro angolo suggestivo della nostra costa. Oppure vogliamo ricordare le edificazioni consentite con l’applicazione del famigerato art.72 del PRG, prima applicato in favore di poche imprese ed immediatamente abrogato nel corso della stessa seduta di Consiglio Comunale?E come giudicare la realizzazione di complessi residenziali su strade previste dallo stesso PRG e che ora costringono a rivedere, per esempio, il tracciato del quarto lotto della Circonvallazione Histoniense?Vogliamo ancora parlare delle edificazioni consentite nella zona di via Alborato senza aver prima realizzato le opere di urbanizzazione primaria?Sì, è vero, prima nelle casse del Comune entravano soldi per gli oneri pagati dalle imprese. Ma di grazia, a quale costo per il Comune che si è ritrovato a dover gestire anche i giardini di alcuni complessi residenziali?Mi fermo qui. Potrei ricordare “l’affare del secolo” realizzato sotto la sindacatura di Peppino Tagliente: la svendita dei due edifici scolastici di corso Italia. I vastesi hanno occhi per vedere e per valutare chi effettivamente ha fatto l’affare. Voler ristabilire le regole in un comparto così delicato come quello dell’edilizia è, forse, un reato? Evito di entrare nei giudizi sui tecnici. E’ sempre antipatico farlo. Di certo le tante assunzioni in Comune non sono state fatte dagli attuali amministratori della Città. Giuseppe Forte

1 commento:

Alessandro ha detto...

Sì è vero, quel piano regolatore è un vero e proprio disastro. Ma siamo sicuri che sia l'unico intervento scellerato che ha stravolto i connotati urbani e paesaggistici di Vasto? Purtroppo no. Pensiamo solo al grattacielo Paradiso, al Palazzo municipale e in generale alla periferia di nuova e vecchia costruzione: mancanza di spazi verdi, case ammassate l'una vicinissima all'altra, per non parlare poi dell'aspetto di questi edifici.... Lo stesso palazzo Palmieri è uno scempio. Un palazzo in stile neoclassico addossato sul Castello Caldoresco. Questa devastazione non è quindi imputabile ad un solo individuo, ma semmai, più in generale, ad una mancanza di cultura del territorio e dell'ambiente.