lunedì 5 ottobre 2009

A proposito delle colpe del “disastro urbanistico” che Tagliente vuole addossare a Lapenna

Carico di palazzoni sulla galleria ferroviaria, in fondo ad un costone non edificabile perchè ad alto rischio idrogeologico
Il nostro messaggio a Tagliente: "Avvuca’ è mejje ca ti sti zitte, sinnò pirde la cause!"

Lo scandalo del fosso di S. Onofrio, via Alborato

I palazzoni di via Casetta che hanno come accesso una strada di soli 3 metri
A proposito delle colpe del “disastro urbanistico” che Tagliente vuole addossare a Lapenna
Il nostro messaggio a Tagliente: "Avvuca’ è mejje ca ti sti zitte, sinnò pirde la cause!"
L’altro ieri abbiamo letto su QUI, il giornale di Tagliente, l’articolo “IL DISASTRO DELL’URBANISTICA STA UCCIDENDO LA CITTÀ”.
In sostanza Tagliente vuole scaricare su Lapenna le colpe del disastro urbanistico. Siccome, è bene ribadirlo, è stato lui che nel 1998 con il nuovo PRG ha reso edificabili vaste zone della città, noi gli diciamo: “Avvuca’ è mejje ca ti sti zitte, sinnò pirde la cause!”.
Avvertendo i cittadini che il disastro è molto più grande di quello che si vede oggi, perché finora è stato realizzato più o meno la metà di quello previsto dal PRG di Tagliente. E purtroppo non ci si può fare nulla, perché una volta che un terreno è stato reso edificabile, l’amministrazione che arriva dopo non può annullare tale diritto di edificabilità. Quindi la nostra città è stata compromessa per sempre!
Nicola D'Adamo

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