

Chissà cosa penserebbe oggi Carlo Della Penna se fosse ancora vivo e per caso si trovasse a passeggiare nel pressi dell’Asilo, che porta il suo nome e che ha fortemente voluto e “donato” al Comune con una finalità ben precisa.
Dire che tutto il complesso è in completo stato di abbandono forse è riduttivo, capiamo che il terremoto dello scorso aprile ci si è messo di mezzo provocandone la chiusura forzata, ma almeno, di tanto in tanto, qualcuno potrebbe degnarsi di dare almeno una pulita e ridargli un minimo di decoro.
Da qualche hanno a questa parte l’Asilo Carlo Della Penna non ha più una sua identità: nel 1996 l’Amministrazione Comunale ha deciso il cambio di destinazione dell’immobile portando l’Università a Vasto, ma è tutto finito nel 2001, da quando l’Università D’Annunzio di Chieti ha soppresso la facoltà di Interpretariato. Poi si è parlato di creare una laurea specialistica di secondo livello, ma non se né fatto più nulla.
Negli ultimi anni ci sono state altre proposte, come quella di utilizzare la struttura come centro giovanile di aggregazione, mentre Nicola Del Prete, nel febbraio 2006, proponeva di raggruppare tutti gli asili cittadini in un’unica struttura proprio all’interno del “Carlo Della Penna”, così da chiudere tutte le polemiche sulla destinazione d’uso dell’immobile, che sarebbe tornato finalmente ai bambini vastesi. Negli ultimi tempi i locali del “Carlo Della Penna” hanno accolto la direzione e gli uffici di segreteria del 1° Circolo Didattico Giuseppe Spataro.
Lo scorso agosto l’ex assessore ai servizi sociali Lucio Ritucci, ha riportato alla luce il problema, ma la realtà è quella che vediamo oggi: un edificio completamente abbandonato, sommerso dalle erbacce e senza che qualcuno si preoccupi di mettere in piedi uno stralcio di programma che ne restituisca l’agibilità e la giusta funzionalità.
Lino Spadaccini
Dire che tutto il complesso è in completo stato di abbandono forse è riduttivo, capiamo che il terremoto dello scorso aprile ci si è messo di mezzo provocandone la chiusura forzata, ma almeno, di tanto in tanto, qualcuno potrebbe degnarsi di dare almeno una pulita e ridargli un minimo di decoro.
Da qualche hanno a questa parte l’Asilo Carlo Della Penna non ha più una sua identità: nel 1996 l’Amministrazione Comunale ha deciso il cambio di destinazione dell’immobile portando l’Università a Vasto, ma è tutto finito nel 2001, da quando l’Università D’Annunzio di Chieti ha soppresso la facoltà di Interpretariato. Poi si è parlato di creare una laurea specialistica di secondo livello, ma non se né fatto più nulla.
Negli ultimi anni ci sono state altre proposte, come quella di utilizzare la struttura come centro giovanile di aggregazione, mentre Nicola Del Prete, nel febbraio 2006, proponeva di raggruppare tutti gli asili cittadini in un’unica struttura proprio all’interno del “Carlo Della Penna”, così da chiudere tutte le polemiche sulla destinazione d’uso dell’immobile, che sarebbe tornato finalmente ai bambini vastesi. Negli ultimi tempi i locali del “Carlo Della Penna” hanno accolto la direzione e gli uffici di segreteria del 1° Circolo Didattico Giuseppe Spataro.
Lo scorso agosto l’ex assessore ai servizi sociali Lucio Ritucci, ha riportato alla luce il problema, ma la realtà è quella che vediamo oggi: un edificio completamente abbandonato, sommerso dalle erbacce e senza che qualcuno si preoccupi di mettere in piedi uno stralcio di programma che ne restituisca l’agibilità e la giusta funzionalità.
Lino Spadaccini
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